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Sentenza 17 febbraio 2025
Sentenza 17 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Firenze, sentenza 17/02/2025, n. 564 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Firenze |
| Numero : | 564 |
| Data del deposito : | 17 febbraio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile In persona del giudice dott. Massimiliano Sturiale all'esito della trattazione cartolare del 24 gennaio 2025 ha pronunciato ai sensi egli artt. 281 terdecies e 281 sexies c.p.c. la seguente
SENTENZA
Nella causa iscritta al nr 3482/2024 R.G.. promossa da:
nato a [...], (SP), Brasile, il 13.01.1994, (C.F. CPF. Parte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._1
(SP), Brasile;
nato a [...], (SP), Brasile, il 30.01.1998, (C.F. CPF. Controparte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._2
(SP), Brasile;
nato a [...], (SP), Brasile, il 22.12.1987, (C.F. Controparte_2
CPF. 359.320.438-06), e residente in Rua Josè Gomes De Abreu, 16, Apto 141, Bairro
Santa Therezinha, Sao Bernardo Do Campo, (SP), Brasile;
tutti elettivamente domiciliati in Palermo, via r.l. 24, n. 8 presso e nello studio dell'Avv. La Malfa Maria
Stella del Foro di Palermo
RICORRENTI
CONTRO
, in persona del Ministro, l.r.p.t., con il Controparte_3
patrocinio ex lege dell'Avvocatura distrettuale di Stato di Firenze;
RESISTENTE- CONTUMACE
TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
E NEI CONFRONTI
PUBBLICO MINISTERO in persona del Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Firenze;
INTERVENUTO
CONCLUSIONI per parte ricorrente come da atto introduttivo:” Voglia codesto
Ill.mo Tribunale - accertare e dichiarare il diritto al riconoscimento dello status civitatis italiano in favore di: nato a [...], (SP), Parte_1
Brasile, il 13.01.1994, (C.F. CPF. ), e residente in [...], 52, C.F._1
Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, (SP), Brasile;
nato a [...]
San Paolo, (SP), Brasile, il 30.01.1998, (C.F. CPF. ), e residente in C.F._2
Rua Muriaè, 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, (SP), Brasile;
[...]
nato a [...], (SP), Brasile, il 22.12.1987, (C.F. CPF. Controparte_2
359.320.438-06), e residente in [...], 16, Apto 141, Bairro Santa
Therezinha, Sao Bernardo Do Campo, (SP), Brasile;
- per l'effetto, ordinare al
e, per esso, all'ufficiale dello stato civile, di procedere alle Controparte_3
iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di leggi nei registri dello stato civile della cittadinanza degli odierni ricorrenti, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti e procedere all'iscrizione della sentenza e degli atti di stato civile e dei documenti relativi ai ricorrenti allegati al presente ricorso così come depositati nel fascicolo telematico. Con vittoria di spese e compensi, oltre accessori, del presente giudizio”
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato il 21.03.2024 gli attori tutti cittadini brasiliani, hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis in quanto diretti discendenti
2 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
del cittadino italiano nato a [...] il [...] emigrato in Parte_2
Brasile dove ha vissuto senza mai naturalizzarsi brasiliano, (doc.4).
Con decreto del 24.10.2024 veniva fissata udienza di trattazione per il giorno
24/01/2025 con assegnazione dei termini di cui all'art. 127-ter c.p.c.
Il ricorso ed il decreto di fissazione udienza sono stati notificati il 30.11.2024 mediante consegna nella casella di posta elettronica certificata dell'Avvocatura dello Stato di
Firenze, difensore ex lege del convenuto del quale deve essere Controparte_3
dichiarata la contumacia non essendosi costituito in giudizio.
Gli atti sono stati comunicati al P.M. in persona del Procuratore della Repubblica del
Tribunale di Firenze che non ha precisato le conclusioni.
Parte attrice ha depositato note di trattazione il 24/01/2025 insistendo per l'accoglimento della domanda.
