TRIB
Sentenza 24 novembre 2025
Sentenza 24 novembre 2025
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 24/11/2025, n. 8986 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 8986 |
| Data del deposito : | 24 novembre 2025 |
Testo completo
N. R.G. 8611/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO
Decima Sezione Civile
Il Tribunale, in persona del Giudice Unico, dott. Marco Carbonaro, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento civile di appello iscritto al n. R.G. 8611/2024 avente ad oggetto: rivalsa ex art. 141 cod. ass. - spese di assistenza stragiudiziale ante causam promosso da:
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. MAGGI Parte_1 P.IVA_1 TASSO GIANMARIO e TA SS, elettivamente domiciliato/a presso il/i difensore/i parte appellante contro
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. ORLANDONI Controparte_1 P.IVA_2 ANDREA, elettivamente domiciliato/a presso il/i difensore/i parte appellata per la riforma della sentenza del Giudice di Pace di Milano n. 7541/2023 depositata il 29.11.2023
CONCLUSIONI
Parte appellante
Come da foglio di p.c. depositato il 11.11.2025 e richiamato all'udienza del 19.11.2025.
Parte appellata
Come da foglio di p.c. depositato il 04.11.2025 e richiamato all'udienza del 19.11.2025.
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
Ai sensi degli articoli 132, comma 2 n. 4 c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c. la motivazione della sentenza consiste nella succinta esposizione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi.
pagina 1 di 4 A norma dell'art. 350-bis comma 3 c.p.c., la presente sentenza viene redatta in maniera sintetica e l'esame delle questioni seguirà il criterio della ragione più liquida (cfr. Cass. S.U. 9936/2014; Cass. 17214/2016).
La compagnia assicurativa esponeva di aver liquidato – quale mandataria Parte_1 in Italia di assicuratore del motoveicolo vettore tg. ER11348 – ai sensi dell'art. 141 cod. CP_2 ass. la somma di 10.452 euro a trasportato sul predetto motoveicolo, coinvolto Controparte_3 in un sinistro con l'autoveicolo tg. CD081YB, di proprietà di tale e assicurato con Controparte_4
. La somma si componeva di 8.900 euro per danno alla persona e di 1.552 per Controparte_1 onorari legali stragiudiziali.
, pertanto, chiedeva, ai sensi dell'art. 141 comma 4 cod. ass., il rimborso di tale somma Parte_1 all'assicuratore del soggetto effettivamente responsabile, cioè assicuratore dell'autovettura CP_1 della CP_4
formulava tale richiesta con PEC in data 01.03.2022 (doc. 8 primo grado) e, Parte_1 nell'inerzia di affidava poi la pratica a legale di fiducia (avv. Gianmario Maggi Tasso), il CP_1 quale inviava a in data 22.04.2022, una diffida via PEC, sollecitando il pagamento (doc. 9 CP_1 primo grado).
È pacifico che nelle settimane successive (in data non precisata ma compresa tra il 22.04.2022 e il 17.05.2022, data dell'email dell'avv. Maggi Tasso sub doc. 10 primo grado) abbia pagato CP_1 l'intera somma richiesta da , dunque riconoscendo la responsabilità esclusiva della Parte_1 propria assicurata e la congruità della somma liquidata (comprensiva di onorari legali).
A quel punto, e il suo legale si dolsero (doc. 10) del mancato pagamento, da parte di Pt_1 CP_1 delle spese per l'assistenza legale stragiudiziale prestata dall'avv. Maggi Tasso per il pagamento della somma richiesta ed estrinsecatasi nell'invio della diffida del 22.04.2022 e, pertanto, conveniva in Pt_1 giudizio, avanti al Giudice di pace di Milano, , chiedendone la condanna al pagamento, a Controparte_1 tale titolo, della somma di 1.605,03 euro.
Si costituiva, pur tardivamente, , che chiedeva il rigetto della domanda attorea. Controparte_1
Con la sentenza impugnata, il Giudice di pace di Milano rigettava la domanda, sottolineando che l'avv. Maggi Tasso, nella diffida, non aveva domandato alcunché per il proprio intervento.
impugnava la sentenza del Giudice di pace sostanzialmente con un unico complesso e Parte_1 articolato motivo, con il quale sosteneva la debenza della somma richiesta per spese di assistenza legale stragiudiziale ante causam e si doleva pertanto del rigetto della domanda da parte del Giudice di prime cure.
