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Sentenza 1 luglio 2025
Sentenza 1 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Belluno, sentenza 01/07/2025, n. 67 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Belluno |
| Numero : | 67 |
| Data del deposito : | 1 luglio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di BELLUNO
GIUDICE DEL LAVORO
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Silvia Ferrari esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 83/2023 promossa da:
(C.F. ), , (C.F. Parte_1 C.F._1 Parte_2
), (C.F. ), C.F._2 Parte_3 C.F._3 Parte_4
(C.F. ), , (C.F. ),
[...] C.F._4 Parte_5 C.F._5 [...] (C.F. , (C.F. , Pt_6 C.F._6 Parte_7 C.F._7
(C.F. ), (C.F. Parte_8 C.F._8 Parte_9
), (C.F. , C.F._9 Parte_10 C.F._10 Parte_11
(C.F. ), (C.F.
[...] C.F._11 Parte_12
), (C.F. ), C.F._12 Parte_13 C.F._13 Parte_14 (C.F. ), (C.F. ), C.F._14 Parte_15 C.F._15 (C.F. , tutti con il patrocinio dell'avv. Carlo Parte_16 C.F._16 Galeotafiore ed elettivamente domiciliati in Belluno via Roma n. 15, presso lo studio dell'avv. Da Col Alessandra, nonché presso il domicilio digitale dell'Avv. Carlo Galeotafiore Email_1 contro
(C.F. ), in persona del Ministro Controparte_1 P.IVA_1 pro tempore;
(C.F.: ); Controparte_2 P.IVA_2
(C.F.: ): Controparte_3 P.IVA_3 in persona dei rispettivi Dirigenti pro tempore;
Tutti rappresentati e difesi ai sensi e per gli effetti dell'art. 417 bis, comma 1, c.p.c., dal dott. Contr Massimiliano Salvador (C.F.: ), dirigente dell' di Belluno, e dal dott. C.F._17 (C.F. ), funzionario del Persona_1 C.F._18 Controparte_1
, elettivamente domiciliati presso la sede dell' , ufficio
[...] Controparte_5 legale e del contenzioso, Via S. Andrea 1, Belluno, fax 0437/292256 – PEC:
Email_2
In punto a:
Altre ipotesi pagina 1 di 10
CONCLUSIONI DELLE PARTI
Il procuratore di parte ricorrente chiede e conclude:
“Accogliere il ricorso ed accertare e dichiarare il diritto dei ricorrenti all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente prevista dall'articolo 1, comma 12 della legge 13 luglio 2015 numero 107 per i periodi richiesti in ricorso e quindi ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 per ciascun anno scolastico tramite la carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con conseguente condanna, oltre interessi legali e la rivalutazione monetaria ex art. 429 c.p.c. dalla data di maturazione dei crediti al saldo. Condannare il convenuto al pagamento a favore dei ricorrenti tramite la succitata Carta per i CP_1 seguenti anni scolastici delle seguenti somme quale contributo alla formazione dei ricorrenti: 020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_1
2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.500,00; Parte_2
2017-2018, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_3
2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_4
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_5
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_6 2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_7
2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 2.000,00; Parte_8
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_9 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 2.000,00; Parte_10
2017-2018, 2019-2020 €. 1.000,00; Parte_11
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_12
2017-2018, 2018-2019 €. 1.000,00; Parte_13 017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.500,00; Parte_14
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_15
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.500,00; Parte_17
o per gli anni scolastici di cui in premessa e/o accertati in corso di causa e gli importi anche maggiori accertati in corso di causa a favore dei ricorrenti, oltre interessi legali e la rivalutazione monetaria ex art. 429 c.p.c. dalla data di maturazione dei crediti al saldo. ”
***
Il procuratori di parte resistente chiedono e concludono:
“ In via preliminare di rito:
- dichiarare il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario in favore del Giudice amministrativo, con ogni conseguenza di legge;
- in via subordinata, dichiarare la carenza di legittimazione passiva del a Controparte_1 favore della Controparte_6
- sempre in via preliminare: dichiararsi l'inammissibilità della domanda di attribuzione della Carta del docente per la decadenza e/o per il difetto di interesse ad agire eccepiti al punto 2. Nel merito in via principale:
- rigettare le domande attoree perché del tutto infondate sia in fatto che in diritto;
- dichiarare, comunque, l'intervenuta prescrizione dei diritti vantati dai ricorrenti, nei limiti prescrizionali quinquennali;
- con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa da liquidarsi ai sensi dell'art. 152 bis disp. att. c.p.c., introdotto dall'art. 4, comma 42, della legge 183/2011, e, in subordine, con compensazione delle stesse;
pagina 2 di 10 - in via subordinata si chiede che, nella denegata ipotesi di soccombenza, le spese di lite vengano liquidate secondo quanto previsto per le cause di minima complessità dal D.M- 55/2014, inserendosi le questioni affrontate in un contenzioso seriale. In via subordinata:
- nella denegata ipotesi di accoglimento delle domande avverse, valutare le condizioni minime necessarie al riconoscimento della “Carta del docente” in riferimento, quanto meno, all'effettivo svolgimento dell'orario di servizio completo, durante l'intero anno scolastico;
- nell'ipotesi di condanna dell'Amministrazione, emettere condanna generica con ordine all'Amministrazione stessa di procedere al riconoscimento esclusivo della “Carta del docente”, non quindi a risarcimenti monetari, né riconoscimento del danno, nonché dichiarare l'applicazione del divieto di interessi e rivalutazione monetaria. ”
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. La domanda
Con ricorso depositato il 16/06/2023 i ricorrenti, come sopra rappresentati, convenivano in giudizio il per sentire accogliere le conclusioni riportate in epigrafe, a tal Controparte_1 fine esponendo di essere docente assunti dal convenuto ed in servizio presso Istituti CP_1 scolastici della provincia di Belluno, di aver prestato servizio alle dipendenze del medesimo CP_1 in forza di plurimi contratti annuali o fino al termine delle attività didattiche nelle annualità per ciascuno indicate in epigrafe, di non aver fruito in tali annualità dell'erogazione della somma di €
500,00 annui prevista dall'art. 1 comma 122, della L. n. 107/2015 pur avendo svolto mansioni identiche a quelle espletate dal personale di ruolo ed essendo stati soggetti agli stessi obblighi formativi dei docenti assunti a tempo indeterminato.