Dalla documentazione riversata telematicamente in atti è possibile ricostruire la genealogia dei ricorrenti come segue: nato a [...] il Parte_2
01.09.1863, emigrava in Brasile ed in data 19.02.1887, contraeva matrimonio con
, dalla cui unione nasceva, in data 05.01.1902, il quale Parte_3 Persona_1
in data 29.12.1921, contraeva matrimonio con e dalla loro Persona_2
unione nasceva, in data 11.08.1924, Persona_3
in data 04.05.1946, contraeva matrimonio con e dalla loro Persona_3 Persona_4
unione nasceva, in data 13.01.1950, che, in data 01.05.1971 Persona_5
contraeva matrimonio con e dalla loro unione nasceva, in data Persona_6
27.12.1972, che, in data 04.10.1993, contraeva matrimonio con Persona_7 [...]
e dalla loro unione nascevano: Per_8
3 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
in data 13.01.1994, Parte_1
in data 30.01.1998, Controparte_1
Dall' unione tra e nasceva, in data Persona_5 Controparte_4
22.12.1987, che in data 17.04.2014, contraeva Controparte_2
matrimonio con Persona_9
L'INTERESSE AD AGIRE
In via preliminare, va osservato che seppure l'accertamento della cittadinanza iure sanguinis costituisca un diritto “permanente”, “imprescrittibile” e “giustiziabile in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita di cittadino italiano” (Cass., sez. unite, 25317/2022) da ciò non discende automaticamente la possibilità di richiedere sempre l'accertamento in via giudiziale. La giurisdizione in materia di cittadinanza non ha infatti natura di giurisdizione volontaria ma contenziosa.
Il processo di cognizione presuppone ontologicamente una lite, ovvero una controversia su un diritto, altrimenti disconosciuto, o comunque la necessità di far accertare nei confronti di una controparte una situazione giuridica oggettivamente destinata all'incertezza (art. 100 c.p.c.).
In linea generale, può pertanto affermarsi che la parte, anziché adire direttamente l'AG,
è tenuta ad esperire la procedura amministrativa e, solo in caso di diniego o del silenzio della P.A., può esercitare azione diretta nei confronti del . È Controparte_3
“frutto di equivoco processuale ritenere che, per il solo fatto che si verta in tema di diritti soggettivi, sia in ogni caso ipotizzabile la via giudiziaria, anche nelle ipotesi in cui quel diritto non è né negato, né controverso, e dunque non occorra una sentenza perché esso sia accertato” (Tribunale di Roma, 18710/2016).
4 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
Sussiste tuttavia l'interesse ad agire, sussistendo una oggettiva situazione di incertezza, in tutte quelle situazioni in cui l'Amministrazione non abbia esaminato la domanda nei termini previsti per legge o comunque quando non sia esigibile la richiesta di percorrere la via amministrativa atteso che la domanda sarebbe senz'altro rigettata sulla base di un orientamento interpretativo consolidato dell'Amministrazione oppure ancora quando, da un punto di vista strutturale e generalizzato, gli organi amministrativi deputati non risultano in grado di garantire, in maniera effettiva e tempestiva, il riconoscimento del diritto.
Nel caso di specie l'interesse ad agire può ritenersi sussistente atteso che gli attori hanno documentato di aver inoltrato a mezzo raccomandata i moduli recanti l'istanza di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis al competente Consolato d'Italia di
San Paolo deducendo altresì il ritardo pressochè ultradecennale con il quale detta amministrazione sta procedendo a convocare i richiedenti. Più in generale è ormai noto che presso i consolati- quantomeno in Brasile, Argentina e Venezuela, le liste di attesa per il primo esame della domanda di cittadinanza superano anche i 10 anni e che il termine di 730gg. previsto dall'art.3 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362, (Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana), in difetto di espressa previsione legislativa non possa considerarsi una condizione di procedibilità, proponibilità o ammissibilità della domanda. Si deve ritenere infatti che le ipotesi di improcedibilità non possano essere oggetto di applicazione analogica o estensiva, giacché costituiscono sanzioni processuali limitative del diritto di azione.