Si costituiva che chiedeva rigettarsi l'appello, con conferma dell'impugnata sentenza. CP_1
All'udienza del 22.10.2024 questo Giudice formulava proposta conciliativa, che veniva accettata dalla sola CP_1
Inviate, senza successo, le parti in mediazione ai sensi dell'art.
5-quater d.lgs. 28/2010, la causa, di modesta complessità, veniva infine trattenuta a decisione all'udienza del 19.11.2025 dopo discussione orale ai sensi degli articoli 350-bis e 281-sexies c.p.c.
pagina 2 di 4 La causa è matura per la decisione e l'appello è infondato, ancorché debba correggersi la motivazione del Giudice di prime cure.
La domanda di è infondata non tanto perché l'avv. Maggi Tasso non abbia chiesto Parte_1 compenso per il suo intervento nella diffida – giacché, se la parte subisce un danno emergente sub specie di spese necessarie di assistenza legale stragiudiziale e tale danno è risarcibile, il risarcimento è dovuto a prescindere che venga chiesto o meno dal legale nella diffida – ma perché, a monte, non si tratta di una voce di danno in concreto risarcibile all'odierna appellante, in quanto, nel caso di specie, trattasi di attività di assistenza legale stragiudiziale non necessaria e superflua, sicché non può essere riversata sul soggetto debitore.
Osserva, infatti, il Tribunale che l'appellante formula la prima richiesta di pagamento a in data CP_1 01.03.2022.
Dopo circa 50 giorni interviene l'avv. Maggi Tasso con la diffida – unica attività documentata, insieme naturalmente al previo connesso studio della pratica, in cui si è esplicata l'assistenza legale stragiudiziale – senza, tuttavia, che avesse rifiutato o contestato la richiesta di CP_1 Pt_1 era semplicemente rimasta inerte, in quanto presumibilmente era in corso l'attività di CP_1 valutazione e istruzione della pratica.
Si consideri, infatti, che notiziò della pratica per la prima volta proprio l'01.03.2022 Pt_1 CP_1
(cfr. doc. 8 che riporta “prima comunicazione”), trasmettendo in quell'occasione “copia della documentazione a supporto della posizione di cui in oggetto”, dunque la documentazione (verosimilmente CAI, documentazione medica, relazione medico legale, etc. di cui ai doc.
2-5 primo grado) necessaria per consentire a di valutare la congruità del danno liquidato. CP_1
È dunque evidente che abbisognasse di un certo tempo per istruire la pratica, valutarla e CP_1 decidere se condividere o meno la quantificazione del danno operata da e, in caso positivo, Pt_1 rimborsare le somme pagate da al terzo trasportato ai sensi dell'art. 141 cod. ass. Pt_1
L'intervento di un legale per una diffida e un sollecito a soli 50 giorni dalla prima richiesta (dunque un tempo inferiore, ad esempio, anche al termine previsto dall'art. 148 comma 2 cod. ass.), seppur chiaramente legittimo, non può qualificarsi come necessario né giustificato né utile, come dimostra il fatto che ha poi pagato la somma, senza nemmeno dare riscontro alla diffida del legale. CP_1
Il fatto che abbia pagato dopo l'intervento del legale non consente di porre il pagamento in CP_1 connessione causale con l'intervento del consulente;
il mero dato cronologico non è sufficiente. Diverso sarebbe stato se avesse contestato o rifiutato il pagamento e poi avesse mutato avviso CP_1 dopo l'intervento del legale. Ma nel caso di specie, ha semplicemente istruito la pratica in un CP_1 tempo di circa due mesi, che appare del tutto ragionevole, e ha poi provveduto al pagamento.
La spesa sostenuta da per il pagamento del consulente legale non si configura dunque come spesa Pt_1 necessaria per il recupero del suo credito e l'intervento del legale non si configura come intervento giustificato e utile ex ante, il cui costo dunque potrebbe assurgere a voce di danno risarcibile.