Si doleva parte ricorrente della violazione da parte dell'Amministrazione convenuta del principio eurounitario di non discriminazione di cui all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla direttiva 1999/70, dell'erronea applicazione dell'art. 282 del D. Lgs. n. 297/94, degli artt. 29, 63 e
64 del c.c.n.l. del 29/11/2007, dell'art. 2 del d. lgs. n. 165/2001, nonché degli artt. 3, 35 e 97 della
Costituzione, atteso che l'attribuzione della c.d. Carta docenti al solo personale di ruolo si porrebbe in contrasto anche con l'art. 3 della Costituzione;
ancora, parte attrice lamentava la violazione degli artt.
20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, in relazione alle clausole 4 e 6 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla direttiva 1999/70 ed infine invocava la disapplicazione della norma contestata, con conseguente condanna dell'Amministrazione convenuta all'attribuzione del beneficio economico di € 500,00 annui, tramite la Carta Elettronica, chiedendo in subordine il riconoscimento di tale somma a titolo di risarcimento del danno in forma specifica ex art. 1218 c.c.
2. La difesa dell'Amministrazione convenuta.
pagina 3 di 10 Si costituiva ritualmente in giudizio il , come sopra rappresentato, Controparte_1 che eccepiva il difetto di giurisdizione del GO, eccepiva inoltre la prescrizione del diritto ex art. 2948
c.c. e nel merito resisteva al ricorso, affermando l'insussistenza del trattamento discriminatorio lamentato dai ricorrenti, evidenziando in particolare che gli stessi, negli anni scolastici in cui avevano prestato servizio, avevano operato non per l'intero anno scolastico, ma solo per parte dello stesso.
La causa, ritenuta sufficientemente documentata, veniva discussa all'odierna udienza, mediante deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c. ed era decisa come da dispositivo in calce, che veniva depositato su PCT unitamente alla presente motivazione.
3. Il merito della domanda.
Va subito esaminata l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata da parte resistente, che è infondata vertendosi nel caso di specie in tema di trattamenti assimilabili a quelli retributivi, mentre rimandando per quanto riguarda l'eccezione di prescrizione ad un momento successivo al merito della domanda, riguardo a questo deve rammentarsi che l'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015 ha previsto che:
“Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dell'importo nominale di € 500,00 annui per ciascun anno scolastico.”
mentre il comma 122 del medesimo articolo ha demandato ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il compito di definire «i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121», sicché il D.P.C.M. n. 32313 del 23 settembre 2015 ha stabilito, all'art. 2, che la somma di
€ 500,00 annui può essere erogata solo ai “docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova” ed il successivo D.P.C.M. del 28 novembre 2016 ha confermato l'assegnazione della Carta Docenti ai docenti di ruolo a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi coloro che sono in periodo di formazione e prova, quelli inidonei per motivi di salute, quelli in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari”.
Venendo alla fattispecie di causa, non è contestato che gli attori abbiano svolto, negli anni scolastici in cui sono stati assunti a tempo determinato, le medesime mansioni svolte dal personale di ruolo, e siano stati altresì soggetta ai medesimi obblighi formativi dei colleghi, senza fruire del beneficio della carta elettronica, destinato allo sviluppo delle competenze professionali.
pagina 4 di 10 Negli anni scolastici oggetto di domanda i ricorrenti hanno sempre operato per più di 180 giorni e su gran parte dell'orario scolastico settimanale, sicché si deve ritenere che gli obblighi formativi sugli stessi gravanti fossero i medesimi dei colleghi assunti a tempo indeterminato.
4. I precedenti giurisprudenziali.
Va rammentato che, con recente decisione, il Consiglio di Stato (sentenza n. 1842/2022) ha annullato il
D.P.C.M. n. 32313 del 2015, evidenziando come una interpretazione costituzionalmente orientata della
L. n. 107/2015 impone di riconoscere il bonus di € 500,00 anche al personale assunto a tempo determinato, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti degli artt. 3, 35 e 97 Cost. e degli artt. 29, 63 e 64 del C.C.N.L. del 29/11/2007, secondo cui l'obbligo formativo grava anche sui docenti precari, e che sulla vicenda è intervenuta anche la Corte di giustizia dell'Unione Europea, che con ordinanza del 18 maggio 2022, emessa nella causa C-450/21 ha concluso stabilendo che:
“La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non CP_1 al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un vantaggio finanziario CP_1 dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
5. La giurisprudenza di legittimità.
Alla luce di tali decisioni, nonché della recente pronuncia della Suprema Corte (sentenza n. 29961 pubblicata il 27.10.2023), alla quale si fa qui espresso riferimento anche ai sensi dell'art. 118 disp. att.
c.p.c., che ha esaminato diffusamente la questione, insieme alle altre ponendo in risalto la destinazione del beneficio al sostegno della formazione continua dei docenti, che costituisce un obbligo per sia per il personale a tempo indeterminato che per quello impiegato a tempo determinato, e che trova riscontro nel corrispondente obbligo di formazione da parte dell'Amministrazione convenuta – di natura contrattuale – e che questo Giudice condivide e fa proprie, anche ai sensi dell'art. 118 disp. att. c.p.c., deve ritenersi fondata la domanda di accertamento del diritto al beneficio di cui all'art. 1, comma 121 e seguenti L. n. 107/2015 per gli anni scolastici di servizio svolto in forza dei contratti a tempo determinato indicati in ricorso, ritenendosi sul punto infondata la deduzione da parte dell'amministrazione resistente secondo la quale il bonus accreditato sulla carta sarebbe strettamente pagina 5 di 10 dipendente e funzionale al singolo anno scolastico di riferimento, con conseguente infondatezza delle pretese riferite anche ai pregressi anni scolastici, ritenendosi sul punto che non possa apporsi in via amministrativa un termine finale di utilizzo del beneficio.