NEL MERITO
I ricorrenti hanno diritto al riconoscimento dello status di cittadini italiani in qualità di discendenti dell'avo italiano il quale, senza mai Parte_2
naturalizzarsi brasiliano né aver rinunciato alla cittadinanza italiana come è evincibile 5 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
dal certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dalla competente Autorità brasiliana in atti, (doc.4), ha trasmesso iure sanguinis la cittadinanza italiana al figlio il quale l'ha trasmessa a sua volta al figlio quale Persona_1 Persona_10
ha potuto così trasmetterla ai propri figli sino ad arrivare agli odierni ricorrenti
La linea di discendenza illustrata in ricorso e riportata nelle pagine che precedono trova riscontro nella documentazione in atti, munita di apostille e di traduzioni. Inoltre, per quanto riguarda l'avo italiano e i suoi discendenti non si registra una rinuncia espressa alla cittadinanza italiana o comunque comportamenti interpretabili in tal senso (così come precisato dalla Cassazione civile sez. un., 24/08/2022, n.25317, secondo cui
“L'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del
1865 e dalla legge n. 555 del 2012, ove inteso in rapporto al fenomeno di cd. grande naturalizzazione degli stranieri presenti in Brasile alla fine dell'Ottocento, implica un'esegesi restrittiva delle norme afferenti, nell'alveo dei sopravvenuti principi costituzionali, essendo quello di cittadinanza annoverabile tra i diritti fondamentali;
in questa prospettiva, l'art. 11, n. 2, c.c. 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia "ottenuto la cittadinanza in paese estero", sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione "iure sanguinis" ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera - per esempio integrato da una domanda di iscrizione nelle liste elettorali secondo la legge del luogo -, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, unitamente alla mancata reazione ad un provvedimento generalizzato di naturalizzazione, possa considerarsi bastevole a integrare la fattispecie estintiva dello "status" per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento.”);
6 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
Deve pertanto trovare integrale accoglimento la domanda proposta, anche considerata la mancata allegazione di fatti estintivi del diritto fatto valere in giudizio.
Era infatti onere dell'amministrazione convenuta eccepire puntualmente la prova di una qualche fattispecie interruttiva (come, ad esempio, avere acquistato un'altra cittadinanza in epoca in cui era vigente l'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla l. n. 555 del 1912).
Si ritiene dunque provata la discendenza diretta dei ricorrenti dal cittadino italiano senza che si registri alcun passaggio generazionali per linea Parte_2
femminile in epoca precostituzionale di talché non appare necessario richiamare l'operatività delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, che hanno dichiarato l'illegittimità del criterio di trasmissione unicamente maschile della cittadinanza e della disposizione che prevedeva la perdita della cittadinanza per la donna che contraeva matrimonio con un cittadino straniero.
SULLE SPESE DI LITE
Le spese seguono la soccombenza e vanno poste a carico del atteso che la CP_3
documentata impossibilità di ottenere il riconoscimento del diritto in via amministrativa e nei tempi previsti dalla legge, ha imposto ai ricorrenti la necessità di adire l'Autorità Giudiziaria.
E' orientamento di questa Sezione Specializzata che la compensazione delle spese di lite non sia giustificata sulla base dell'elevato numero di domande che l'Amministrazione è tenuta ad esaminare ed alle conseguenti difficoltà organizzative, peraltro neppure rappresentate in causa dall'Amministrazione, atteso che il fondamento della liquidazione delle spese di lite non è una valutazione di colpevolezza
7 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
dell'Ente ma il fatto oggettivo della soccombenza ovvero dell'inadempimento dell'obbligato; diversamente il processo non garantirebbe ai ricorrenti la reintegrazione totale dei diritti fatti valere in giudizio e quanto questi avrebbero ottenuto con la cooperazione spontanea dell'obbligato. Anche la giurisprudenza amministrativa - peraltro in una cornice normativa che conferiva al giudice una maggiore discrezionalità stante la più ampia nozione dei “giustificati motivi” rispetto alle “gravi ed eccezionali ragioni” a cui occorre fare riferimento (Corte Cost. 77/2018) ha affermato che “la rilevante mole di lavoro gravante sugli uffici competenti – in quanto postulata dal come fatto notorio, ma non supportata da alcuna considerazione Pt_4
dell'Amministrazione in ordine all'entità, alla natura transitoria della sproporzione tra mezzi impiegabili e risultati attesi, agli interventi per porvi rimedio, o all'esperimento di forme di comunicazione ed informazione all'istante sullo stato del procedimento – non possa ritenersi elemento di per sé sufficiente a giustificare il comportamento dell'Amministrazione (…) altrimenti, l'inerzia dell'Amministrazione finirebbe per essere, almeno ai fini della condanna alle spese processuali, sempre e comunque giustificata” (cfr. Cons. St. Sez. III n. 3682/2014)” (Cons. Stato, 643/2016).
