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Sentenza 20 marzo 2025
Sentenza 20 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Roma, sentenza 20/03/2025, n. 4291 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Roma |
| Numero : | 4291 |
| Data del deposito : | 20 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale di Roma
SEZIONE DIRITTI DELLA PERSONA E IMMIGRAZIONE
N. R.G. 18887/2024
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Massimo Marasca ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 18887/2024 promossa da:
nato in [...] il 04/05/1992 ( ) Parte_1 CodiceFiscale_1 rappresentato e difeso dagli avv. Martina Pinciroli e Isabella Arena, presso il cui studio in Treviso, Via Ermolao Barbaro n.3, è elettivamente domiciliato, come da procura in atti;
Ricorrente
contro
Controparte_1
, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per
[...] legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, Via dei
Portoghesi n.12, è elettivamente domiciliato;
Amministrazione resistente
OGGETTO: visto ricongiungimento familiare.
MOTIVI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso ex art. 281 decies cpc depositato il 2 maggio 2024 ha Parte_1 chiesto al Tribunale, previa sospensione dell'efficacia esecutiva, l'annullamento del provvedimento di rigetto della domanda di visto per motivi familiari emesso dall'Ambasciata d'Italia a Teheran con riferimento alla domanda presentata dai minori, infra generalizzati, e – fratelli del ricorrente – con conseguente Persona_1 Per_2 ordine di rilascio del visto di ingresso in loro favore, il tutto con vittoria di spese.
L'Amministrazione si è costituita con comparsa depositata il 2 dicembre 2024, nella quale, ribadita la correttezza del proprio operato, ha chiesto la reiezione del ricorso. in cui, ribadita la correttezza del proprio, ha chiesto il rigetto del ricorso.
In fatto, dagli atti risulta che, in data 13 giugno 2023, il signor , titolare Parte_1 di permesso di soggiorno per asilo e, successivamente, del titolo UE per soggiornanti di lungo periodo, ha formalizzato una richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione di Treviso. La domanda,
1 identificata con il numero di protocollo TV1408572242, era a favore dei suoi fratelli minori, (20 marzo 2008) e (19 giugno 2006) entrambi nati Persona_3 Per_2
a BA, in Afghanistan. La richiesta non includeva il fratello minore , Persona_4 nato il [...], siccome all'epoca sprovvisto di passaporto. La motivazione alla base della richiesta risiedeva nel decesso di entrambi i genitori: il padre, Per_5
deceduto nel 2013, e la madre, deceduta il 2 febbraio 2022. A
[...] Parte_2 seguito della morte dei genitori, con provvedimento n. 287458 emesso in data 6 aprile
2022 dalla Corte d'Appello Primaria del 3° Distretto della Provincia di Kabul e depositato il 6 aprile 2022, i tre fratelli minori erano stati formalmente affidati al fratello maggiore, , il quale aveva dichiarato di volersi assumere la Parte_1 responsabilità di ciascuno di loro.
Successivamente, in data 15 dicembre 2023, lo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Treviso ha rilasciato il nulla osta al ricongiungimento familiare per i fratelli minori e . Persona_1 Per_2
In data 11 gennaio 2024, sulla base del nulla osta rilasciato dalla Prefettura di Treviso,
i minori e , accompagnati dal fratello in qualità, Persona_1 Per_2 Parte_1 appunto, di respomsabile legale, hanno richiesto all'Ambasciata d'Italia a Teheran il rilascio del visto di ingresso per motivi familiari.
Con nota del 7 febbraio 2024, notificata il 12 febbraio 2024, l'Ambasciata d'Italia a Teheran ha comunicato agli interessati un preavviso di rigetto della domanda di visto, numero di protocollo 2024 - 0311. La motivazione addotta dall'Ambasciata era che
“Dalla documentazione prodotta i richiedenti visto risultano legati all'autore dell'istanza in linea collaterale e non diretta”. Nel preavviso si informava i richiedenti del diritto di presentare osservazioni scritte entro 10 giorni.
A seguito del preavviso di rigetto, il signor ha inviato una comunicazione Parte_1 via PEC in data 13 febbraio 2024, evidenziando la sua nomina a tutore dei fratelli in seguito al decesso di entrambi i genitori e allegando il “Certificato di responsabilità rilasciato dalle autorità afghane con traduzione asseverata e Dichiarazione dell'Ambasciata dell'Afghanistan a Roma”. In particolare, è stata allegata la dichiarazione consolare rilasciata dall'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Afghanistan a Roma in data 29 novembre 2023, numero di registro 01349-23.
Tale dichiarazione attesta che, in base al certificato di responsabilità numero 287458 rilasciato il 6 aprile 2022 e legalizzato dal Ministero degli Affari Esteri Afghano l'8 aprile 2022, con numero di registrazione 76237, il signor risultava Parte_1 come unico responsabile di tre minori, tra cui nato il 20 marzo 2008 e Persona_1
nato il 19 giugno 2006. Per_2
Nonostante le controdeduzioni presentate, con provvedimento numero di protocollo
2024-0498 emesso in data 25 febbraio 2024 e notificato in pari data, l'Ambasciata d'Italia a Teheran ha rigettato la domanda di visto di ingresso per motivi familiari presentata dai fratelli minori del ricorrente. L'Ambasciata ha ritenuto che “Le controdeduzioni prodotte non hanno permesso di riconsiderare l'esito della
Pag. 2 di 16 richiesta di visto in questione” e che i richiedenti non avevano dimostrato di possedere i requisiti per il rilascio del visto richiesto ai sensi dell'allegato A punto 10 del Decreto Interministeriale n. 850/2011 dell'11 maggio 2011 e dell'art. 29, comma 1, lett. d) del d.lgs. n. 286/1998. In particolare, l'Ambasciata ha fatto riferimento al fatto che i richiedenti risultavano legati all'autore dell'istanza in linea collaterale e non diretta.
Avverso tale provvedimento di diniego, il signor ha presentato ricorso Parte_1 dinanzi al Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in Materia di Immigrazione. Nel ricorso, notificato al il 27 giugno 2024, si è contestata la Controparte_1 legittimità e la fondatezza del diniego, chiedendo l'annullamento del provvedimento e, in via preliminare, la sospensione della sua efficacia. Le ragioni del ricorso si fondano sulla violazione e/o erronea applicazione degli artt. 28, comma 3, e 29, comma 2, del D.Lgs. n. 286/1998 in relazione all'art. 3 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, all'art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE e agli artt. 2 e 30 della
Costituzione. Si è sostenuto che, in materia di ricongiungimento familiare di minori, deve prevalere il superiore interesse del fanciullo, e che i minori affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli. Si è altresì evidenziato che l'affidamento dei minori a
è avvenuto con provvedimento giudiziale nel Paese di origine a seguito Parte_1 del decesso di entrambi i genitori, rendendo necessario il ricongiungimento con l'unico familiare in grado di farsi carico di loro.
