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Sentenza 5 dicembre 2025
Sentenza 5 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Roma, sentenza 05/12/2025, n. 17098 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Roma |
| Numero : | 17098 |
| Data del deposito : | 5 dicembre 2025 |
Testo completo
r.g. 18368/2025
Repubblica Italiana
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
Sezione I Civile
composto dai sig.ri magistrati: dott.ssa RT NZ Presidente dott.ssa Cecilia Pratesi Giudice dott. ssa AN MO Giudice relatore ha emesso la seguente
SENTENZA
nella causa civile di primo grado iscritta al n.18368 del Ruolo Generale degli Affari
Contenziosi dell'anno 2025 vertente
TRA
(C.F.: ), rappresentato Parte_1 C.F._1
e difeso dall'Avv. Giovanni Guercio, giusta delega in atti;
ricorrente e
PUBBLICO MINISTERO presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Roma
OGGETTO: mutamento di sesso
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il presente giudizio ha ad oggetto la domanda , celibe Parte_1
e senza figli, affetto da incongruenza di genere, di autorizzazione al trattamento
medico-chirurgico per l'adeguamento dei suoi caratteri sessuali a quelli femminili, di
rettifica dell'attribuzione del sesso da maschile a femminile e di modifica del prenome.
A sostegno della domanda, parte ricorrente ha dedotto che: Parte_1
ha manifestato, sin dall'infanzia, una sua natura psicologica e
[...]
comportamentale tipicamente femminile;
come risulta dalla relazione psico - r.g. 18368/2025
sessuale del SAIFIP, presso l'Azienda Ospedaliera del San Camillo Forlanini, parte ricorrente è affetta da incongruenza di genere;
ha Parte_1
assunto terapia ormonale femminilizzante da oltre tre anni e, pertanto, ha un aspetto esteriore totalmente femminile, come da relazione del Policlinico Umberto
I di Roma.
Tanto premesso, la domanda è fondata e merita accoglimento per le ragioni che seguono.
E' stata, infatti, raggiunta la prova della serietà ed univocità del percorso scelto e della conseguente possibilità di riconoscere a tale percorso il crisma della irreversibilità.
Invero, la diagnosi di incongruenza di genere, la terapia ormonale alla quale parte ricorrente si è sottoposta per anni, pur nella consapevolezza dei rischi a essa connessi, l'esito del percorso di transizione (da un lato assenza di ripensamenti e/o paure e dall'altro lato rafforzamento del desiderio di rendere "reale" l'identità del sesso psicologico) dimostrano la già consolidata convinzione di parte ricorrente di appartenenza al genere femminile.
Quanto, invece, alla domanda di autorizzazione a sottoporsi a intervento chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali, va osservato che la Corte
Costituzionale, con sentenza n. 143 del 2024, ha dichiarato “l'illegittimità
costituzionale dell'art. 31, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.
150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del Tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso”.
In particolare, con detta pronuncia, la Consulta ha sottolineato l'irragionevolezza,
ai sensi dell'art. 3 Cost., del regime autorizzatorio alla luce dell'evoluzione r.g. 18368/2025
giurisprudenziale, che esclude che le modificazioni sessuali richieste ai fini della rettificazione anagrafica del sesso debbano essere necessariamente ottenute attraverso un trattamento medico-chirurgico di adeguamento ritenendo, invece,
sufficiente, agli effetti della rettificazione, l'accertamento dell'“intervenuta oggettiva transizione dell'identità di genere, emersa nel percorso seguito dalla persona interessata.” (v. sentenza della Corte costituzionale n. 180 del 2017),
percorso che può compiersi già mediante trattamenti ormonali e sostegno psicologico-comportamentale, tanto che l'autorizzazione in questione “mostra di aver perduto ogni ragion d'essere al cospetto di un percorso di transizione già
sufficientemente avanzato” (v. sentenza della Corte costituzionale n. 143 del 2024).
Sulla scorta di siffatta pronuncia di incostituzionalità, avendo il Tribunale
acclarato l'avvenuta modifica dei caratteri sessuali secondari che giustifica l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione del sesso, va dichiarato il non luogo a provvedere sulla domanda di autorizzazione al trattamento chirurgico, trattamento che non necessita di autorizzazione giudiziale,
nulla ostando in tal senso.
Non si perviene alla regolamentazione delle spese di lite tra le parti, non sussistendo una conflittualità di posizioni con la parte resistente.
P.Q.M.