Si deve pertanto escludere, sulla base del principio di causalità e di soccombenza, a fondamento dell'art. 91 c.p.c., che i ricorrenti possano essere gravati delle spese di lite sostenute per agire in giudizio per eventuali inefficienze dell'Amministrazione, agli stessi non imputabili, ma derivanti dallo stesso assetto normativo, che disciplina i tempi del procedimento che la P.A. è tenuta a garantire ed all'organizzazione che l'Amministrazione stessa si è data per l'esame delle domande in via amministrativa e che è tenuta ad adeguare rispetto al flusso di domande, nel rispetto dei principi di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa ex art. 97 Cost..
8 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
Neppure può darsi rilievo alla mancata costituzione in giudizio del CP_3
trattandosi di comportamento neutro che non implica il riconoscimento del diritto e che dimostra invero la necessità dei ricorrenti di utilizzare la via giudiziaria in considerazione dell'inerzia, delle difficoltà e dei tempi del procedimento amministrativo.
I compensi possono essere liquidati con applicazione dei parametri di cui al DM
147/2022 (indeterminabile – complessità bassa), valori minimi per la fase di studio ed introduttiva, in ragione della serialità del contenzioso e dell'effettiva attività difensiva svolta, anche in considerazione della mancata costituzione da parte dell'Amministrazione.
P.Q.M.
Il Tribunale di Firenze, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando,
• dichiara la contumacia del;
Controparte_3
accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che:
nato a [...], (SP), Brasile, il 13.01.1994, (C.F. CPF. Parte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._1
(SP), Brasile;
nato a [...], (SP), Brasile, il 30.01.1998, (C.F. CPF. Controparte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._2
(SP), Brasile;
9 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
nato a [...], (SP), Brasile, il 22.12.1987, (C.F. Controparte_2
CPF. 359.320.438-06), e residente in [...], 16, Apto 141, Bairro
Santa Therezinha, Sao Bernardo Do Campo, (SP), Brasile
sono cittadini italiani iure sanguinis;
• ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile Controparte_3
competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
• condanna il a rifondere a parte attrice le spese di lite del Controparte_3
presente giudizio, che liquida in € 1.452,00 per compensi oltre € 545,00 per esborsi e spese generali nella misura del 15%, IVA e CPA come per legge.
• Si comunichi,
Firenze, 24 Gennaio 2025
Il Giudice
Dott. Massimiliano Sturiale
10
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile In persona del giudice dott. Massimiliano Sturiale all'esito della trattazione cartolare del 24 gennaio 2025 ha pronunciato ai sensi egli artt. 281 terdecies e 281 sexies c.p.c. la seguente
SENTENZA
Nella causa iscritta al nr 3482/2024 R.G.. promossa da:
nato a [...], (SP), Brasile, il 13.01.1994, (C.F. CPF. Parte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._1
(SP), Brasile;
nato a [...], (SP), Brasile, il 30.01.1998, (C.F. CPF. Controparte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._2
(SP), Brasile;
nato a [...], (SP), Brasile, il 22.12.1987, (C.F. Controparte_2
CPF. 359.320.438-06), e residente in Rua Josè Gomes De Abreu, 16, Apto 141, Bairro
Santa Therezinha, Sao Bernardo Do Campo, (SP), Brasile;
tutti elettivamente domiciliati in Palermo, via r.l. 24, n. 8 presso e nello studio dell'Avv. La Malfa Maria
Stella del Foro di Palermo
RICORRENTI
CONTRO
, in persona del Ministro, l.r.p.t., con il Controparte_3
patrocinio ex lege dell'Avvocatura distrettuale di Stato di Firenze;
RESISTENTE- CONTUMACE
TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
E NEI CONFRONTI
PUBBLICO MINISTERO in persona del Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Firenze;
INTERVENUTO
CONCLUSIONI per parte ricorrente come da atto introduttivo:” Voglia codesto
Ill.mo Tribunale - accertare e dichiarare il diritto al riconoscimento dello status civitatis italiano in favore di: nato a [...], (SP), Parte_1
Brasile, il 13.01.1994, (C.F. CPF. ), e residente in [...], 52, C.F._1
Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, (SP), Brasile;
nato a [...]