Tra gli allegati al ricorso, oltre al provvedimento di diniego, al permesso di soggiorno del ricorrente, alla ricevuta della domanda di ricongiungimento familiare, ai certificati di morte dei genitori e al certificato di responsabilità tradotto e legalizzato, è presente il nulla osta al ricongiungimento familiare dei minori rilasciato dalla Prefettura di
Treviso in data 15 dicembre 2023. Sono stati inoltre allegati la comunicazione di preavviso di rigetto, la memoria PEC dell'avvocato Isabella Arena, la dichiarazione consolare del 29 novembre 2023. Ulteriori documenti includono articoli relativi alla situazione in Afghanistan tratti da ISPI e Save the Children, un contratto di lavoro, la certificazione dei redditi 2024 e un contratto di locazione del signor , volti Parte_1
a dimostrare la sussistenza dei requisiti di reddito e alloggio richiesti per il ricongiungimento.
In data 30 novembre 2024, si è costituita in giudizio l'Amministrazione resistente. Nella comparsa di risposta, l'Amministrazione ha contestato integralmente il ricorso, ritenendolo inammissibile e infondato. In particolare, ha evidenziato che l'Ambasciata ha il compito di verificare l'effettiva sussistenza del vincolo di parentela posto a fondamento della richiesta di ricongiungimento in via autonoma rispetto al rilascio del nulla osta. Nel caso specifico, il diniego è dipeso dal fatto che la documentazione prodotta non ha consentito di ritenere integrati i presupposti del ricongiungimento richiesto, in quanto i richiedenti visto risultavano essere fratelli e non figli del ricorrente.
L'Amministrazione ha inoltre sollevato dubbi sulla validità probatoria dei certificati di morte dei genitori e del “Responsibility Certificate” presentati in copia e privi delle necessarie legalizzazioni. Si è contestata l'asserita automaticità del rilascio del visto a
Pag. 3 di 16 seguito del nulla osta, ribadendo il potere dell'autorità consolare di verificare l'autenticità della documentazione e la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge.
Infine, nelle note 127 ter cpc per l'udienza del 19-03-25, il difensore del richiedente ha ribadito la fondatezza del ricorso e ha prodotto giurisprudenza favorevole all'accoglimento del ricorso. Ha anche prodotto due pec: la prima PEC, datata 27 giugno 2024, è stata inviata dall'avvocato Isabella Arena all'Ambasciata d'Italia a
Teheran, con in copia conoscenza l'avvocato Martina Pinciroli. L'oggetto della PEC è la richiesta di appuntamento urgente per il rilascio del visto per motivi familiari in favore dei minori e Nella comunicazione si informa l'Ambasciata Persona_1 Persona_2 che il Tribunale di Roma ha sospeso provvisoriamente il provvedimento di rigetto del visto, a seguito del ricorso presentato dal signor , tutore dei minori, e si Parte_1 chiede quindi di fissare con urgenza un appuntamento per il rilascio dei visti. Seguiva la ricevuta di avvenuta consegna della PEC all'indirizzo dell'Ambasciata di Teheran;
la seconda PEC, datata 30 agosto 2024, è stata inviata dall'avvocato Isabella Arena all'Ambasciata d'Italia a Teheran. L'oggetto è indicato come "URGENTE Richiesta appuntamento per rilascio visto per motivi familiari a seguito di provvedimento del
Tribunale di Roma". L'avvocato fa seguito alla precedente PEC del 27 giugno 2024, rinnovando la richiesta di fissazione di un appuntamento in Ambasciata per il rilascio del visto in favore dei minori e e resta in attesa di un Persona_1 Persona_2 riscontro. Segue la ricevuta di avvenuta consegna di questa seconda PEC all'indirizzo dell'Ambasciata.
In diritto, devesi premettere che il ricongiungimento familiare del minore è disciplinato dall'art. 29 del d.lgs. n. 286/1998, in conformità ai principi stabiliti dall'art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e dalla Direttiva 2003/86/CE, i cui considerando 9, 10 e 11, insieme all'art. 4, riconoscono il ruolo centrale della famiglia e l'obbligo di salvaguardare l'interesse superiore del minore. Questo principio è ulteriormente evidenziato dall'art. 3 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 24 novembre 1989, ratificata con la legge n. 176 del 27 maggio 1991, secondo cui "in tutte le decisioni relative ai fanciulli, l'interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente." Inoltre, tale concetto è ribadito nell'art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, che, adeguata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo e in vigore grazie all'art. 6 del trattato di Lisbona dal 1° dicembre 2009, ha valore giuridico pari a quello dei trattati, stabilendo che "l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente" in tutti gli atti relativi ai minori, sia da parte di autorità pubbliche che di istituzioni private. Infine, tale principio è desumibile anche dagli articoli 2 e 30 della Costituzione italiana, applicabile anche agli stranieri, come confermato dalla giurisprudenza della Corte
Costituzionale (n. 199 del 1986; n. 203 del 1997; n. 376 del 2000), e si applica anche nella disciplina interna dell'immigrazione, come disposto dal 3° comma dell'art. 28 del D.Lgs. n. 286/1998, il quale stabilisce che "in tutti i procedimenti amministrativi e giurisdizionali finalizzati a dare attuazione al diritto all'unità familiare e riguardanti i minori, deve essere preso in considerazione con carattere di priorità il superiore interesse del fanciullo."
Pag. 4 di 16 L'art. 29 TUI stabilisce che il procedimento di ricongiungimento familiare si articola in due fasi: la prima fase avviene presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione, che si occupa di verificare i requisiti oggettivi, quali il titolo di soggiorno, il reddito e l'idoneità abitativa, e di accertare l'assenza di circostanze ostative di ordine pubblico e pubblica sicurezza. La seconda fase si svolge presso la Rappresentanza Consolare presso l'Ambasciata del Paese d'Origine, che verifica i requisiti soggettivi necessari al rilascio del visto d'ingresso, in particolare i legami di parentela e altri requisiti dei soggetti da ricongiungere (cfr. Cass. n.209/2005; Cass. n.3234/18)
Esaminate le circostanze di fatto e applicando le richiamate disposizioni di legge, emergono gli elementi necessari e sufficienti per accogliere la domanda di ricongiungimento familiare relativa ai fratelli minore del ricorrente.