Peraltro, l'art. 6 del D.P.C.M. 28.11.2016 ha chiarito, che «le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell'anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate» e da detta precisazione si evince che la somma non è utilizzabile solo ed esclusivamente nel singolo anno di erogazione, ma che l'importo eventualmente non utilizzato nel corso dell'anno scolastico di riferimento rimane nella disponibilità del titolare della carta per l'anno scolastico successivo, cumulandosi con quello da erogare all'avvio di quest'ultimo.
Sul punto questo Giudice condivide e fa proprie le decisioni di merito, in particolare quella pronunciata dal Giudice del Lavoro di Torino, n. 1259/2022, e dal Giudice del Lavoro di Treviso il 24.11.2022 nel proc. n. 627/2022, nonché la ricordata decisione del Giudice di legittimità, ed ancora la sentenza del
Giudice del Lavoro di Verona n. 661/2023, sentenze che dedicano ampio spazio alla connessione tra la formazione assicurata dalla Carta e l'anno scolastico di svolgimento della prestazione, ma al fine di evidenziare come l'articolazione “annuale” del beneficio consenta di estenderlo ai docenti precari “il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura”, ed anche ai docenti con orario di lavoro part time ma articolato sull'intero anno scolastico, giungendo ad affermare senza esitazione che l'art. 1 comma 121 sopra ricordato è in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all'art. 4 punto 1, dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva 199/70/CE e va dunque disapplicato.
La Suprema Corte testualmente afferma sul punto:
“In altre parole, l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva 199/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docente ai sili insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co.1, L. 124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 1, co. 2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio.”
sicché deve ritenersi infondata e respingersi anche la deduzione di parte convenuta secondo la quale alla parte ricorrente non spetterebbe il bonus in quanto titolare di contratti validi solo fino al termine delle attività didattiche (30.6) e non fino al termine dell'anno scolastico (31.8).
6. Le modalità di fruizione del beneficio.
Interrogandosi poi sulle modalità di messa a disposizione dei docenti della somma prevista dalla Carta
Elettronica, realizzata in forma di applicazione web, con previsione di iscrizione e registrazione sia dei docenti che degli esercenti, con generazione a richiesta di un codice di acquisto o buono a favore del pagina 6 di 10 docente per i beni/servizi prescelti, accettabile dall'esercente solo se coerente al disposto normativo, e determinativo del riconoscimento all'esercente di un credito di pari importo nei confronti del , CP_1 la Suprema Corte ha affermato che la pur complessa struttura dell'operazione non porti a discostare la stessa da un'obbligazione, sotto il profilo sostanziale, di pagamento ed ha soggiunto che non vi sia ragione per dubitare, anche alla luce del decreto legge n. 69 del 2023 che ha esteso ai supplenti annuali detto beneficio, che la Carta possa funzionare anche rispetto a periodi pregressi.
Ancora, nel valutare il profilo dell'interesse del docente precario rispetto all'adempimento dell'obbligazione oggetto del contenzioso, la Suprema Corte ha richiamato, dal lato datoriale, la natura
“continua” del diritto-dovere alla formazione ed aggiornamento ed all'inserirsi di esso nel contesto di una ormai conclamata unitarietà non solo tra pre-ruolo e ruolo (Cass. 28 novembre 2019, n. 31149), ma anche del periodo pre-ruolo in sé considerato (Cass. 7 novembre 2016, n. 22558), concludendo che la mancata attribuzione degli importi che erano dovuti per le annate in cui siano state svolte le supplenze non significhi che vi sia perdita di interesse rispetto all'ottenimento successivo di essi, che anzi deve presumersi persista nella misura in cui chi agisce sia ancora interno al sistema educativo scolastico, in ragione della persistenza del diritto-dovere formativo;
in detti casi, peraltro, non verrebbe meno neanche l'interesse datoriale ad adempiere con quelle modalità, proprio perché l'inserimento dell'insegnante nel sistema educativo giustifica anche l'attribuzione successiva del beneficio in relazione al permanere di esigenze formative.
La Corte si è allora interrogata su quale fosse il funzionamento del sistema nel caso in cui non vi fosse stata attribuzione tempestiva, come nel caso dei docenti precari, cui la norma interna non riconosceva il diritto, occorrendo considerare al riguardo che la cessazione dal servizio, ai sensi dell'art. 3, co. 2, del
DPCM del 2016, è causa di estinzione del diritto a fruire del beneficio, ed ha affermato che la nozione di “cessazione” andava adattata laddove si riferisse al personale precario, ed ha concluso affermando che se il docente precario che, in una certa annualità, abbia maturato il diritto alla Carta, resta iscritto nelle graduatorie (ad esaurimento, provinciali o di istituto) per le supplenze e, eventualmente, riceva anche incarichi di supplenza, permane l'inserimento nel sistema scolastico che giustifica l'esercizio del diritto all'adempimento ed ancor più se poi egli transiti in ruolo. Al contrario, se un tale docente, dopo l'annualità in cui è maturato il diritto alla Carta, sia cancellato dalle graduatorie, il diritto all'adempimento cessa con tale cancellazione, per fuoriuscita dal sistema scolastico, permanendo in tal caso solo il diritto al risarcimento del danno.
Dunque, in presenza della condizione di permanente inserimento nel sistema scolastico, come nel caso dei ricorrenti, che attualmente sono tutti inseriti nel sistema scolastico nei seguenti termini:
EN GI iscrizione nella graduatoria delle supplenze;
pagina 7 di 10 contratto di lavoro dal 09.09.24 al 31.08.25; Parte_2
contratto di lavoro dal 07.09.24 al 30.06.25; Parte_3
contratto di lavoro a tempo indeterminato; Parte_4
contratti di lavoro dal 28.09.24 al 06.06.25; Parte_5
contratto di lavoro a tempo indeterminato; Parte_6 contratto di lavoro dal 07.09.24 al 31.08.25; Parte_7
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_8
iscrizione nella graduatoria delle supplenze;
Parte_9 contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_10
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_11
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_12
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_13 ontratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_14
contratto di lavoro a tempo determinato dal 09.09.24 al 30.06.25; Parte_15
contratto di lavoro a tempo determinato dal 07.09.24 al 31.08.25; Parte_16 va riconosciuta l'azione di adempimento in forma specifica, mediante attribuzione della Carta Docente, per un importo pari al valore che spettava e con funzionamento secondo il sistema attuativo proprio dello specifico bonus in esame.