San Paolo, (SP), Brasile, il 30.01.1998, (C.F. CPF. ), e residente in C.F._2
Rua Muriaè, 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, (SP), Brasile;
[...]
nato a [...], (SP), Brasile, il 22.12.1987, (C.F. CPF. Controparte_2
359.320.438-06), e residente in [...], 16, Apto 141, Bairro Santa
Therezinha, Sao Bernardo Do Campo, (SP), Brasile;
- per l'effetto, ordinare al
e, per esso, all'ufficiale dello stato civile, di procedere alle Controparte_3
iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di leggi nei registri dello stato civile della cittadinanza degli odierni ricorrenti, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti e procedere all'iscrizione della sentenza e degli atti di stato civile e dei documenti relativi ai ricorrenti allegati al presente ricorso così come depositati nel fascicolo telematico. Con vittoria di spese e compensi, oltre accessori, del presente giudizio”
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato il 21.03.2024 gli attori tutti cittadini brasiliani, hanno chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis in quanto diretti discendenti
2 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
del cittadino italiano nato a [...] il [...] emigrato in Parte_2
Brasile dove ha vissuto senza mai naturalizzarsi brasiliano, (doc.4).
Con decreto del 24.10.2024 veniva fissata udienza di trattazione per il giorno
24/01/2025 con assegnazione dei termini di cui all'art. 127-ter c.p.c.
Il ricorso ed il decreto di fissazione udienza sono stati notificati il 30.11.2024 mediante consegna nella casella di posta elettronica certificata dell'Avvocatura dello Stato di
Firenze, difensore ex lege del convenuto del quale deve essere Controparte_3
dichiarata la contumacia non essendosi costituito in giudizio.
Gli atti sono stati comunicati al P.M. in persona del Procuratore della Repubblica del
Tribunale di Firenze che non ha precisato le conclusioni.
Parte attrice ha depositato note di trattazione il 24/01/2025 insistendo per l'accoglimento della domanda.
Dalla documentazione riversata telematicamente in atti è possibile ricostruire la genealogia dei ricorrenti come segue: nato a [...] il Parte_2
01.09.1863, emigrava in Brasile ed in data 19.02.1887, contraeva matrimonio con
, dalla cui unione nasceva, in data 05.01.1902, il quale Parte_3 Persona_1
in data 29.12.1921, contraeva matrimonio con e dalla loro Persona_2
unione nasceva, in data 11.08.1924, Persona_3
in data 04.05.1946, contraeva matrimonio con e dalla loro Persona_3 Persona_4
unione nasceva, in data 13.01.1950, che, in data 01.05.1971 Persona_5
contraeva matrimonio con e dalla loro unione nasceva, in data Persona_6
27.12.1972, che, in data 04.10.1993, contraeva matrimonio con Persona_7 [...]
e dalla loro unione nascevano: Per_8
3 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
in data 13.01.1994, Parte_1
in data 30.01.1998, Controparte_1
Dall' unione tra e nasceva, in data Persona_5 Controparte_4
22.12.1987, che in data 17.04.2014, contraeva Controparte_2
matrimonio con Persona_9
L'INTERESSE AD AGIRE
In via preliminare, va osservato che seppure l'accertamento della cittadinanza iure sanguinis costituisca un diritto “permanente”, “imprescrittibile” e “giustiziabile in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita di cittadino italiano” (Cass., sez. unite, 25317/2022) da ciò non discende automaticamente la possibilità di richiedere sempre l'accertamento in via giudiziale. La giurisdizione in materia di cittadinanza non ha infatti natura di giurisdizione volontaria ma contenziosa.
Il processo di cognizione presuppone ontologicamente una lite, ovvero una controversia su un diritto, altrimenti disconosciuto, o comunque la necessità di far accertare nei confronti di una controparte una situazione giuridica oggettivamente destinata all'incertezza (art. 100 c.p.c.).
In linea generale, può pertanto affermarsi che la parte, anziché adire direttamente l'AG,
è tenuta ad esperire la procedura amministrativa e, solo in caso di diniego o del silenzio della P.A., può esercitare azione diretta nei confronti del . È Controparte_3
“frutto di equivoco processuale ritenere che, per il solo fatto che si verta in tema di diritti soggettivi, sia in ogni caso ipotizzabile la via giudiziaria, anche nelle ipotesi in cui quel diritto non è né negato, né controverso, e dunque non occorra una sentenza perché esso sia accertato” (Tribunale di Roma, 18710/2016).