È, innanzitutto, accertato che il signor ha ottenuto un nulla osta al Parte_1 ricongiungimento familiare dalla Prefettura di Treviso in data 15 dicembre 2023.
Questo primo atto amministrativo indica che le autorità italiane competenti hanno riconosciuto la sussistenza dei requisiti di reddito e alloggio necessari per il mantenimento dei suoi fratelli minori.
Successivamente, l'Ambasciata d'Italia a Teheran ha rigettato la domanda di visto presentata dai minori e , motivando tale decisione con il fatto Persona_1 Per_2 che i richiedenti erano legati all'autore dell'istanza in linea collaterale e non diretta.
Tuttavia, tale motivazione non considera adeguatamente il principio fondamentale del superiore interesse del fanciullo, che deve prevalere in tutti i procedimenti amministrativi e giudiziari concernenti i minori e il diritto all'unità familiare, come stabilito dall'articolo 28, comma 3, del D.Lgs. n. 286/1998 e dall'articolo 3 della
Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989.
Nel caso specifico, i minori e sono orfani di entrambi i Persona_1 Per_2 genitori e sono stati formalmente affidati al fratello maggiore, , tramite Parte_1 un provvedimento della Corte d'Appello Primaria del 3° Distretto della Provincia di
Kabul in data 6 aprile 2022. Questo affidamento è ulteriormente avvalorato da una dichiarazione consolare dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Afghanistan a
Roma del 29 novembre 2023, la quale attesta la responsabilità del signor
[...]
nei confronti dei tre fratelli minori, inclusi e . Pt_1 Per_1 Per_2
L'articolo 29, comma 2, del Testo Unico sull'Immigrazione stabilisce chiaramente che i minori affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli ai fini del ricongiungimento familiare. Per superare le obiezioni sulla validità del "Certificato di
Responsabilità", si può argomentare che, nel contesto afghano, tale certificato svolge una funzione analoga alla tutela prevista dall'ordinamento italiano per i minori orfani. In
Afghanistan, non essendo praticate l'adozione o la nella forma riconosciuta in Per_6 altri contesti giuridici, esiste l'istituto della "Guardianship" (tutela) ai sensi della "Law on
Protection of Child Rights" del 2013 e 2019 (menzionata come doc. 18 nel ricorso). La finalità di protezione e cura di minori senza genitori o tutori legali rende il Certificato di
Pag. 5 di 16 Responsabilità equiparabile, se non analogo, alla tutela ai fini del ricongiungimento familiare.
Inoltre, il Certificato di Responsabilità è un provvedimento emesso da un'autorità giudiziaria afghana competente, la Corte d'Appello di Kabul. Il ricorso evidenzia che il Tribunale di Roma, in un caso simile riguardante cittadini afghani, ha già riconosciuto la validità di un tale provvedimento emesso dalla stessa corte afghana. La dichiarazione consolare rilasciata dall'Ambasciata afghana a Roma in data 29 novembre 2023 convalida formalmente la responsabilità del signor nei Parte_1 confronti dei fratelli minori. Sebbene successiva alla richiesta di nulla osta, essa fornisce una validazione ufficiale da parte delle autorità afghane, tramite il loro organo diplomatico in Italia, della responsabilità legale del signor verso i Parte_1 suoi fratelli.
Il principio del superiore interesse del fanciullo deve prevalere su interpretazioni restrittive dei legami di parentela. I minori sono orfani e versano in una situazione di grave crisi umanitaria e insicurezza in Afghanistan. Il fratello maggiore, legalmente residente in Italia e titolare di un nulla osta, è l'unico in grado di offrire loro un ambiente sicuro e stabile. Negare il visto basandosi unicamente sulla linea collaterale di parentela non tutelerebbe il superiore interesse dei minori.
Infine, avvalora la fondatezza della pretesa la grave crisi umanitaria e la situazione di insicurezza in Afghanistan. Dalle Coi risulta che La situazione in Afghanistan è caratterizzata da diverse criticità interconnesse. I talebani, sebbene dichiarino di controllare l'intero territorio afghano da ottobre 2021 dopo aver sconfitto il NRF nella provincia di Panjsher e il Segretario Generale delle Nazioni Unite abbia dichiarato a settembre 2023 che i talebani "rimangono saldamente al controllo", non ottengono un riconoscimento internazionale unanime. Sul territorio persistono delle insurrezioni, in particolare quella del Fronte Nazionale di Resistenza (NRF), formatosi durante la presa del potere dei talebani, e di altri gruppi emersi nell'aprile 2022, nonché quella guidata dalla Provincia dell Persona_7 ma si valuta che la resistenza manchi di coordinamento e risorse sufficienti per contestare seriamente il dominio talebano. L'amministrazione de facto talebana, che ha proclamato l'Afghanistan come Emirato Islamico dell'Afghanistan (IEA), è stata descritta come operante in modo arbitrario e imprevedibile. Nessuno Stato ha Co riconosciuto l o il suo governo de facto, sebbene diversi Stati e organizzazioni internazionali interagiscano con esso e alcune missioni diplomatiche abbiano mantenuto o ristabilito la loro presenza a Kabul.