È sufficiente richiamare i principi di diritto consolidati secondo cui “l'assistenza stragiudiziale (e, quindi, la corrispondente spesa) può ritenersi necessaria/giustificata/utile in funzione dell'esercizio stragiudiziale del diritto al risarcimento (cfr. in particolare la sentenza n. 16990/2017 delle Sezioni Unite) secondo una valutazione ex ante (rapportata alla presumibile esperienza e/o conoscenza tecnica pagina 3 di 4 e legale del danneggiato e non a quella qualificata del professionista), che tenga conto della particolarità del caso concreto.” (Cass. 37477/2022).
Orbene, ex ante e considerato che nel caso di specie il “danneggiato” era la compagnia assicurativa appellante che chiedeva il rimborso ad un'altra compagnia assicurativa, l'assistenza stragiudiziale dell'avv. Maggi Tasso per l'invio di una diffida, a soli 50 giorni dall'invio della prima richiesta, non può ritenersi necessaria e giustificata risultando bensì superflua, poiché poteva ragionevolmente Pt_1 attendere ancora per qualche settimana il termine dell'istruttoria di ovvero sollecitare essa CP_1 stessa, operatrice economica altamente qualificata, il pagamento della somma.
Ne consegue, dunque, che il costo resta a carico del cliente e non può costituire voce di danno da riversare sul soggetto debitore della sorte capitale.
L'appello è pertanto rigettato, con conferma dell'impugnata sentenza di rigetto della domanda di parte attrice, pur con motivazione emendata ed integrata.
Le spese del presente grado sono poste a carico di parte appellante soccombente e sono liquidate, in applicazione dei parametri generali e degli importi previsti dal D.M. 55/2014 (e succ. mod.) per le cause di valore compreso tra 1.100 e 5.200 euro (in base al petitum), nella misura di cui al dispositivo, con esclusione della fase istruttoria non svoltasi.
In virtù del rigetto dell'appello, sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte appellante, di un'ulteriore somma pari all'importo del contributo unificato, ai sensi dell'art. 13 comma 1-quater DPR 115/2002.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, contrariis reiectis,
RIGETTA l'appello e, per l'effetto,
CONFERMA la sentenza impugnata del Giudice di pace di Milano n. 7541 del 2023, con integrale rigetto della domanda di Coris Assistance 24 ore SpA;
CONDANNA a rimborsare a le spese di lite del Parte_1 Controparte_1 presente grado, che si liquidano in complessivi euro 1.000 per compensi (euro 250 per fase di studio;
euro 250 per fase introduttiva ed euro 500 per fase decisionale), oltre 15% per spese generali forfetarie, imposte e contributi previdenziali di legge;
DICHIARA che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte appellante
[...]
, di un'ulteriore somma pari all'importo del contributo unificato, ai sensi dell'art. Parte_1 13 comma 1-quater DPR 115/2002.
Così deciso in Milano, il 21 novembre 2025
Il Giudice Marco Carbonaro
pagina 4 di 4
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO
Decima Sezione Civile
Il Tribunale, in persona del Giudice Unico, dott. Marco Carbonaro, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento civile di appello iscritto al n. R.G. 8611/2024 avente ad oggetto: rivalsa ex art. 141 cod. ass. - spese di assistenza stragiudiziale ante causam promosso da:
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. MAGGI Parte_1 P.IVA_1 TASSO GIANMARIO e TA SS, elettivamente domiciliato/a presso il/i difensore/i parte appellante contro
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. ORLANDONI Controparte_1 P.IVA_2 ANDREA, elettivamente domiciliato/a presso il/i difensore/i parte appellata per la riforma della sentenza del Giudice di Pace di Milano n. 7541/2023 depositata il 29.11.2023
CONCLUSIONI
Parte appellante
Come da foglio di p.c. depositato il 11.11.2025 e richiamato all'udienza del 19.11.2025.
Parte appellata
Come da foglio di p.c. depositato il 04.11.2025 e richiamato all'udienza del 19.11.2025.
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
Ai sensi degli articoli 132, comma 2 n. 4 c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c. la motivazione della sentenza consiste nella succinta esposizione dei fatti rilevanti della causa e delle ragioni giuridiche della decisione, anche con riferimento a precedenti conformi.
pagina 1 di 4 A norma dell'art. 350-bis comma 3 c.p.c., la presente sentenza viene redatta in maniera sintetica e l'esame delle questioni seguirà il criterio della ragione più liquida (cfr. Cass. S.U. 9936/2014; Cass. 17214/2016).