4 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
Sussiste tuttavia l'interesse ad agire, sussistendo una oggettiva situazione di incertezza, in tutte quelle situazioni in cui l'Amministrazione non abbia esaminato la domanda nei termini previsti per legge o comunque quando non sia esigibile la richiesta di percorrere la via amministrativa atteso che la domanda sarebbe senz'altro rigettata sulla base di un orientamento interpretativo consolidato dell'Amministrazione oppure ancora quando, da un punto di vista strutturale e generalizzato, gli organi amministrativi deputati non risultano in grado di garantire, in maniera effettiva e tempestiva, il riconoscimento del diritto.
Nel caso di specie l'interesse ad agire può ritenersi sussistente atteso che gli attori hanno documentato di aver inoltrato a mezzo raccomandata i moduli recanti l'istanza di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis al competente Consolato d'Italia di
San Paolo deducendo altresì il ritardo pressochè ultradecennale con il quale detta amministrazione sta procedendo a convocare i richiedenti. Più in generale è ormai noto che presso i consolati- quantomeno in Brasile, Argentina e Venezuela, le liste di attesa per il primo esame della domanda di cittadinanza superano anche i 10 anni e che il termine di 730gg. previsto dall'art.3 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 362, (Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana), in difetto di espressa previsione legislativa non possa considerarsi una condizione di procedibilità, proponibilità o ammissibilità della domanda. Si deve ritenere infatti che le ipotesi di improcedibilità non possano essere oggetto di applicazione analogica o estensiva, giacché costituiscono sanzioni processuali limitative del diritto di azione.
NEL MERITO
I ricorrenti hanno diritto al riconoscimento dello status di cittadini italiani in qualità di discendenti dell'avo italiano il quale, senza mai Parte_2
naturalizzarsi brasiliano né aver rinunciato alla cittadinanza italiana come è evincibile 5 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
dal certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dalla competente Autorità brasiliana in atti, (doc.4), ha trasmesso iure sanguinis la cittadinanza italiana al figlio il quale l'ha trasmessa a sua volta al figlio quale Persona_1 Persona_10
ha potuto così trasmetterla ai propri figli sino ad arrivare agli odierni ricorrenti
La linea di discendenza illustrata in ricorso e riportata nelle pagine che precedono trova riscontro nella documentazione in atti, munita di apostille e di traduzioni. Inoltre, per quanto riguarda l'avo italiano e i suoi discendenti non si registra una rinuncia espressa alla cittadinanza italiana o comunque comportamenti interpretabili in tal senso (così come precisato dalla Cassazione civile sez. un., 24/08/2022, n.25317, secondo cui
“L'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del
1865 e dalla legge n. 555 del 2012, ove inteso in rapporto al fenomeno di cd. grande naturalizzazione degli stranieri presenti in Brasile alla fine dell'Ottocento, implica un'esegesi restrittiva delle norme afferenti, nell'alveo dei sopravvenuti principi costituzionali, essendo quello di cittadinanza annoverabile tra i diritti fondamentali;
in questa prospettiva, l'art. 11, n. 2, c.c. 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia "ottenuto la cittadinanza in paese estero", sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione "iure sanguinis" ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera - per esempio integrato da una domanda di iscrizione nelle liste elettorali secondo la legge del luogo -, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, unitamente alla mancata reazione ad un provvedimento generalizzato di naturalizzazione, possa considerarsi bastevole a integrare la fattispecie estintiva dello "status" per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento.”);
6 TRIBUNALE DI FIRENZE Quarta sezione civile
Deve pertanto trovare integrale accoglimento la domanda proposta, anche considerata la mancata allegazione di fatti estintivi del diritto fatto valere in giudizio.
Era infatti onere dell'amministrazione convenuta eccepire puntualmente la prova di una qualche fattispecie interruttiva (come, ad esempio, avere acquistato un'altra cittadinanza in epoca in cui era vigente l'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla l. n. 555 del 1912).
Si ritiene dunque provata la discendenza diretta dei ricorrenti dal cittadino italiano senza che si registri alcun passaggio generazionali per linea Parte_2
femminile in epoca precostituzionale di talché non appare necessario richiamare l'operatività delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, che hanno dichiarato l'illegittimità del criterio di trasmissione unicamente maschile della cittadinanza e della disposizione che prevedeva la perdita della cittadinanza per la donna che contraeva matrimonio con un cittadino straniero.
SULLE SPESE DI LITE
Le spese seguono la soccombenza e vanno poste a carico del atteso che la CP_3
documentata impossibilità di ottenere il riconoscimento del diritto in via amministrativa e nei tempi previsti dalla legge, ha imposto ai ricorrenti la necessità di adire l'Autorità Giudiziaria.