7. La prescrizione.
Infine, la Corte ha chiarito i criteri per individuare il momento a decorrere dal quale il diritto può essere fatto valere dal docente, dato rilevante ai fini della decorrenza della prescrizione dell'azione di adempimento - dal momento in cui il diritto può essere fatto valere - e dunque per le supplenze di cui all'art. 4, co. 1 e 2, L. 124/1999, dal momento del conferimento degli incarichi o, se il conferimento degli incarichi sia anteriore, dall'eventualmente successivo momento in cui, per l'annata di riferimento, sia consentito anche ai docenti di ruolo, secondo il sistema di cui al DPCM del 2016, procedere alla registrazione telematica onde fruire del beneficio. Va altresì ribadito che il valore economico del beneficio richiesto venga pagato periodicamente ai docenti a tempo indeterminato, ad anno, sicché trova applicazione la prescrizione quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che non richiede che le somme pagate abbiano necessariamente natura retributiva, ma si riferisce a “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi” e dunque, considerando che il primo atto interruttivo della prescrizione documentato per tutti i ricorrenti è la diffida diretta al convenuto nel marzo CP_1
2023, deve ritenersi – in ossequio al criterio suggerito dalla Suprema Corte- che siano prescritte le pagina 8 di 10 somme rivendicate da taluni dei ricorrenti in relazione all'anno scolastico 2017/18, posto che in tale data (cinque anni a ritroso dalla notifica) era già stato conferito l'incarico per dette annualità.
Va quindi dichiarato il diritto dei ricorrenti ad usufruire del beneficio economico di € 500 annui per gli anni scolastici per ciascuno di essi indicato in epigrafe, salvo che per l'anno scolastico 2017/18 e comunque come indicati nel dispositivo che segue, tramite la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con le medesime modalità con cui è stata attribuita ai docenti a tempo indeterminato, con conseguente condanna del a mettere a disposizione dei ricorrenti CP_1 gli importi indicati in dispositivo tramite il sistema della Carta elettronica, atteso che l'art. 1, comma
121, legge n. 107 del 2015, non ha previsto in favore dei docenti di ruolo il versamento diretto di una somma di denaro, ma la consegna di una carta avente un dato valore nominale, utilizzabile per l'acquisto di beni e servizi dal contenuto professionale, configurando il beneficio come a destinazione vincolata, e nei medesimi termini lo stesso deve essere articolato anche per i docenti a tempo determinato. Su detta somma andranno calcolati interessi legali ovvero rivalutazione monetaria, dalla data del diritto all'accredito sino alla concreta attribuzione.
8. Le spese di lite.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate nel dispositivo che segue sulla base dei compensi medi previsti dalla tabella 3 allegata al DM n. 147/2022, con riguardo alla fase di studio ed introduttiva, non essendosi tenuta alcuna istruttoria ed essendo ridotta al minimo la fase decisoria, per cause del valore compreso tra € 5.200,01 ed € 26.000,00 nel quale ricade il valore finale di causa, aumentato del 50% per la difesa di più ricorrenti, compensi che appaiono congrui all'impegno difensivo prestato ed al risultato ottenuto, anche considerando il carattere seriale della questione trattata.
P.Q.M.
Il Tribunale di BELLUNO, in composizione monocratica, in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente decidendo nella causa n. 83/2023 promossa da (C.F. Parte_1
), (C.F. ), C.F._1 Parte_2 C.F._2 Pt_3
, (C.F. ), (C.F. ),
[...] C.F._3 Parte_4 C.F._4
, (C.F. ), (C.F. , Parte_5 C.F._5 Parte_6 C.F._6
(C.F. , (C.F. Parte_7 C.F._7 Parte_8
), (C.F. ), (C.F. C.F._8 Parte_9 C.F._9 Parte_10
, (C.F. ), C.F._10 Parte_11 C.F._11 [...]
(C.F. ), (C.F. ), Parte_12 C.F._12 Parte_13 C.F._13
(C.F. ), (C.F. Parte_14 C.F._14 Parte_15
pagina 9 di 10 ), (C.F. contro il C.F._15 Parte_16 C.F._16
, in persona del Ministro pro tempore, Controparte_1
l Controparte_7 [...]
, (C.F.: , in persona dei rispettivi Dirigenti pro Controparte_3 P.IVA_3 tempore, ogni diversa domanda, eccezione, difesa o istanza disattesa, così provvede:
1) Accerta e dichiara il diritto dei ricorrenti di usufruire del beneficio economico di € 500 annui relativo alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, per i seguenti anni scolastici e condanna il convenuto a mettere a disposizione di ciascuno CP_1 dei predetti gli importi complessivi per ciascuno sotto indicati, tramite il sistema della Carta elettronica, oltre interessi legali ovvero rivalutazione monetaria dalla data del diritto all'accredito sino alla concreta attribuzione:
020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_1
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_2
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_3
2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_4
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_5
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_6 2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_7
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_8
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_9
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_10
2019-2020 €. 500,00; Parte_11
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_12
2018-2019 €. 500,00; Parte_13 018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_14
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_15
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_16
2) Condanna il convenuto a rifondere ai ricorrenti – e per loro ai procuratori costituiti, che CP_1 si sono dichiarati antistatari- le spese di lite, che liquida in € 3.898,00 per compenso di avvocato, oltre
IVA e CPA come per legge, spese generali al 15% e spese esenti per € 259,00.