Per quanto riguarda i diritti umani, la situazione è grave in molteplici aspetti. La maggior parte dei meccanismi di tutela dei diritti civili è stata abolita dai Talebani. Le minoranze etniche e religiose subiscono una crescente marginalizzazione nei processi decisionali e hanno maggiori difficoltà nell'accesso ai servizi governativi e alla Per_ giustizia. Sono stati segnalati attacchi mirati a comunità come i nelle province del nordest e i e discriminazioni e violenze
contro
SI e IN. Molti SI e Per_9
IN hanno cercato di reinsediarsi fuori dall'Afghanistan dopo la presa del potere dei
Pag. 6 di 16 Talebani. La comunità Hazara sciita è particolarmente vulnerabile, essendo Per_ frequentemente bersaglio di attacchi rivendicati dall' e da autori non identificati, e si segnala che i talebani non siano riusciti a proteggerli da tali attacchi. Le dispute sulla terra si sono intensificate, con accuse di parzialità delle autorità de facto a favore dei Vengono imposte restrizioni alle comunità Hazara e sciite, come Parte_3 il divieto di insegnare la giurisprudenza sciita in alcune università e limitazioni ai movimenti durante le celebrazioni religiose. La situazione dei diritti delle donne e delle ragazze si è ulteriormente deteriorata con l'imposizione di numerose restrizioni alla libertà di movimento, espressione, comportamento, istruzione, occupazione e accesso alla giustizia. Ciò è stato definito come "persecuzione di genere e un quadro istituzionalizzato di apartheid di genere". Sono stati imposti divieti all'istruzione per le ragazze oltre la scuola media e all'accesso all'università, nonché al lavoro per le Nazioni Unite e alla frequentazione dei saloni di bellezza. Vi è una rigorosa applicazione del codice di abbigliamento, con arresti arbitrari e violenti di donne e ragazze. La libertà di movimento è limitata e l'accesso a spazi pubblici senza un mahram è proibito. Le manifestazioni pacifiche delle donne vengono represse violentemente. Atti considerati violenza di genere sotto il precedente governo sono stati depenalizzati. L'accesso alla giustizia è ostacolato e le infrastrutture di supporto per le sopravvissute alla violenza di genere sono state smantellate. La violenza di genere online è in aumento. Le persone LGBTIQ+ affrontano una situazione ancora più pericolosa, con persecuzioni e gravi maltrattamenti. La politica dichiarata prevede punizioni severe per le persone ritenute "omosessuali". Si segnalano "liste di uccisione" per persone LGBTQI+. I minori sono estremamente vulnerabili a violazioni, estremismo, povertà e crisi umanitaria. Si registra un elevato numero di bambini uccisi o feriti, anche a causa di mine terrestri. Il reclutamento e l'utilizzo illegale di bambini in ruoli di combattimento e supporto sono in aumento. Sono esposti a stupri, violenze sessuali e pratiche dannose come il e i matrimoni Per_10 infantili, precoci e forzati. Si osserva un alto tasso di suicidi tra le ragazze giovani. Il sistema educativo subisce revisioni con eliminazione di materie a favore degli studi islamici e la qualità dell'istruzione declina anche per i ragazzi. L'insicurezza alimentare e idrica colpisce gravemente i bambini. Le persone con disabilità sono più vulnerabili e discriminate, con segnalazioni di interruzione o riduzione del sostegno finanziario. Nonostante l'annunciata amnistia, i membri del precedente governo e delle forze di sicurezza continuano a essere vittime di omicidi extragiudiziali, arresti, detenzioni arbitrarie, torture e maltrattamenti. La tortura e altre forme di maltrattamento sono prassi comune contro le persone detenute, e le condizioni carcerarie sono descritte come "pericolose per la vita".
Il sistema giudiziario si basa sull'applicazione della sharia secondo l'interpretazione talebana, con la cancellazione delle leggi dell'era repubblicana. I giudici sono prevalentemente membri talebani formati nelle madrasse. Vi è una mancanza di un quadro legale chiaro e le interpretazioni della sharia variano. È stato ordinato di attuare pienamente le punizioni hudud e qisas, portando a casi di frustate pubbliche
Pag. 7 di 16 ed esecuzioni. Gli standard di prova applicati dalla giustizia talebana sono considerati scarsi.
La libertà di espressione e manifestazione è fortemente limitata. L'opposizione al governo talebano è dispersa. I media e le organizzazioni per i diritti umani subiscono pressioni e restrizioni sui contenuti, con detenzioni di giornalisti e attivisti. Si verifica una censura diffusa e violenza contro i media. Le manifestazioni "non autorizzate" sono vietate e le proteste pacifiche vengono represse violentemente.
La situazione umanitaria è critica a causa di una grave crisi economica e alti tassi di povertà. La situazione è peggiorata da siccità, inondazioni e terremoti. La maggior parte della popolazione ha bisogno di assistenza umanitaria. L'insicurezza alimentare è diffusa. Il sistema sanitario è fragile e l'accesso ai servizi è diseguale.
Sussiste una minaccia di epidemie. I terremoti di Herat dell'ottobre 2023 hanno avuto un impatto devastante. L'ONU ha richiesto fondi umanitari ingenti, ma ne ha ricevuti solo una piccola parte. (Principali fonti consultate: AN Stiftung, BTI 2024
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Notes/2024/briefingnotes-kw13-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=4; BBC News,
Afghanistan: Teen girls despair as Taliban school ban continues, 23 March 2024, https://www.ecoi.net/en/file/local/2105950/n2404810.pdf; Controparte_15
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Major legislative, security-related, and humanitarian
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2024], 2 February 2024, https://www.ecoi.net/en/file/local/2104053/2024_02_EUAA_COI_Query_Response_Q1
Pag. 9 di 16 .p Email_1 df;
UN Human Rights Council, Situation of human rights in Afghanistan;
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November 2023, https://www.afghanistan-analysts.org/en/reports/economy- development-environment/nautres-fury-the-herat-earthquakes-of-2023/
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Per questi motivi
, si può concludere che, nonostante l'obiezione formale relativa alla linea collaterale di parentela, la situazione di orfanezza, l'affidamento legale formalizzato dal Certificato di Responsabilità e convalidato dalla dichiarazione consolare, unitamente al preminente interesse dei minori a vivere in un ambiente sicuro e stabile con il loro tutore legale in Italia, giustificano pienamente l'accoglimento del ricorso del signor e l'ordine all'Ambasciata d'Italia a Teheran di Parte_1 rilasciare il visto di ingresso per motivi familiari in favore dei suoi fratelli minori.
Contr Il ricorso deve essere accolto. Le spese seguono la soccombenza del e vanno liquidate come in dispositivo, tenendo conto che trattasi di causa di valore indeterminabile a complessità bassa.
Spese compensate con il , essendovi difetto di legittimazione Controparte_31 passiva.
P.Q.M.
Il Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in Materia di Immigrazione, definitivamente pronunciando sul ricorso R.G. n. 18887/2024, così provvede:
1. Accoglie il ricorso proposto dal Sig. avverso il provvedimento di Parte_1 diniego del visto di ingresso per motivi familiari Prot. N. 2024-0498, emesso in data 25.02.2024 dall'Ambasciata d'Italia a Teheran e, per l'effetto, ordina all'Ambasciata d'Italia a Teheran di rilasciare il visto di ingresso per motivi familiari in favore dei minori , nato a [...] il Persona_1
20.03.2008, e , nato a [...] il [...]. Per_2
2. Condanna il Controparte_1
, al pagamento delle spese di lite in favore del ricorrente, che
[...] si liquidano in euro 1600,00 (mille seicento/00) a titolo di onorari, oltre accessori di legge (IVA e CPA come per legge e rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15% sugli onorari).