E' orientamento di questa Sezione Specializzata che la compensazione delle spese di lite non sia giustificata sulla base dell'elevato numero di domande che l'Amministrazione è tenuta ad esaminare ed alle conseguenti difficoltà organizzative, peraltro neppure rappresentate in causa dall'Amministrazione, atteso che il fondamento della liquidazione delle spese di lite non è una valutazione di colpevolezza
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dell'Ente ma il fatto oggettivo della soccombenza ovvero dell'inadempimento dell'obbligato; diversamente il processo non garantirebbe ai ricorrenti la reintegrazione totale dei diritti fatti valere in giudizio e quanto questi avrebbero ottenuto con la cooperazione spontanea dell'obbligato. Anche la giurisprudenza amministrativa - peraltro in una cornice normativa che conferiva al giudice una maggiore discrezionalità stante la più ampia nozione dei “giustificati motivi” rispetto alle “gravi ed eccezionali ragioni” a cui occorre fare riferimento (Corte Cost. 77/2018) ha affermato che “la rilevante mole di lavoro gravante sugli uffici competenti – in quanto postulata dal come fatto notorio, ma non supportata da alcuna considerazione Pt_4
dell'Amministrazione in ordine all'entità, alla natura transitoria della sproporzione tra mezzi impiegabili e risultati attesi, agli interventi per porvi rimedio, o all'esperimento di forme di comunicazione ed informazione all'istante sullo stato del procedimento – non possa ritenersi elemento di per sé sufficiente a giustificare il comportamento dell'Amministrazione (…) altrimenti, l'inerzia dell'Amministrazione finirebbe per essere, almeno ai fini della condanna alle spese processuali, sempre e comunque giustificata” (cfr. Cons. St. Sez. III n. 3682/2014)” (Cons. Stato, 643/2016).
Si deve pertanto escludere, sulla base del principio di causalità e di soccombenza, a fondamento dell'art. 91 c.p.c., che i ricorrenti possano essere gravati delle spese di lite sostenute per agire in giudizio per eventuali inefficienze dell'Amministrazione, agli stessi non imputabili, ma derivanti dallo stesso assetto normativo, che disciplina i tempi del procedimento che la P.A. è tenuta a garantire ed all'organizzazione che l'Amministrazione stessa si è data per l'esame delle domande in via amministrativa e che è tenuta ad adeguare rispetto al flusso di domande, nel rispetto dei principi di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa ex art. 97 Cost..
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Neppure può darsi rilievo alla mancata costituzione in giudizio del CP_3
trattandosi di comportamento neutro che non implica il riconoscimento del diritto e che dimostra invero la necessità dei ricorrenti di utilizzare la via giudiziaria in considerazione dell'inerzia, delle difficoltà e dei tempi del procedimento amministrativo.
I compensi possono essere liquidati con applicazione dei parametri di cui al DM
147/2022 (indeterminabile – complessità bassa), valori minimi per la fase di studio ed introduttiva, in ragione della serialità del contenzioso e dell'effettiva attività difensiva svolta, anche in considerazione della mancata costituzione da parte dell'Amministrazione.
P.Q.M.
Il Tribunale di Firenze, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando,
• dichiara la contumacia del;
Controparte_3
accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che:
nato a [...], (SP), Brasile, il 13.01.1994, (C.F. CPF. Parte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._1
(SP), Brasile;
nato a [...], (SP), Brasile, il 30.01.1998, (C.F. CPF. Controparte_1
), e residente in [...], 52, Bairro Vila Dom Pedro I, San Paolo, C.F._2
(SP), Brasile;
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nato a [...], (SP), Brasile, il 22.12.1987, (C.F. Controparte_2
CPF. 359.320.438-06), e residente in [...], 16, Apto 141, Bairro
Santa Therezinha, Sao Bernardo Do Campo, (SP), Brasile
sono cittadini italiani iure sanguinis;
• ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile Controparte_3
competente, di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
• condanna il a rifondere a parte attrice le spese di lite del Controparte_3
presente giudizio, che liquida in € 1.452,00 per compensi oltre € 545,00 per esborsi e spese generali nella misura del 15%, IVA e CPA come per legge.
• Si comunichi,
Firenze, 24 Gennaio 2025
Il Giudice
Dott. Massimiliano Sturiale
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