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Sentenza 21 febbraio 2025
Sentenza 21 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Venezia, sentenza 21/02/2025, n. 967 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Venezia |
| Numero : | 967 |
| Data del deposito : | 21 febbraio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE ORDINARIO di VENEZIA
SEZIONE IMMIGRAZIONE
VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 9036/2023 tra
Parte_1 [...]
Parte_2 CP_1
CP_2 [...]
CP_3 Controparte_4
CP_5 CP_6 CP_7
[...] CP_6 Pt_2
CP_8 Pt_2
CP_9 CP_10
[...] CP_11
CP_12 Parte_1 CP_13
CP_14 CP_15 CP_13
CP_16 CP_17
CP_14 CP_18
[...] Pt_2
CP_19 CP_20 [...]
Parte_3
RICORRENTI
e
Controparte_21
RESISTENTE nonché con
Pubblico Ministero
Oggi 21.02.2025 alle ore 12:00 innanzi al dott. Silvia Zeminian, in videoconferenza, è comparsa l'avv. Elisabetta Chiesi per parte ricorrente. Nessuno è presente per il CP_21
resistente. Il Giudice, dato atto della regolare notifica al resistente e della mancata CP_21
costituzione, ne dichiara la contumacia.
L'avv. Chiesi si riporta al ricorso.
Il Giudice si ritira in camera di consiglio per la decisione.
Alle ore 15.00 al termine della camera di consiglio, il Giudice pronuncia sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. dandone lettura.
Il Giudice
dott. Silvia Zeminian
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI VENEZIA
SEZIONE IMMIGRAZIONE
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Silvia Zeminian, ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 9036/2023 promossa da:
(18.03.1966 – JO RC (SC) - Brasile), Controparte_22
residente in [...], 318, Florianòpolis (SC), Brasile;
(07.08.1967 – JO RC (SC) - Controparte_23
Brasile), residente in [...], 480, Florianòpolis (SC), Brasile;
, (14.05.1969 – JO RC (SC) - Brasile), residente in [...]CP_24
Angelo Flàvio Sens, 109, JO RC (SC), Brasile;
RESNER CONSTANTE (30.06.1978 – OV RE (SC) – Brasile), CP_3
residente in [...]das Frutas do Conde, 23, Palhoça (SC), Brasile;
(06.06.1979 – Lages (CS) – Brasile), residente in Controparte_25
Avenida Aclimaçao, 608, Cuiabà (MT), Brasile;
(02.12.1980 – Lages (CS) – Brasile), residente in [...]Controparte_26
Pau de Canela, 647, Florianòpolis (SC), Brasile;
2 (27.04.1982 – Lages (CS) – Brasile), residente in [...]Controparte_27
Dom Jaime Camara, 980, Lages (SC), Brasile;
(02.04.1988 – OV RE (SC) – Brasile), residente in [...]Controparte_28
Agostinho Bezerra, 61, San Paolo (SP), Brasile;
(02.06.1992 – OV RE (SC) – Brasil), residente in Controparte_29
Rua José Rafael Booz, 117, Sao Joao Batista (SC), Brasile;
(30.12.1988 - JO RC (SC) - Controparte_30
Brasil), residente in [...], 1516, Sao José (SC), Brasile;
(12.02.1994 – RU (SC) – Brasile), residente in Controparte_31
Rua José Abreu, 318, Florianòpolis (SC), Brasile;
(08-03-2001 – RU (SC) – Brasile), residente in Controparte_32
Rua José Abreu, 318, Florianòpolis (SC), Brasile;
(09.06.1996 – Florianòpolis (SC) – Brasile), residente Controparte_33
in Rua Joao Pio Duarte Silva, 480, Florianòpolis (SC), Brasile;
(04.03.1998 – OV RE (SC) – Brasile), residente in [...]CP_18
Gustavo Halfpap, 584, RU (SC), Brasile;
(29.03.1989 – OV RE (SC) – Brasile), residente Controparte_34
in Rua Adelina Schaefer Nuss, 42, Guabiruba (SC), Brasile;
(05.04.1996 – OV RE (SC) – Brasile), residente Parte_3
in Rua Daniel Imhof, 420, RU (SC), Brasile;
con il patrocinio degli Avv.ti Francesco Bedon, Cristina Cambiaghi ed Elisabetta Chiesi contro
, in persona del Ministro pro tempore, Controparte_21
contumace nonché con
Pubblico Ministero
In punto: diritti di cittadinanza
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
I ricorrenti chiedono che venga dichiarato il loro status di cittadini italiani in virtù della
3 comune discendenza da (o o Persona_1 Persona_1 [...]