Così deciso in Roma, il 19-03-25
Il Giudice
Massimo Marasca
Pag. 16 di 16
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale di Roma
SEZIONE DIRITTI DELLA PERSONA E IMMIGRAZIONE
N. R.G. 18887/2024
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Massimo Marasca ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 18887/2024 promossa da:
nato in [...] il 04/05/1992 ( ) Parte_1 CodiceFiscale_1 rappresentato e difeso dagli avv. Martina Pinciroli e Isabella Arena, presso il cui studio in Treviso, Via Ermolao Barbaro n.3, è elettivamente domiciliato, come da procura in atti;
Ricorrente
contro
Controparte_1
, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per
[...] legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, Via dei
Portoghesi n.12, è elettivamente domiciliato;
Amministrazione resistente
OGGETTO: visto ricongiungimento familiare.
MOTIVI IN FATTO E DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso ex art. 281 decies cpc depositato il 2 maggio 2024 ha Parte_1 chiesto al Tribunale, previa sospensione dell'efficacia esecutiva, l'annullamento del provvedimento di rigetto della domanda di visto per motivi familiari emesso dall'Ambasciata d'Italia a Teheran con riferimento alla domanda presentata dai minori, infra generalizzati, e – fratelli del ricorrente – con conseguente Persona_1 Per_2 ordine di rilascio del visto di ingresso in loro favore, il tutto con vittoria di spese.
L'Amministrazione si è costituita con comparsa depositata il 2 dicembre 2024, nella quale, ribadita la correttezza del proprio operato, ha chiesto la reiezione del ricorso. in cui, ribadita la correttezza del proprio, ha chiesto il rigetto del ricorso.
In fatto, dagli atti risulta che, in data 13 giugno 2023, il signor , titolare Parte_1 di permesso di soggiorno per asilo e, successivamente, del titolo UE per soggiornanti di lungo periodo, ha formalizzato una richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione di Treviso. La domanda,
1 identificata con il numero di protocollo TV1408572242, era a favore dei suoi fratelli minori, (20 marzo 2008) e (19 giugno 2006) entrambi nati Persona_3 Per_2
a BA, in Afghanistan. La richiesta non includeva il fratello minore , Persona_4 nato il [...], siccome all'epoca sprovvisto di passaporto. La motivazione alla base della richiesta risiedeva nel decesso di entrambi i genitori: il padre, Per_5
deceduto nel 2013, e la madre, deceduta il 2 febbraio 2022. A
[...] Parte_2 seguito della morte dei genitori, con provvedimento n. 287458 emesso in data 6 aprile
2022 dalla Corte d'Appello Primaria del 3° Distretto della Provincia di Kabul e depositato il 6 aprile 2022, i tre fratelli minori erano stati formalmente affidati al fratello maggiore, , il quale aveva dichiarato di volersi assumere la Parte_1 responsabilità di ciascuno di loro.
Successivamente, in data 15 dicembre 2023, lo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Treviso ha rilasciato il nulla osta al ricongiungimento familiare per i fratelli minori e . Persona_1 Per_2
In data 11 gennaio 2024, sulla base del nulla osta rilasciato dalla Prefettura di Treviso,
i minori e , accompagnati dal fratello in qualità, Persona_1 Per_2 Parte_1 appunto, di respomsabile legale, hanno richiesto all'Ambasciata d'Italia a Teheran il rilascio del visto di ingresso per motivi familiari.
Con nota del 7 febbraio 2024, notificata il 12 febbraio 2024, l'Ambasciata d'Italia a Teheran ha comunicato agli interessati un preavviso di rigetto della domanda di visto, numero di protocollo 2024 - 0311. La motivazione addotta dall'Ambasciata era che
“Dalla documentazione prodotta i richiedenti visto risultano legati all'autore dell'istanza in linea collaterale e non diretta”. Nel preavviso si informava i richiedenti del diritto di presentare osservazioni scritte entro 10 giorni.
A seguito del preavviso di rigetto, il signor ha inviato una comunicazione Parte_1 via PEC in data 13 febbraio 2024, evidenziando la sua nomina a tutore dei fratelli in seguito al decesso di entrambi i genitori e allegando il “Certificato di responsabilità rilasciato dalle autorità afghane con traduzione asseverata e Dichiarazione dell'Ambasciata dell'Afghanistan a Roma”. In particolare, è stata allegata la dichiarazione consolare rilasciata dall'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Afghanistan a Roma in data 29 novembre 2023, numero di registro 01349-23.
Tale dichiarazione attesta che, in base al certificato di responsabilità numero 287458 rilasciato il 6 aprile 2022 e legalizzato dal Ministero degli Affari Esteri Afghano l'8 aprile 2022, con numero di registrazione 76237, il signor risultava Parte_1 come unico responsabile di tre minori, tra cui nato il 20 marzo 2008 e Persona_1
nato il 19 giugno 2006. Per_2
Nonostante le controdeduzioni presentate, con provvedimento numero di protocollo
2024-0498 emesso in data 25 febbraio 2024 e notificato in pari data, l'Ambasciata d'Italia a Teheran ha rigettato la domanda di visto di ingresso per motivi familiari presentata dai fratelli minori del ricorrente. L'Ambasciata ha ritenuto che “Le controdeduzioni prodotte non hanno permesso di riconsiderare l'esito della
Pag. 2 di 16 richiesta di visto in questione” e che i richiedenti non avevano dimostrato di possedere i requisiti per il rilascio del visto richiesto ai sensi dell'allegato A punto 10 del Decreto Interministeriale n. 850/2011 dell'11 maggio 2011 e dell'art. 29, comma 1, lett. d) del d.lgs. n. 286/1998. In particolare, l'Ambasciata ha fatto riferimento al fatto che i richiedenti risultavano legati all'autore dell'istanza in linea collaterale e non diretta.