Così deciso in Belluno, in data 01/07/2025
Il Giudice
dott. Silvia Ferrari
pagina 10 di 10
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di BELLUNO
GIUDICE DEL LAVORO
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Silvia Ferrari esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 83/2023 promossa da:
(C.F. ), , (C.F. Parte_1 C.F._1 Parte_2
), (C.F. ), C.F._2 Parte_3 C.F._3 Parte_4
(C.F. ), , (C.F. ),
[...] C.F._4 Parte_5 C.F._5 [...] (C.F. , (C.F. , Pt_6 C.F._6 Parte_7 C.F._7
(C.F. ), (C.F. Parte_8 C.F._8 Parte_9
), (C.F. , C.F._9 Parte_10 C.F._10 Parte_11
(C.F. ), (C.F.
[...] C.F._11 Parte_12
), (C.F. ), C.F._12 Parte_13 C.F._13 Parte_14 (C.F. ), (C.F. ), C.F._14 Parte_15 C.F._15 (C.F. , tutti con il patrocinio dell'avv. Carlo Parte_16 C.F._16 Galeotafiore ed elettivamente domiciliati in Belluno via Roma n. 15, presso lo studio dell'avv. Da Col Alessandra, nonché presso il domicilio digitale dell'Avv. Carlo Galeotafiore Email_1 contro
(C.F. ), in persona del Ministro Controparte_1 P.IVA_1 pro tempore;
(C.F.: ); Controparte_2 P.IVA_2
(C.F.: ): Controparte_3 P.IVA_3 in persona dei rispettivi Dirigenti pro tempore;
Tutti rappresentati e difesi ai sensi e per gli effetti dell'art. 417 bis, comma 1, c.p.c., dal dott. Contr Massimiliano Salvador (C.F.: ), dirigente dell' di Belluno, e dal dott. C.F._17 (C.F. ), funzionario del Persona_1 C.F._18 Controparte_1
, elettivamente domiciliati presso la sede dell' , ufficio
[...] Controparte_5 legale e del contenzioso, Via S. Andrea 1, Belluno, fax 0437/292256 – PEC:
Email_2
In punto a:
Altre ipotesi pagina 1 di 10
CONCLUSIONI DELLE PARTI
Il procuratore di parte ricorrente chiede e conclude:
“Accogliere il ricorso ed accertare e dichiarare il diritto dei ricorrenti all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente prevista dall'articolo 1, comma 12 della legge 13 luglio 2015 numero 107 per i periodi richiesti in ricorso e quindi ad usufruire del beneficio economico di euro 500,00 per ciascun anno scolastico tramite la carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con conseguente condanna, oltre interessi legali e la rivalutazione monetaria ex art. 429 c.p.c. dalla data di maturazione dei crediti al saldo. Condannare il convenuto al pagamento a favore dei ricorrenti tramite la succitata Carta per i CP_1 seguenti anni scolastici delle seguenti somme quale contributo alla formazione dei ricorrenti: 020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_1
2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.500,00; Parte_2
2017-2018, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_3
2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_4
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_5
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_6 2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_7
2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 2.000,00; Parte_8
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_9 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 2.000,00; Parte_10
2017-2018, 2019-2020 €. 1.000,00; Parte_11
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_12
2017-2018, 2018-2019 €. 1.000,00; Parte_13 017-2018, 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.500,00; Parte_14
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_15
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.500,00; Parte_17
o per gli anni scolastici di cui in premessa e/o accertati in corso di causa e gli importi anche maggiori accertati in corso di causa a favore dei ricorrenti, oltre interessi legali e la rivalutazione monetaria ex art. 429 c.p.c. dalla data di maturazione dei crediti al saldo. ”
***
Il procuratori di parte resistente chiedono e concludono:
“ In via preliminare di rito:
- dichiarare il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario in favore del Giudice amministrativo, con ogni conseguenza di legge;
- in via subordinata, dichiarare la carenza di legittimazione passiva del a Controparte_1 favore della Controparte_6
- sempre in via preliminare: dichiararsi l'inammissibilità della domanda di attribuzione della Carta del docente per la decadenza e/o per il difetto di interesse ad agire eccepiti al punto 2. Nel merito in via principale:
- rigettare le domande attoree perché del tutto infondate sia in fatto che in diritto;
- dichiarare, comunque, l'intervenuta prescrizione dei diritti vantati dai ricorrenti, nei limiti prescrizionali quinquennali;
- con vittoria di spese, competenze ed onorari di causa da liquidarsi ai sensi dell'art. 152 bis disp. att. c.p.c., introdotto dall'art. 4, comma 42, della legge 183/2011, e, in subordine, con compensazione delle stesse;
pagina 2 di 10 - in via subordinata si chiede che, nella denegata ipotesi di soccombenza, le spese di lite vengano liquidate secondo quanto previsto per le cause di minima complessità dal D.M- 55/2014, inserendosi le questioni affrontate in un contenzioso seriale. In via subordinata:
- nella denegata ipotesi di accoglimento delle domande avverse, valutare le condizioni minime necessarie al riconoscimento della “Carta del docente” in riferimento, quanto meno, all'effettivo svolgimento dell'orario di servizio completo, durante l'intero anno scolastico;
- nell'ipotesi di condanna dell'Amministrazione, emettere condanna generica con ordine all'Amministrazione stessa di procedere al riconoscimento esclusivo della “Carta del docente”, non quindi a risarcimenti monetari, né riconoscimento del danno, nonché dichiarare l'applicazione del divieto di interessi e rivalutazione monetaria. ”
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. La domanda
Con ricorso depositato il 16/06/2023 i ricorrenti, come sopra rappresentati, convenivano in giudizio il per sentire accogliere le conclusioni riportate in epigrafe, a tal Controparte_1 fine esponendo di essere docente assunti dal convenuto ed in servizio presso Istituti CP_1 scolastici della provincia di Belluno, di aver prestato servizio alle dipendenze del medesimo CP_1 in forza di plurimi contratti annuali o fino al termine delle attività didattiche nelle annualità per ciascuno indicate in epigrafe, di non aver fruito in tali annualità dell'erogazione della somma di €
500,00 annui prevista dall'art. 1 comma 122, della L. n. 107/2015 pur avendo svolto mansioni identiche a quelle espletate dal personale di ruolo ed essendo stati soggetti agli stessi obblighi formativi dei docenti assunti a tempo indeterminato.