o o , nata il [...] a [...] CP_35 Controparte_36 Persona_2
di Oppeano (VR), figlia di e cittadina Persona_3 Persona_4
italiana emigrata in Brasile ed ivi deceduta.
Il convenuto non si è costituito ed è stato dichiarato contumace. CP_21
Gli atti sono stati comunicati al P.M. che per l'udienza non ha concluso.
Circa la competenza del Tribunale di Venezia, va premesso che la Legge Delega n.
206/2021 prevede al comma n. 36 la seguente modifica: “All'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile
2017, n. 46, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani»”.
Il comma n. 37 della cit. Legge prevede che “Le disposizioni dei commi da 27 a 36 del presente articolo si applicano ai procedimenti instaurati a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto, a far data dal 22.06.22, in caso di ricorrenti residenti all'estero, la competenza del Tribunale si è spostata dal Foro di Roma al Foro di nascita dell'avo italiano, o più precisamente al Tribunale in cui hanno sede le Sezioni Specializzate in materia di immigrazione e cittadinanza. Nel caso di specie l'ava era nata in [...], da cui deriva la competenza di questo Tribunale, nella sezione specializzata in materia di immigrazione.
La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata.
Preliminarmente deve darsi conto che l'avo nel caso di specie è nata prima dell'annessione del Veneto al Regno D'Italia ma tale circostanza non ha impedito che la stessa abbia acquistato la cittadinanza italiana, anche se successivamente emigrata all'estero, in base al riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti i “regnicoli” a cui si riferivano l'art. 24 dello Statuto Albertino e le norme sulla cittadinanza di cui al Capo I del Codice Civile del 1865. Si richiamano in proposito le leggi n. 23/1901 e n. 271/1907 in forza delle quali coloro che erano nati prima dell'unificazione dell'Italia furono considerati cittadini italiani, anche se emigrati, a condizione che al momento in cui lo
4 Stato preunitario di provenienza era entrato a far parte del Regno d'Italia – nel caso del
Veneto il riferimento è all'ottobre 1866 - non fossero deceduti o avessero acquisito cittadinanza straniera. Nel caso di specie, alla luce della documentazione in atti, si deve ritenere che abbia acquisito la cittadinanza italiana in seguito Persona_1 all'annessione del Veneto al Regno d'Italia.
L'esame dei documenti prodotti evidenzia che la trasmissione della cittadinanza, secondo la legge all'epoca vigente, si interruppe a causa di passaggi generazionali per linea femminile;
la trasmissione jure sanguinis era infatti all'epoca prevista – salvi casi marginali – unicamente per via paterna, ed inoltre l'art. 10 della l. n. 555/1912 stabiliva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero, come avvenuto nel caso di specie.
Tuttavia, la Corte Costituzionale con sentenza n. 30 del 1983 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art 1 n.1 L. 555/1912 per violazione degli artt. 3 e 29 della
Costituzione “nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina”. Tale pronuncia ha così ricondotto ai valori costituzionali della previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, e consentito quindi la possibilità di acquisto della cittadinanza italiana per linea materna. In precedenza, la medesima Corte con la Sentenza n.87 del 09-16 aprile 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 29 Cost., il sopra citato art.10 della Legge n. 555 del 1912, “nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna”.