Avverso tale provvedimento di diniego, il signor ha presentato ricorso Parte_1 dinanzi al Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in Materia di Immigrazione. Nel ricorso, notificato al il 27 giugno 2024, si è contestata la Controparte_1 legittimità e la fondatezza del diniego, chiedendo l'annullamento del provvedimento e, in via preliminare, la sospensione della sua efficacia. Le ragioni del ricorso si fondano sulla violazione e/o erronea applicazione degli artt. 28, comma 3, e 29, comma 2, del D.Lgs. n. 286/1998 in relazione all'art. 3 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, all'art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE e agli artt. 2 e 30 della
Costituzione. Si è sostenuto che, in materia di ricongiungimento familiare di minori, deve prevalere il superiore interesse del fanciullo, e che i minori affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli. Si è altresì evidenziato che l'affidamento dei minori a
è avvenuto con provvedimento giudiziale nel Paese di origine a seguito Parte_1 del decesso di entrambi i genitori, rendendo necessario il ricongiungimento con l'unico familiare in grado di farsi carico di loro.
Tra gli allegati al ricorso, oltre al provvedimento di diniego, al permesso di soggiorno del ricorrente, alla ricevuta della domanda di ricongiungimento familiare, ai certificati di morte dei genitori e al certificato di responsabilità tradotto e legalizzato, è presente il nulla osta al ricongiungimento familiare dei minori rilasciato dalla Prefettura di
Treviso in data 15 dicembre 2023. Sono stati inoltre allegati la comunicazione di preavviso di rigetto, la memoria PEC dell'avvocato Isabella Arena, la dichiarazione consolare del 29 novembre 2023. Ulteriori documenti includono articoli relativi alla situazione in Afghanistan tratti da ISPI e Save the Children, un contratto di lavoro, la certificazione dei redditi 2024 e un contratto di locazione del signor , volti Parte_1
a dimostrare la sussistenza dei requisiti di reddito e alloggio richiesti per il ricongiungimento.
In data 30 novembre 2024, si è costituita in giudizio l'Amministrazione resistente. Nella comparsa di risposta, l'Amministrazione ha contestato integralmente il ricorso, ritenendolo inammissibile e infondato. In particolare, ha evidenziato che l'Ambasciata ha il compito di verificare l'effettiva sussistenza del vincolo di parentela posto a fondamento della richiesta di ricongiungimento in via autonoma rispetto al rilascio del nulla osta. Nel caso specifico, il diniego è dipeso dal fatto che la documentazione prodotta non ha consentito di ritenere integrati i presupposti del ricongiungimento richiesto, in quanto i richiedenti visto risultavano essere fratelli e non figli del ricorrente.
L'Amministrazione ha inoltre sollevato dubbi sulla validità probatoria dei certificati di morte dei genitori e del “Responsibility Certificate” presentati in copia e privi delle necessarie legalizzazioni. Si è contestata l'asserita automaticità del rilascio del visto a
Pag. 3 di 16 seguito del nulla osta, ribadendo il potere dell'autorità consolare di verificare l'autenticità della documentazione e la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge.
Infine, nelle note 127 ter cpc per l'udienza del 19-03-25, il difensore del richiedente ha ribadito la fondatezza del ricorso e ha prodotto giurisprudenza favorevole all'accoglimento del ricorso. Ha anche prodotto due pec: la prima PEC, datata 27 giugno 2024, è stata inviata dall'avvocato Isabella Arena all'Ambasciata d'Italia a
Teheran, con in copia conoscenza l'avvocato Martina Pinciroli. L'oggetto della PEC è la richiesta di appuntamento urgente per il rilascio del visto per motivi familiari in favore dei minori e Nella comunicazione si informa l'Ambasciata Persona_1 Persona_2 che il Tribunale di Roma ha sospeso provvisoriamente il provvedimento di rigetto del visto, a seguito del ricorso presentato dal signor , tutore dei minori, e si Parte_1 chiede quindi di fissare con urgenza un appuntamento per il rilascio dei visti. Seguiva la ricevuta di avvenuta consegna della PEC all'indirizzo dell'Ambasciata di Teheran;
la seconda PEC, datata 30 agosto 2024, è stata inviata dall'avvocato Isabella Arena all'Ambasciata d'Italia a Teheran. L'oggetto è indicato come "URGENTE Richiesta appuntamento per rilascio visto per motivi familiari a seguito di provvedimento del
Tribunale di Roma". L'avvocato fa seguito alla precedente PEC del 27 giugno 2024, rinnovando la richiesta di fissazione di un appuntamento in Ambasciata per il rilascio del visto in favore dei minori e e resta in attesa di un Persona_1 Persona_2 riscontro. Segue la ricevuta di avvenuta consegna di questa seconda PEC all'indirizzo dell'Ambasciata.
In diritto, devesi premettere che il ricongiungimento familiare del minore è disciplinato dall'art. 29 del d.lgs. n. 286/1998, in conformità ai principi stabiliti dall'art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e dalla Direttiva 2003/86/CE, i cui considerando 9, 10 e 11, insieme all'art. 4, riconoscono il ruolo centrale della famiglia e l'obbligo di salvaguardare l'interesse superiore del minore. Questo principio è ulteriormente evidenziato dall'art. 3 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 24 novembre 1989, ratificata con la legge n. 176 del 27 maggio 1991, secondo cui "in tutte le decisioni relative ai fanciulli, l'interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente." Inoltre, tale concetto è ribadito nell'art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000, che, adeguata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo e in vigore grazie all'art. 6 del trattato di Lisbona dal 1° dicembre 2009, ha valore giuridico pari a quello dei trattati, stabilendo che "l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente" in tutti gli atti relativi ai minori, sia da parte di autorità pubbliche che di istituzioni private. Infine, tale principio è desumibile anche dagli articoli 2 e 30 della Costituzione italiana, applicabile anche agli stranieri, come confermato dalla giurisprudenza della Corte
Costituzionale (n. 199 del 1986; n. 203 del 1997; n. 376 del 2000), e si applica anche nella disciplina interna dell'immigrazione, come disposto dal 3° comma dell'art. 28 del D.Lgs. n. 286/1998, il quale stabilisce che "in tutti i procedimenti amministrativi e giurisdizionali finalizzati a dare attuazione al diritto all'unità familiare e riguardanti i minori, deve essere preso in considerazione con carattere di priorità il superiore interesse del fanciullo."
Pag. 4 di 16 L'art. 29 TUI stabilisce che il procedimento di ricongiungimento familiare si articola in due fasi: la prima fase avviene presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione, che si occupa di verificare i requisiti oggettivi, quali il titolo di soggiorno, il reddito e l'idoneità abitativa, e di accertare l'assenza di circostanze ostative di ordine pubblico e pubblica sicurezza. La seconda fase si svolge presso la Rappresentanza Consolare presso l'Ambasciata del Paese d'Origine, che verifica i requisiti soggettivi necessari al rilascio del visto d'ingresso, in particolare i legami di parentela e altri requisiti dei soggetti da ricongiungere (cfr. Cass. n.209/2005; Cass. n.3234/18)
Esaminate le circostanze di fatto e applicando le richiamate disposizioni di legge, emergono gli elementi necessari e sufficienti per accogliere la domanda di ricongiungimento familiare relativa ai fratelli minore del ricorrente.