Si doleva parte ricorrente della violazione da parte dell'Amministrazione convenuta del principio eurounitario di non discriminazione di cui all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla direttiva 1999/70, dell'erronea applicazione dell'art. 282 del D. Lgs. n. 297/94, degli artt. 29, 63 e
64 del c.c.n.l. del 29/11/2007, dell'art. 2 del d. lgs. n. 165/2001, nonché degli artt. 3, 35 e 97 della
Costituzione, atteso che l'attribuzione della c.d. Carta docenti al solo personale di ruolo si porrebbe in contrasto anche con l'art. 3 della Costituzione;
ancora, parte attrice lamentava la violazione degli artt.
20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, in relazione alle clausole 4 e 6 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, recepito dalla direttiva 1999/70 ed infine invocava la disapplicazione della norma contestata, con conseguente condanna dell'Amministrazione convenuta all'attribuzione del beneficio economico di € 500,00 annui, tramite la Carta Elettronica, chiedendo in subordine il riconoscimento di tale somma a titolo di risarcimento del danno in forma specifica ex art. 1218 c.c.
2. La difesa dell'Amministrazione convenuta.
pagina 3 di 10 Si costituiva ritualmente in giudizio il , come sopra rappresentato, Controparte_1 che eccepiva il difetto di giurisdizione del GO, eccepiva inoltre la prescrizione del diritto ex art. 2948
c.c. e nel merito resisteva al ricorso, affermando l'insussistenza del trattamento discriminatorio lamentato dai ricorrenti, evidenziando in particolare che gli stessi, negli anni scolastici in cui avevano prestato servizio, avevano operato non per l'intero anno scolastico, ma solo per parte dello stesso.
La causa, ritenuta sufficientemente documentata, veniva discussa all'odierna udienza, mediante deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c. ed era decisa come da dispositivo in calce, che veniva depositato su PCT unitamente alla presente motivazione.
3. Il merito della domanda.
Va subito esaminata l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata da parte resistente, che è infondata vertendosi nel caso di specie in tema di trattamenti assimilabili a quelli retributivi, mentre rimandando per quanto riguarda l'eccezione di prescrizione ad un momento successivo al merito della domanda, riguardo a questo deve rammentarsi che l'art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015 ha previsto che:
“Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, dell'importo nominale di € 500,00 annui per ciascun anno scolastico.”
mentre il comma 122 del medesimo articolo ha demandato ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il compito di definire «i criteri e le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta di cui al comma 121», sicché il D.P.C.M. n. 32313 del 23 settembre 2015 ha stabilito, all'art. 2, che la somma di
€ 500,00 annui può essere erogata solo ai “docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova” ed il successivo D.P.C.M. del 28 novembre 2016 ha confermato l'assegnazione della Carta Docenti ai docenti di ruolo a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi coloro che sono in periodo di formazione e prova, quelli inidonei per motivi di salute, quelli in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari”.
Venendo alla fattispecie di causa, non è contestato che gli attori abbiano svolto, negli anni scolastici in cui sono stati assunti a tempo determinato, le medesime mansioni svolte dal personale di ruolo, e siano stati altresì soggetta ai medesimi obblighi formativi dei colleghi, senza fruire del beneficio della carta elettronica, destinato allo sviluppo delle competenze professionali.
pagina 4 di 10 Negli anni scolastici oggetto di domanda i ricorrenti hanno sempre operato per più di 180 giorni e su gran parte dell'orario scolastico settimanale, sicché si deve ritenere che gli obblighi formativi sugli stessi gravanti fossero i medesimi dei colleghi assunti a tempo indeterminato.
4. I precedenti giurisprudenziali.
Va rammentato che, con recente decisione, il Consiglio di Stato (sentenza n. 1842/2022) ha annullato il
D.P.C.M. n. 32313 del 2015, evidenziando come una interpretazione costituzionalmente orientata della
L. n. 107/2015 impone di riconoscere il bonus di € 500,00 anche al personale assunto a tempo determinato, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti degli artt. 3, 35 e 97 Cost. e degli artt. 29, 63 e 64 del C.C.N.L. del 29/11/2007, secondo cui l'obbligo formativo grava anche sui docenti precari, e che sulla vicenda è intervenuta anche la Corte di giustizia dell'Unione Europea, che con ordinanza del 18 maggio 2022, emessa nella causa C-450/21 ha concluso stabilendo che:
“La clausola 4, punto 1, dell'accordo quadro deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non CP_1 al personale docente a tempo determinato di tale , il beneficio di un vantaggio finanziario CP_1 dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”.
5. La giurisprudenza di legittimità.
Alla luce di tali decisioni, nonché della recente pronuncia della Suprema Corte (sentenza n. 29961 pubblicata il 27.10.2023), alla quale si fa qui espresso riferimento anche ai sensi dell'art. 118 disp. att.
c.p.c., che ha esaminato diffusamente la questione, insieme alle altre ponendo in risalto la destinazione del beneficio al sostegno della formazione continua dei docenti, che costituisce un obbligo per sia per il personale a tempo indeterminato che per quello impiegato a tempo determinato, e che trova riscontro nel corrispondente obbligo di formazione da parte dell'Amministrazione convenuta – di natura contrattuale – e che questo Giudice condivide e fa proprie, anche ai sensi dell'art. 118 disp. att. c.p.c., deve ritenersi fondata la domanda di accertamento del diritto al beneficio di cui all'art. 1, comma 121 e seguenti L. n. 107/2015 per gli anni scolastici di servizio svolto in forza dei contratti a tempo determinato indicati in ricorso, ritenendosi sul punto infondata la deduzione da parte dell'amministrazione resistente secondo la quale il bonus accreditato sulla carta sarebbe strettamente pagina 5 di 10 dipendente e funzionale al singolo anno scolastico di riferimento, con conseguente infondatezza delle pretese riferite anche ai pregressi anni scolastici, ritenendosi sul punto che non possa apporsi in via amministrativa un termine finale di utilizzo del beneficio.