Secondo un primo orientamento, gli effetti favorevoli di tali pronunce potevano prodursi solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione, con “salvezza” delle situazioni già definite all'epoca. Tale sostanziale disparità di trattamento è stata poi superata dalla Corte di Cassazione, la quale pronunciandosi a Sezioni Unite ha affermato che “per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della
L. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio. Pur condividendo il principio dell'incostituzionalità sopravvenuta, secondo il quale la declaratoria d'incostituzionalità delle norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1°
5 gennaio 1948, non potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione, la
Corte afferma che il diritto di cittadinanza in quanto “status” permanente ed imprescrittibile, salva l'estinzione per effetto di rinuncia da parte del richiedente, è giustiziabile in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell'ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento) per l'effetto perdurante anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione dell'illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale” (Cass. Sez. Unite sent. n. 4466 del 25/02/2009). Ed ancora:
“lo stato di cittadino è permanente ed ha effetti perduranti nel tempo che si manifestano nell'esercizio dei diritti conseguenti;
esso, come si è rilevato, può perdersi solo per rinuncia, così come anche nella legislazione previgente (art.8 n. 2 L. 555 del 1912) [...]
Perciò correttamente si afferma che lo stato di cittadino, effetto della condizione di figlio, come questa, costituisce una qualità essenziale della persona, con caratteri
d'assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità, che lo rendono giustiziabile in ogni tempo e di regola non definibile come esaurito o chiuso, se non quando risulti denegato o riconosciuto da sentenza passata in giudicato”.
Pertanto, in forza della efficacia delle pronunce di incostituzionalità appena ricordate dalla data di entrata in vigore della nuova Costituzione, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche ai figli di madre cittadina che non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948, e conseguentemente ai loro discendenti.
Lo Stato non può considerarsi inadempiente in ragione dell'impossibilità ad ottenere il riconoscimento se non per via giudiziale, sicché è giustificata la compensazione delle spese.
P.Q.M.
Il Tribunale di Venezia, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando,
-accoglie la domanda e per l'effetto dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani iure sanguinis per via di discendenza diretta dalla comune ava Persona_1
-ordina al ministero dell'Interno e per esso all'ufficiale dello Stato civile competente di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello Stato civile nella cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti.
Dichiara compensate le spese.
6 Sentenza resa ex articolo 281 sexies c.p.c., pubblicata mediante lettura ed allegazione al verbale.
Venezia, 21.02.2025.
Il Giudice
Dott.ssa Silvia Zeminian
7
SEZIONE IMMIGRAZIONE
VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 9036/2023 tra
Parte_1 [...]
Parte_2 CP_1
CP_2 [...]
CP_3 Controparte_4
CP_5 CP_6 CP_7
[...] CP_6 Pt_2
CP_8 Pt_2
CP_9 CP_10
[...] CP_11
CP_12 Parte_1 CP_13
CP_14 CP_15 CP_13
CP_16 CP_17
CP_14 CP_18
[...] Pt_2
CP_19 CP_20 [...]
Parte_3
RICORRENTI
e
Controparte_21
RESISTENTE nonché con
Pubblico Ministero
Oggi 21.02.2025 alle ore 12:00 innanzi al dott. Silvia Zeminian, in videoconferenza, è comparsa l'avv. Elisabetta Chiesi per parte ricorrente. Nessuno è presente per il CP_21
resistente. Il Giudice, dato atto della regolare notifica al resistente e della mancata CP_21
costituzione, ne dichiara la contumacia.
L'avv. Chiesi si riporta al ricorso.
Il Giudice si ritira in camera di consiglio per la decisione.
Alle ore 15.00 al termine della camera di consiglio, il Giudice pronuncia sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. dandone lettura.