È, innanzitutto, accertato che il signor ha ottenuto un nulla osta al Parte_1 ricongiungimento familiare dalla Prefettura di Treviso in data 15 dicembre 2023.
Questo primo atto amministrativo indica che le autorità italiane competenti hanno riconosciuto la sussistenza dei requisiti di reddito e alloggio necessari per il mantenimento dei suoi fratelli minori.
Successivamente, l'Ambasciata d'Italia a Teheran ha rigettato la domanda di visto presentata dai minori e , motivando tale decisione con il fatto Persona_1 Per_2 che i richiedenti erano legati all'autore dell'istanza in linea collaterale e non diretta.
Tuttavia, tale motivazione non considera adeguatamente il principio fondamentale del superiore interesse del fanciullo, che deve prevalere in tutti i procedimenti amministrativi e giudiziari concernenti i minori e il diritto all'unità familiare, come stabilito dall'articolo 28, comma 3, del D.Lgs. n. 286/1998 e dall'articolo 3 della
Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989.
Nel caso specifico, i minori e sono orfani di entrambi i Persona_1 Per_2 genitori e sono stati formalmente affidati al fratello maggiore, , tramite Parte_1 un provvedimento della Corte d'Appello Primaria del 3° Distretto della Provincia di
Kabul in data 6 aprile 2022. Questo affidamento è ulteriormente avvalorato da una dichiarazione consolare dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Afghanistan a
Roma del 29 novembre 2023, la quale attesta la responsabilità del signor
[...]
nei confronti dei tre fratelli minori, inclusi e . Pt_1 Per_1 Per_2
L'articolo 29, comma 2, del Testo Unico sull'Immigrazione stabilisce chiaramente che i minori affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli ai fini del ricongiungimento familiare. Per superare le obiezioni sulla validità del "Certificato di
Responsabilità", si può argomentare che, nel contesto afghano, tale certificato svolge una funzione analoga alla tutela prevista dall'ordinamento italiano per i minori orfani. In
Afghanistan, non essendo praticate l'adozione o la nella forma riconosciuta in Per_6 altri contesti giuridici, esiste l'istituto della "Guardianship" (tutela) ai sensi della "Law on
Protection of Child Rights" del 2013 e 2019 (menzionata come doc. 18 nel ricorso). La finalità di protezione e cura di minori senza genitori o tutori legali rende il Certificato di
Pag. 5 di 16 Responsabilità equiparabile, se non analogo, alla tutela ai fini del ricongiungimento familiare.
Inoltre, il Certificato di Responsabilità è un provvedimento emesso da un'autorità giudiziaria afghana competente, la Corte d'Appello di Kabul. Il ricorso evidenzia che il Tribunale di Roma, in un caso simile riguardante cittadini afghani, ha già riconosciuto la validità di un tale provvedimento emesso dalla stessa corte afghana. La dichiarazione consolare rilasciata dall'Ambasciata afghana a Roma in data 29 novembre 2023 convalida formalmente la responsabilità del signor nei Parte_1 confronti dei fratelli minori. Sebbene successiva alla richiesta di nulla osta, essa fornisce una validazione ufficiale da parte delle autorità afghane, tramite il loro organo diplomatico in Italia, della responsabilità legale del signor verso i Parte_1 suoi fratelli.
Il principio del superiore interesse del fanciullo deve prevalere su interpretazioni restrittive dei legami di parentela. I minori sono orfani e versano in una situazione di grave crisi umanitaria e insicurezza in Afghanistan. Il fratello maggiore, legalmente residente in Italia e titolare di un nulla osta, è l'unico in grado di offrire loro un ambiente sicuro e stabile. Negare il visto basandosi unicamente sulla linea collaterale di parentela non tutelerebbe il superiore interesse dei minori.
Infine, avvalora la fondatezza della pretesa la grave crisi umanitaria e la situazione di insicurezza in Afghanistan. Dalle Coi risulta che La situazione in Afghanistan è caratterizzata da diverse criticità interconnesse. I talebani, sebbene dichiarino di controllare l'intero territorio afghano da ottobre 2021 dopo aver sconfitto il NRF nella provincia di Panjsher e il Segretario Generale delle Nazioni Unite abbia dichiarato a settembre 2023 che i talebani "rimangono saldamente al controllo", non ottengono un riconoscimento internazionale unanime. Sul territorio persistono delle insurrezioni, in particolare quella del Fronte Nazionale di Resistenza (NRF), formatosi durante la presa del potere dei talebani, e di altri gruppi emersi nell'aprile 2022, nonché quella guidata dalla Provincia dell Persona_7 ma si valuta che la resistenza manchi di coordinamento e risorse sufficienti per contestare seriamente il dominio talebano. L'amministrazione de facto talebana, che ha proclamato l'Afghanistan come Emirato Islamico dell'Afghanistan (IEA), è stata descritta come operante in modo arbitrario e imprevedibile. Nessuno Stato ha Co riconosciuto l o il suo governo de facto, sebbene diversi Stati e organizzazioni internazionali interagiscano con esso e alcune missioni diplomatiche abbiano mantenuto o ristabilito la loro presenza a Kabul.