Il Tribunale di Roma, definitivamente pronunciando nella causa civile di cui in epigrafe e nel contraddittorio delle parti, così provvede:
accertata la condizione di incongruenza di genere di Parte_1
nato a [...] il [...] il sesso femminile ed il nome Per_1
DICHIARA il non luogo a provvedere sulla domanda di autorizzazione all'intervento chirurgico, per l'adeguamento dei suoi caratteri sessuali a quelli femminili;
ORDINA al competente Ufficiale di Stato Civile di effettuare la rettificazione nel relativo registro, nelle parti relative al genere e al nome e di porre in essere tutti gli ulteriori adempimenti necessari;
r.g. 18368/2025
NULLA sulle spese.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione alle parti
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 24.11.2025
Il Giudice estensore La Presidente
AN MO RT NZ
Repubblica Italiana
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
Sezione I Civile
composto dai sig.ri magistrati: dott.ssa RT NZ Presidente dott.ssa Cecilia Pratesi Giudice dott. ssa AN MO Giudice relatore ha emesso la seguente
SENTENZA
nella causa civile di primo grado iscritta al n.18368 del Ruolo Generale degli Affari
Contenziosi dell'anno 2025 vertente
TRA
(C.F.: ), rappresentato Parte_1 C.F._1
e difeso dall'Avv. Giovanni Guercio, giusta delega in atti;
ricorrente e
PUBBLICO MINISTERO presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Roma
OGGETTO: mutamento di sesso
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il presente giudizio ha ad oggetto la domanda , celibe Parte_1
e senza figli, affetto da incongruenza di genere, di autorizzazione al trattamento
medico-chirurgico per l'adeguamento dei suoi caratteri sessuali a quelli femminili, di
rettifica dell'attribuzione del sesso da maschile a femminile e di modifica del prenome.
A sostegno della domanda, parte ricorrente ha dedotto che: Parte_1
ha manifestato, sin dall'infanzia, una sua natura psicologica e
[...]
comportamentale tipicamente femminile;
come risulta dalla relazione psico - r.g. 18368/2025
sessuale del SAIFIP, presso l'Azienda Ospedaliera del San Camillo Forlanini, parte ricorrente è affetta da incongruenza di genere;
ha Parte_1
assunto terapia ormonale femminilizzante da oltre tre anni e, pertanto, ha un aspetto esteriore totalmente femminile, come da relazione del Policlinico Umberto
I di Roma.
Tanto premesso, la domanda è fondata e merita accoglimento per le ragioni che seguono.
E' stata, infatti, raggiunta la prova della serietà ed univocità del percorso scelto e della conseguente possibilità di riconoscere a tale percorso il crisma della irreversibilità.
Invero, la diagnosi di incongruenza di genere, la terapia ormonale alla quale parte ricorrente si è sottoposta per anni, pur nella consapevolezza dei rischi a essa connessi, l'esito del percorso di transizione (da un lato assenza di ripensamenti e/o paure e dall'altro lato rafforzamento del desiderio di rendere "reale" l'identità del sesso psicologico) dimostrano la già consolidata convinzione di parte ricorrente di appartenenza al genere femminile.
Quanto, invece, alla domanda di autorizzazione a sottoporsi a intervento chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali, va osservato che la Corte
Costituzionale, con sentenza n. 143 del 2024, ha dichiarato “l'illegittimità
costituzionale dell'art. 31, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.
150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del Tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso”.
In particolare, con detta pronuncia, la Consulta ha sottolineato l'irragionevolezza,
ai sensi dell'art. 3 Cost., del regime autorizzatorio alla luce dell'evoluzione r.g. 18368/2025
giurisprudenziale, che esclude che le modificazioni sessuali richieste ai fini della rettificazione anagrafica del sesso debbano essere necessariamente ottenute attraverso un trattamento medico-chirurgico di adeguamento ritenendo, invece,
sufficiente, agli effetti della rettificazione, l'accertamento dell'“intervenuta oggettiva transizione dell'identità di genere, emersa nel percorso seguito dalla persona interessata.” (v. sentenza della Corte costituzionale n. 180 del 2017),
percorso che può compiersi già mediante trattamenti ormonali e sostegno psicologico-comportamentale, tanto che l'autorizzazione in questione “mostra di aver perduto ogni ragion d'essere al cospetto di un percorso di transizione già
sufficientemente avanzato” (v. sentenza della Corte costituzionale n. 143 del 2024).
Sulla scorta di siffatta pronuncia di incostituzionalità, avendo il Tribunale
acclarato l'avvenuta modifica dei caratteri sessuali secondari che giustifica l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione del sesso, va dichiarato il non luogo a provvedere sulla domanda di autorizzazione al trattamento chirurgico, trattamento che non necessita di autorizzazione giudiziale,
nulla ostando in tal senso.
Non si perviene alla regolamentazione delle spese di lite tra le parti, non sussistendo una conflittualità di posizioni con la parte resistente.
P.Q.M.
Il Tribunale di Roma, definitivamente pronunciando nella causa civile di cui in epigrafe e nel contraddittorio delle parti, così provvede:
accertata la condizione di incongruenza di genere di Parte_1
nato a [...] il [...] il sesso femminile ed il nome Per_1
DICHIARA il non luogo a provvedere sulla domanda di autorizzazione all'intervento chirurgico, per l'adeguamento dei suoi caratteri sessuali a quelli femminili;
ORDINA al competente Ufficiale di Stato Civile di effettuare la rettificazione nel relativo registro, nelle parti relative al genere e al nome e di porre in essere tutti gli ulteriori adempimenti necessari;
r.g. 18368/2025
NULLA sulle spese.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione alle parti
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 24.11.2025
Il Giudice estensore La Presidente
AN MO RT NZ