Il Giudice
dott. Silvia Zeminian
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI VENEZIA
SEZIONE IMMIGRAZIONE
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Silvia Zeminian, ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 9036/2023 promossa da:
(18.03.1966 – JO RC (SC) - Brasile), Controparte_22
residente in [...], 318, Florianòpolis (SC), Brasile;
(07.08.1967 – JO RC (SC) - Controparte_23
Brasile), residente in [...], 480, Florianòpolis (SC), Brasile;
, (14.05.1969 – JO RC (SC) - Brasile), residente in [...]CP_24
Angelo Flàvio Sens, 109, JO RC (SC), Brasile;
RESNER CONSTANTE (30.06.1978 – OV RE (SC) – Brasile), CP_3
residente in [...]das Frutas do Conde, 23, Palhoça (SC), Brasile;
(06.06.1979 – Lages (CS) – Brasile), residente in Controparte_25
Avenida Aclimaçao, 608, Cuiabà (MT), Brasile;
(02.12.1980 – Lages (CS) – Brasile), residente in [...]Controparte_26
Pau de Canela, 647, Florianòpolis (SC), Brasile;
2 (27.04.1982 – Lages (CS) – Brasile), residente in [...]Controparte_27
Dom Jaime Camara, 980, Lages (SC), Brasile;
(02.04.1988 – OV RE (SC) – Brasile), residente in [...]Controparte_28
Agostinho Bezerra, 61, San Paolo (SP), Brasile;
(02.06.1992 – OV RE (SC) – Brasil), residente in Controparte_29
Rua José Rafael Booz, 117, Sao Joao Batista (SC), Brasile;
(30.12.1988 - JO RC (SC) - Controparte_30
Brasil), residente in [...], 1516, Sao José (SC), Brasile;
(12.02.1994 – RU (SC) – Brasile), residente in Controparte_31
Rua José Abreu, 318, Florianòpolis (SC), Brasile;
(08-03-2001 – RU (SC) – Brasile), residente in Controparte_32
Rua José Abreu, 318, Florianòpolis (SC), Brasile;
(09.06.1996 – Florianòpolis (SC) – Brasile), residente Controparte_33
in Rua Joao Pio Duarte Silva, 480, Florianòpolis (SC), Brasile;
(04.03.1998 – OV RE (SC) – Brasile), residente in [...]CP_18
Gustavo Halfpap, 584, RU (SC), Brasile;
(29.03.1989 – OV RE (SC) – Brasile), residente Controparte_34
in Rua Adelina Schaefer Nuss, 42, Guabiruba (SC), Brasile;
(05.04.1996 – OV RE (SC) – Brasile), residente Parte_3
in Rua Daniel Imhof, 420, RU (SC), Brasile;
con il patrocinio degli Avv.ti Francesco Bedon, Cristina Cambiaghi ed Elisabetta Chiesi contro
, in persona del Ministro pro tempore, Controparte_21
contumace nonché con
Pubblico Ministero
In punto: diritti di cittadinanza
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
I ricorrenti chiedono che venga dichiarato il loro status di cittadini italiani in virtù della
3 comune discendenza da (o o Persona_1 Persona_1 [...]
o o , nata il [...] a [...] CP_35 Controparte_36 Persona_2
di Oppeano (VR), figlia di e cittadina Persona_3 Persona_4
italiana emigrata in Brasile ed ivi deceduta.
Il convenuto non si è costituito ed è stato dichiarato contumace. CP_21
Gli atti sono stati comunicati al P.M. che per l'udienza non ha concluso.
Circa la competenza del Tribunale di Venezia, va premesso che la Legge Delega n.
206/2021 prevede al comma n. 36 la seguente modifica: “All'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile
2017, n. 46, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani»”.
Il comma n. 37 della cit. Legge prevede che “Le disposizioni dei commi da 27 a 36 del presente articolo si applicano ai procedimenti instaurati a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto, a far data dal 22.06.22, in caso di ricorrenti residenti all'estero, la competenza del Tribunale si è spostata dal Foro di Roma al Foro di nascita dell'avo italiano, o più precisamente al Tribunale in cui hanno sede le Sezioni Specializzate in materia di immigrazione e cittadinanza. Nel caso di specie l'ava era nata in [...], da cui deriva la competenza di questo Tribunale, nella sezione specializzata in materia di immigrazione.
La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debitamente tradotta ed apostillata.