La compagnia assicurativa esponeva di aver liquidato – quale mandataria Parte_1 in Italia di assicuratore del motoveicolo vettore tg. ER11348 – ai sensi dell'art. 141 cod. CP_2 ass. la somma di 10.452 euro a trasportato sul predetto motoveicolo, coinvolto Controparte_3 in un sinistro con l'autoveicolo tg. CD081YB, di proprietà di tale e assicurato con Controparte_4
. La somma si componeva di 8.900 euro per danno alla persona e di 1.552 per Controparte_1 onorari legali stragiudiziali.
, pertanto, chiedeva, ai sensi dell'art. 141 comma 4 cod. ass., il rimborso di tale somma Parte_1 all'assicuratore del soggetto effettivamente responsabile, cioè assicuratore dell'autovettura CP_1 della CP_4
formulava tale richiesta con PEC in data 01.03.2022 (doc. 8 primo grado) e, Parte_1 nell'inerzia di affidava poi la pratica a legale di fiducia (avv. Gianmario Maggi Tasso), il CP_1 quale inviava a in data 22.04.2022, una diffida via PEC, sollecitando il pagamento (doc. 9 CP_1 primo grado).
È pacifico che nelle settimane successive (in data non precisata ma compresa tra il 22.04.2022 e il 17.05.2022, data dell'email dell'avv. Maggi Tasso sub doc. 10 primo grado) abbia pagato CP_1 l'intera somma richiesta da , dunque riconoscendo la responsabilità esclusiva della Parte_1 propria assicurata e la congruità della somma liquidata (comprensiva di onorari legali).
A quel punto, e il suo legale si dolsero (doc. 10) del mancato pagamento, da parte di Pt_1 CP_1 delle spese per l'assistenza legale stragiudiziale prestata dall'avv. Maggi Tasso per il pagamento della somma richiesta ed estrinsecatasi nell'invio della diffida del 22.04.2022 e, pertanto, conveniva in Pt_1 giudizio, avanti al Giudice di pace di Milano, , chiedendone la condanna al pagamento, a Controparte_1 tale titolo, della somma di 1.605,03 euro.
Si costituiva, pur tardivamente, , che chiedeva il rigetto della domanda attorea. Controparte_1
Con la sentenza impugnata, il Giudice di pace di Milano rigettava la domanda, sottolineando che l'avv. Maggi Tasso, nella diffida, non aveva domandato alcunché per il proprio intervento.
impugnava la sentenza del Giudice di pace sostanzialmente con un unico complesso e Parte_1 articolato motivo, con il quale sosteneva la debenza della somma richiesta per spese di assistenza legale stragiudiziale ante causam e si doleva pertanto del rigetto della domanda da parte del Giudice di prime cure.
Si costituiva che chiedeva rigettarsi l'appello, con conferma dell'impugnata sentenza. CP_1
All'udienza del 22.10.2024 questo Giudice formulava proposta conciliativa, che veniva accettata dalla sola CP_1
Inviate, senza successo, le parti in mediazione ai sensi dell'art.
5-quater d.lgs. 28/2010, la causa, di modesta complessità, veniva infine trattenuta a decisione all'udienza del 19.11.2025 dopo discussione orale ai sensi degli articoli 350-bis e 281-sexies c.p.c.
pagina 2 di 4 La causa è matura per la decisione e l'appello è infondato, ancorché debba correggersi la motivazione del Giudice di prime cure.
La domanda di è infondata non tanto perché l'avv. Maggi Tasso non abbia chiesto Parte_1 compenso per il suo intervento nella diffida – giacché, se la parte subisce un danno emergente sub specie di spese necessarie di assistenza legale stragiudiziale e tale danno è risarcibile, il risarcimento è dovuto a prescindere che venga chiesto o meno dal legale nella diffida – ma perché, a monte, non si tratta di una voce di danno in concreto risarcibile all'odierna appellante, in quanto, nel caso di specie, trattasi di attività di assistenza legale stragiudiziale non necessaria e superflua, sicché non può essere riversata sul soggetto debitore.