Peraltro, l'art. 6 del D.P.C.M. 28.11.2016 ha chiarito, che «le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell'anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate» e da detta precisazione si evince che la somma non è utilizzabile solo ed esclusivamente nel singolo anno di erogazione, ma che l'importo eventualmente non utilizzato nel corso dell'anno scolastico di riferimento rimane nella disponibilità del titolare della carta per l'anno scolastico successivo, cumulandosi con quello da erogare all'avvio di quest'ultimo.
Sul punto questo Giudice condivide e fa proprie le decisioni di merito, in particolare quella pronunciata dal Giudice del Lavoro di Torino, n. 1259/2022, e dal Giudice del Lavoro di Treviso il 24.11.2022 nel proc. n. 627/2022, nonché la ricordata decisione del Giudice di legittimità, ed ancora la sentenza del
Giudice del Lavoro di Verona n. 661/2023, sentenze che dedicano ampio spazio alla connessione tra la formazione assicurata dalla Carta e l'anno scolastico di svolgimento della prestazione, ma al fine di evidenziare come l'articolazione “annuale” del beneficio consenta di estenderlo ai docenti precari “il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura”, ed anche ai docenti con orario di lavoro part time ma articolato sull'intero anno scolastico, giungendo ad affermare senza esitazione che l'art. 1 comma 121 sopra ricordato è in contrasto con il principio di parità di trattamento di cui all'art. 4 punto 1, dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva 199/70/CE e va dunque disapplicato.
La Suprema Corte testualmente afferma sul punto:
“In altre parole, l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell'Accordo Quadro allegato alla direttiva 199/70/CE, nella parte in cui limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docente ai sili insegnanti di ruolo e non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co.1, L. 124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 1, co. 2, L. 124/1999). Il che comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in misura piena quello stesso beneficio.”
sicché deve ritenersi infondata e respingersi anche la deduzione di parte convenuta secondo la quale alla parte ricorrente non spetterebbe il bonus in quanto titolare di contratti validi solo fino al termine delle attività didattiche (30.6) e non fino al termine dell'anno scolastico (31.8).
6. Le modalità di fruizione del beneficio.
Interrogandosi poi sulle modalità di messa a disposizione dei docenti della somma prevista dalla Carta
Elettronica, realizzata in forma di applicazione web, con previsione di iscrizione e registrazione sia dei docenti che degli esercenti, con generazione a richiesta di un codice di acquisto o buono a favore del pagina 6 di 10 docente per i beni/servizi prescelti, accettabile dall'esercente solo se coerente al disposto normativo, e determinativo del riconoscimento all'esercente di un credito di pari importo nei confronti del , CP_1 la Suprema Corte ha affermato che la pur complessa struttura dell'operazione non porti a discostare la stessa da un'obbligazione, sotto il profilo sostanziale, di pagamento ed ha soggiunto che non vi sia ragione per dubitare, anche alla luce del decreto legge n. 69 del 2023 che ha esteso ai supplenti annuali detto beneficio, che la Carta possa funzionare anche rispetto a periodi pregressi.
Ancora, nel valutare il profilo dell'interesse del docente precario rispetto all'adempimento dell'obbligazione oggetto del contenzioso, la Suprema Corte ha richiamato, dal lato datoriale, la natura
“continua” del diritto-dovere alla formazione ed aggiornamento ed all'inserirsi di esso nel contesto di una ormai conclamata unitarietà non solo tra pre-ruolo e ruolo (Cass. 28 novembre 2019, n. 31149), ma anche del periodo pre-ruolo in sé considerato (Cass. 7 novembre 2016, n. 22558), concludendo che la mancata attribuzione degli importi che erano dovuti per le annate in cui siano state svolte le supplenze non significhi che vi sia perdita di interesse rispetto all'ottenimento successivo di essi, che anzi deve presumersi persista nella misura in cui chi agisce sia ancora interno al sistema educativo scolastico, in ragione della persistenza del diritto-dovere formativo;
in detti casi, peraltro, non verrebbe meno neanche l'interesse datoriale ad adempiere con quelle modalità, proprio perché l'inserimento dell'insegnante nel sistema educativo giustifica anche l'attribuzione successiva del beneficio in relazione al permanere di esigenze formative.
La Corte si è allora interrogata su quale fosse il funzionamento del sistema nel caso in cui non vi fosse stata attribuzione tempestiva, come nel caso dei docenti precari, cui la norma interna non riconosceva il diritto, occorrendo considerare al riguardo che la cessazione dal servizio, ai sensi dell'art. 3, co. 2, del
DPCM del 2016, è causa di estinzione del diritto a fruire del beneficio, ed ha affermato che la nozione di “cessazione” andava adattata laddove si riferisse al personale precario, ed ha concluso affermando che se il docente precario che, in una certa annualità, abbia maturato il diritto alla Carta, resta iscritto nelle graduatorie (ad esaurimento, provinciali o di istituto) per le supplenze e, eventualmente, riceva anche incarichi di supplenza, permane l'inserimento nel sistema scolastico che giustifica l'esercizio del diritto all'adempimento ed ancor più se poi egli transiti in ruolo. Al contrario, se un tale docente, dopo l'annualità in cui è maturato il diritto alla Carta, sia cancellato dalle graduatorie, il diritto all'adempimento cessa con tale cancellazione, per fuoriuscita dal sistema scolastico, permanendo in tal caso solo il diritto al risarcimento del danno.
Dunque, in presenza della condizione di permanente inserimento nel sistema scolastico, come nel caso dei ricorrenti, che attualmente sono tutti inseriti nel sistema scolastico nei seguenti termini:
EN GI iscrizione nella graduatoria delle supplenze;
pagina 7 di 10 contratto di lavoro dal 09.09.24 al 31.08.25; Parte_2
contratto di lavoro dal 07.09.24 al 30.06.25; Parte_3
contratto di lavoro a tempo indeterminato; Parte_4
contratti di lavoro dal 28.09.24 al 06.06.25; Parte_5
contratto di lavoro a tempo indeterminato; Parte_6 contratto di lavoro dal 07.09.24 al 31.08.25; Parte_7
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_8
iscrizione nella graduatoria delle supplenze;
Parte_9 contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_10
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_11
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_12
contratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_13 ontratto di lavoro a tempo indeterminato;
Parte_14
contratto di lavoro a tempo determinato dal 09.09.24 al 30.06.25; Parte_15
contratto di lavoro a tempo determinato dal 07.09.24 al 31.08.25; Parte_16 va riconosciuta l'azione di adempimento in forma specifica, mediante attribuzione della Carta Docente, per un importo pari al valore che spettava e con funzionamento secondo il sistema attuativo proprio dello specifico bonus in esame.