Preliminarmente deve darsi conto che l'avo nel caso di specie è nata prima dell'annessione del Veneto al Regno D'Italia ma tale circostanza non ha impedito che la stessa abbia acquistato la cittadinanza italiana, anche se successivamente emigrata all'estero, in base al riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti i “regnicoli” a cui si riferivano l'art. 24 dello Statuto Albertino e le norme sulla cittadinanza di cui al Capo I del Codice Civile del 1865. Si richiamano in proposito le leggi n. 23/1901 e n. 271/1907 in forza delle quali coloro che erano nati prima dell'unificazione dell'Italia furono considerati cittadini italiani, anche se emigrati, a condizione che al momento in cui lo
4 Stato preunitario di provenienza era entrato a far parte del Regno d'Italia – nel caso del
Veneto il riferimento è all'ottobre 1866 - non fossero deceduti o avessero acquisito cittadinanza straniera. Nel caso di specie, alla luce della documentazione in atti, si deve ritenere che abbia acquisito la cittadinanza italiana in seguito Persona_1 all'annessione del Veneto al Regno d'Italia.
L'esame dei documenti prodotti evidenzia che la trasmissione della cittadinanza, secondo la legge all'epoca vigente, si interruppe a causa di passaggi generazionali per linea femminile;
la trasmissione jure sanguinis era infatti all'epoca prevista – salvi casi marginali – unicamente per via paterna, ed inoltre l'art. 10 della l. n. 555/1912 stabiliva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero, come avvenuto nel caso di specie.
Tuttavia, la Corte Costituzionale con sentenza n. 30 del 1983 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art 1 n.1 L. 555/1912 per violazione degli artt. 3 e 29 della
Costituzione “nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina”. Tale pronuncia ha così ricondotto ai valori costituzionali della previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, e consentito quindi la possibilità di acquisto della cittadinanza italiana per linea materna. In precedenza, la medesima Corte con la Sentenza n.87 del 09-16 aprile 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 29 Cost., il sopra citato art.10 della Legge n. 555 del 1912, “nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna”.
Secondo un primo orientamento, gli effetti favorevoli di tali pronunce potevano prodursi solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione, con “salvezza” delle situazioni già definite all'epoca. Tale sostanziale disparità di trattamento è stata poi superata dalla Corte di Cassazione, la quale pronunciandosi a Sezioni Unite ha affermato che “per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della
L. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio. Pur condividendo il principio dell'incostituzionalità sopravvenuta, secondo il quale la declaratoria d'incostituzionalità delle norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1°
5 gennaio 1948, non potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione, la
Corte afferma che il diritto di cittadinanza in quanto “status” permanente ed imprescrittibile, salva l'estinzione per effetto di rinuncia da parte del richiedente, è giustiziabile in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell'ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento) per l'effetto perdurante anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione dell'illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale” (Cass. Sez. Unite sent. n. 4466 del 25/02/2009). Ed ancora:
“lo stato di cittadino è permanente ed ha effetti perduranti nel tempo che si manifestano nell'esercizio dei diritti conseguenti;
esso, come si è rilevato, può perdersi solo per rinuncia, così come anche nella legislazione previgente (art.8 n. 2 L. 555 del 1912) [...]
Perciò correttamente si afferma che lo stato di cittadino, effetto della condizione di figlio, come questa, costituisce una qualità essenziale della persona, con caratteri
d'assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità, che lo rendono giustiziabile in ogni tempo e di regola non definibile come esaurito o chiuso, se non quando risulti denegato o riconosciuto da sentenza passata in giudicato”.
Pertanto, in forza della efficacia delle pronunce di incostituzionalità appena ricordate dalla data di entrata in vigore della nuova Costituzione, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche ai figli di madre cittadina che non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948, e conseguentemente ai loro discendenti.
Lo Stato non può considerarsi inadempiente in ragione dell'impossibilità ad ottenere il riconoscimento se non per via giudiziale, sicché è giustificata la compensazione delle spese.
P.Q.M.
Il Tribunale di Venezia, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando,
-accoglie la domanda e per l'effetto dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani iure sanguinis per via di discendenza diretta dalla comune ava Persona_1
-ordina al ministero dell'Interno e per esso all'ufficiale dello Stato civile competente di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello Stato civile nella cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti.
Dichiara compensate le spese.
6 Sentenza resa ex articolo 281 sexies c.p.c., pubblicata mediante lettura ed allegazione al verbale.
Venezia, 21.02.2025.
Il Giudice
Dott.ssa Silvia Zeminian
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