Per quanto riguarda i diritti umani, la situazione è grave in molteplici aspetti. La maggior parte dei meccanismi di tutela dei diritti civili è stata abolita dai Talebani. Le minoranze etniche e religiose subiscono una crescente marginalizzazione nei processi decisionali e hanno maggiori difficoltà nell'accesso ai servizi governativi e alla Per_ giustizia. Sono stati segnalati attacchi mirati a comunità come i nelle province del nordest e i e discriminazioni e violenze
contro
SI e IN. Molti SI e Per_9
IN hanno cercato di reinsediarsi fuori dall'Afghanistan dopo la presa del potere dei
Pag. 6 di 16 Talebani. La comunità Hazara sciita è particolarmente vulnerabile, essendo Per_ frequentemente bersaglio di attacchi rivendicati dall' e da autori non identificati, e si segnala che i talebani non siano riusciti a proteggerli da tali attacchi. Le dispute sulla terra si sono intensificate, con accuse di parzialità delle autorità de facto a favore dei Vengono imposte restrizioni alle comunità Hazara e sciite, come Parte_3 il divieto di insegnare la giurisprudenza sciita in alcune università e limitazioni ai movimenti durante le celebrazioni religiose. La situazione dei diritti delle donne e delle ragazze si è ulteriormente deteriorata con l'imposizione di numerose restrizioni alla libertà di movimento, espressione, comportamento, istruzione, occupazione e accesso alla giustizia. Ciò è stato definito come "persecuzione di genere e un quadro istituzionalizzato di apartheid di genere". Sono stati imposti divieti all'istruzione per le ragazze oltre la scuola media e all'accesso all'università, nonché al lavoro per le Nazioni Unite e alla frequentazione dei saloni di bellezza. Vi è una rigorosa applicazione del codice di abbigliamento, con arresti arbitrari e violenti di donne e ragazze. La libertà di movimento è limitata e l'accesso a spazi pubblici senza un mahram è proibito. Le manifestazioni pacifiche delle donne vengono represse violentemente. Atti considerati violenza di genere sotto il precedente governo sono stati depenalizzati. L'accesso alla giustizia è ostacolato e le infrastrutture di supporto per le sopravvissute alla violenza di genere sono state smantellate. La violenza di genere online è in aumento. Le persone LGBTIQ+ affrontano una situazione ancora più pericolosa, con persecuzioni e gravi maltrattamenti. La politica dichiarata prevede punizioni severe per le persone ritenute "omosessuali". Si segnalano "liste di uccisione" per persone LGBTQI+. I minori sono estremamente vulnerabili a violazioni, estremismo, povertà e crisi umanitaria. Si registra un elevato numero di bambini uccisi o feriti, anche a causa di mine terrestri. Il reclutamento e l'utilizzo illegale di bambini in ruoli di combattimento e supporto sono in aumento. Sono esposti a stupri, violenze sessuali e pratiche dannose come il e i matrimoni Per_10 infantili, precoci e forzati. Si osserva un alto tasso di suicidi tra le ragazze giovani. Il sistema educativo subisce revisioni con eliminazione di materie a favore degli studi islamici e la qualità dell'istruzione declina anche per i ragazzi. L'insicurezza alimentare e idrica colpisce gravemente i bambini. Le persone con disabilità sono più vulnerabili e discriminate, con segnalazioni di interruzione o riduzione del sostegno finanziario. Nonostante l'annunciata amnistia, i membri del precedente governo e delle forze di sicurezza continuano a essere vittime di omicidi extragiudiziali, arresti, detenzioni arbitrarie, torture e maltrattamenti. La tortura e altre forme di maltrattamento sono prassi comune contro le persone detenute, e le condizioni carcerarie sono descritte come "pericolose per la vita".
Il sistema giudiziario si basa sull'applicazione della sharia secondo l'interpretazione talebana, con la cancellazione delle leggi dell'era repubblicana. I giudici sono prevalentemente membri talebani formati nelle madrasse. Vi è una mancanza di un quadro legale chiaro e le interpretazioni della sharia variano. È stato ordinato di attuare pienamente le punizioni hudud e qisas, portando a casi di frustate pubbliche
Pag. 7 di 16 ed esecuzioni. Gli standard di prova applicati dalla giustizia talebana sono considerati scarsi.
La libertà di espressione e manifestazione è fortemente limitata. L'opposizione al governo talebano è dispersa. I media e le organizzazioni per i diritti umani subiscono pressioni e restrizioni sui contenuti, con detenzioni di giornalisti e attivisti. Si verifica una censura diffusa e violenza contro i media. Le manifestazioni "non autorizzate" sono vietate e le proteste pacifiche vengono represse violentemente.
La situazione umanitaria è critica a causa di una grave crisi economica e alti tassi di povertà. La situazione è peggiorata da siccità, inondazioni e terremoti. La maggior parte della popolazione ha bisogno di assistenza umanitaria. L'insicurezza alimentare è diffusa. Il sistema sanitario è fragile e l'accesso ai servizi è diseguale.
Sussiste una minaccia di epidemie. I terremoti di Herat dell'ottobre 2023 hanno avuto un impatto devastante. L'ONU ha richiesto fondi umanitari ingenti, ma ne ha ricevuti solo una piccola parte. (Principali fonti consultate: AN Stiftung, BTI 2024
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Report of the Secretary-
General [ ], 28 February 2024, CodiceFiscale_2 https://www.ecoi.net/en/file/local/2105950/n2404810.pdf
Per questi motivi
, si può concludere che, nonostante l'obiezione formale relativa alla linea collaterale di parentela, la situazione di orfanezza, l'affidamento legale formalizzato dal Certificato di Responsabilità e convalidato dalla dichiarazione consolare, unitamente al preminente interesse dei minori a vivere in un ambiente sicuro e stabile con il loro tutore legale in Italia, giustificano pienamente l'accoglimento del ricorso del signor e l'ordine all'Ambasciata d'Italia a Teheran di Parte_1 rilasciare il visto di ingresso per motivi familiari in favore dei suoi fratelli minori.
Contr Il ricorso deve essere accolto. Le spese seguono la soccombenza del e vanno liquidate come in dispositivo, tenendo conto che trattasi di causa di valore indeterminabile a complessità bassa.
Spese compensate con il , essendovi difetto di legittimazione Controparte_31 passiva.
P.Q.M.
Il Tribunale di Roma, Sezione Specializzata in Materia di Immigrazione, definitivamente pronunciando sul ricorso R.G. n. 18887/2024, così provvede:
1. Accoglie il ricorso proposto dal Sig. avverso il provvedimento di Parte_1 diniego del visto di ingresso per motivi familiari Prot. N. 2024-0498, emesso in data 25.02.2024 dall'Ambasciata d'Italia a Teheran e, per l'effetto, ordina all'Ambasciata d'Italia a Teheran di rilasciare il visto di ingresso per motivi familiari in favore dei minori , nato a [...] il Persona_1
20.03.2008, e , nato a [...] il [...]. Per_2
2. Condanna il Controparte_1
, al pagamento delle spese di lite in favore del ricorrente, che
[...] si liquidano in euro 1600,00 (mille seicento/00) a titolo di onorari, oltre accessori di legge (IVA e CPA come per legge e rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15% sugli onorari).
Così deciso in Roma, il 19-03-25
Il Giudice
Massimo Marasca
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