7. La prescrizione.
Infine, la Corte ha chiarito i criteri per individuare il momento a decorrere dal quale il diritto può essere fatto valere dal docente, dato rilevante ai fini della decorrenza della prescrizione dell'azione di adempimento - dal momento in cui il diritto può essere fatto valere - e dunque per le supplenze di cui all'art. 4, co. 1 e 2, L. 124/1999, dal momento del conferimento degli incarichi o, se il conferimento degli incarichi sia anteriore, dall'eventualmente successivo momento in cui, per l'annata di riferimento, sia consentito anche ai docenti di ruolo, secondo il sistema di cui al DPCM del 2016, procedere alla registrazione telematica onde fruire del beneficio. Va altresì ribadito che il valore economico del beneficio richiesto venga pagato periodicamente ai docenti a tempo indeterminato, ad anno, sicché trova applicazione la prescrizione quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che non richiede che le somme pagate abbiano necessariamente natura retributiva, ma si riferisce a “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi” e dunque, considerando che il primo atto interruttivo della prescrizione documentato per tutti i ricorrenti è la diffida diretta al convenuto nel marzo CP_1
2023, deve ritenersi – in ossequio al criterio suggerito dalla Suprema Corte- che siano prescritte le pagina 8 di 10 somme rivendicate da taluni dei ricorrenti in relazione all'anno scolastico 2017/18, posto che in tale data (cinque anni a ritroso dalla notifica) era già stato conferito l'incarico per dette annualità.
Va quindi dichiarato il diritto dei ricorrenti ad usufruire del beneficio economico di € 500 annui per gli anni scolastici per ciascuno di essi indicato in epigrafe, salvo che per l'anno scolastico 2017/18 e comunque come indicati nel dispositivo che segue, tramite la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, con le medesime modalità con cui è stata attribuita ai docenti a tempo indeterminato, con conseguente condanna del a mettere a disposizione dei ricorrenti CP_1 gli importi indicati in dispositivo tramite il sistema della Carta elettronica, atteso che l'art. 1, comma
121, legge n. 107 del 2015, non ha previsto in favore dei docenti di ruolo il versamento diretto di una somma di denaro, ma la consegna di una carta avente un dato valore nominale, utilizzabile per l'acquisto di beni e servizi dal contenuto professionale, configurando il beneficio come a destinazione vincolata, e nei medesimi termini lo stesso deve essere articolato anche per i docenti a tempo determinato. Su detta somma andranno calcolati interessi legali ovvero rivalutazione monetaria, dalla data del diritto all'accredito sino alla concreta attribuzione.
8. Le spese di lite.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate nel dispositivo che segue sulla base dei compensi medi previsti dalla tabella 3 allegata al DM n. 147/2022, con riguardo alla fase di studio ed introduttiva, non essendosi tenuta alcuna istruttoria ed essendo ridotta al minimo la fase decisoria, per cause del valore compreso tra € 5.200,01 ed € 26.000,00 nel quale ricade il valore finale di causa, aumentato del 50% per la difesa di più ricorrenti, compensi che appaiono congrui all'impegno difensivo prestato ed al risultato ottenuto, anche considerando il carattere seriale della questione trattata.
P.Q.M.
Il Tribunale di BELLUNO, in composizione monocratica, in funzione di Giudice del Lavoro, definitivamente decidendo nella causa n. 83/2023 promossa da (C.F. Parte_1
), (C.F. ), C.F._1 Parte_2 C.F._2 Pt_3
, (C.F. ), (C.F. ),
[...] C.F._3 Parte_4 C.F._4
, (C.F. ), (C.F. , Parte_5 C.F._5 Parte_6 C.F._6
(C.F. , (C.F. Parte_7 C.F._7 Parte_8
), (C.F. ), (C.F. C.F._8 Parte_9 C.F._9 Parte_10
, (C.F. ), C.F._10 Parte_11 C.F._11 [...]
(C.F. ), (C.F. ), Parte_12 C.F._12 Parte_13 C.F._13
(C.F. ), (C.F. Parte_14 C.F._14 Parte_15
pagina 9 di 10 ), (C.F. contro il C.F._15 Parte_16 C.F._16
, in persona del Ministro pro tempore, Controparte_1
l Controparte_7 [...]
, (C.F.: , in persona dei rispettivi Dirigenti pro Controparte_3 P.IVA_3 tempore, ogni diversa domanda, eccezione, difesa o istanza disattesa, così provvede:
1) Accerta e dichiara il diritto dei ricorrenti di usufruire del beneficio economico di € 500 annui relativo alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, per i seguenti anni scolastici e condanna il convenuto a mettere a disposizione di ciascuno CP_1 dei predetti gli importi complessivi per ciascuno sotto indicati, tramite il sistema della Carta elettronica, oltre interessi legali ovvero rivalutazione monetaria dalla data del diritto all'accredito sino alla concreta attribuzione:
020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_1
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_2
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_3
2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_4
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_5
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_6 2020-2021, 2021-2022 €. 1.000,00; Parte_7
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_8
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_9
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_10
2019-2020 €. 500,00; Parte_11
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021 €. 1.500,00; Parte_12
2018-2019 €. 500,00; Parte_13 018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_14
2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 1.500,00; Parte_15
2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022 €. 2.000,00; Parte_16
2) Condanna il convenuto a rifondere ai ricorrenti – e per loro ai procuratori costituiti, che CP_1 si sono dichiarati antistatari- le spese di lite, che liquida in € 3.898,00 per compenso di avvocato, oltre
IVA e CPA come per legge, spese generali al 15% e spese esenti per € 259,00.
Così deciso in Belluno, in data 01/07/2025
Il Giudice
dott. Silvia Ferrari
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