Osserva, infatti, il Tribunale che l'appellante formula la prima richiesta di pagamento a in data CP_1 01.03.2022.
Dopo circa 50 giorni interviene l'avv. Maggi Tasso con la diffida – unica attività documentata, insieme naturalmente al previo connesso studio della pratica, in cui si è esplicata l'assistenza legale stragiudiziale – senza, tuttavia, che avesse rifiutato o contestato la richiesta di CP_1 Pt_1 era semplicemente rimasta inerte, in quanto presumibilmente era in corso l'attività di CP_1 valutazione e istruzione della pratica.
Si consideri, infatti, che notiziò della pratica per la prima volta proprio l'01.03.2022 Pt_1 CP_1
(cfr. doc. 8 che riporta “prima comunicazione”), trasmettendo in quell'occasione “copia della documentazione a supporto della posizione di cui in oggetto”, dunque la documentazione (verosimilmente CAI, documentazione medica, relazione medico legale, etc. di cui ai doc.
2-5 primo grado) necessaria per consentire a di valutare la congruità del danno liquidato. CP_1
È dunque evidente che abbisognasse di un certo tempo per istruire la pratica, valutarla e CP_1 decidere se condividere o meno la quantificazione del danno operata da e, in caso positivo, Pt_1 rimborsare le somme pagate da al terzo trasportato ai sensi dell'art. 141 cod. ass. Pt_1
L'intervento di un legale per una diffida e un sollecito a soli 50 giorni dalla prima richiesta (dunque un tempo inferiore, ad esempio, anche al termine previsto dall'art. 148 comma 2 cod. ass.), seppur chiaramente legittimo, non può qualificarsi come necessario né giustificato né utile, come dimostra il fatto che ha poi pagato la somma, senza nemmeno dare riscontro alla diffida del legale. CP_1
Il fatto che abbia pagato dopo l'intervento del legale non consente di porre il pagamento in CP_1 connessione causale con l'intervento del consulente;
il mero dato cronologico non è sufficiente. Diverso sarebbe stato se avesse contestato o rifiutato il pagamento e poi avesse mutato avviso CP_1 dopo l'intervento del legale. Ma nel caso di specie, ha semplicemente istruito la pratica in un CP_1 tempo di circa due mesi, che appare del tutto ragionevole, e ha poi provveduto al pagamento.
La spesa sostenuta da per il pagamento del consulente legale non si configura dunque come spesa Pt_1 necessaria per il recupero del suo credito e l'intervento del legale non si configura come intervento giustificato e utile ex ante, il cui costo dunque potrebbe assurgere a voce di danno risarcibile.
È sufficiente richiamare i principi di diritto consolidati secondo cui “l'assistenza stragiudiziale (e, quindi, la corrispondente spesa) può ritenersi necessaria/giustificata/utile in funzione dell'esercizio stragiudiziale del diritto al risarcimento (cfr. in particolare la sentenza n. 16990/2017 delle Sezioni Unite) secondo una valutazione ex ante (rapportata alla presumibile esperienza e/o conoscenza tecnica pagina 3 di 4 e legale del danneggiato e non a quella qualificata del professionista), che tenga conto della particolarità del caso concreto.” (Cass. 37477/2022).
Orbene, ex ante e considerato che nel caso di specie il “danneggiato” era la compagnia assicurativa appellante che chiedeva il rimborso ad un'altra compagnia assicurativa, l'assistenza stragiudiziale dell'avv. Maggi Tasso per l'invio di una diffida, a soli 50 giorni dall'invio della prima richiesta, non può ritenersi necessaria e giustificata risultando bensì superflua, poiché poteva ragionevolmente Pt_1 attendere ancora per qualche settimana il termine dell'istruttoria di ovvero sollecitare essa CP_1 stessa, operatrice economica altamente qualificata, il pagamento della somma.
Ne consegue, dunque, che il costo resta a carico del cliente e non può costituire voce di danno da riversare sul soggetto debitore della sorte capitale.
L'appello è pertanto rigettato, con conferma dell'impugnata sentenza di rigetto della domanda di parte attrice, pur con motivazione emendata ed integrata.
Le spese del presente grado sono poste a carico di parte appellante soccombente e sono liquidate, in applicazione dei parametri generali e degli importi previsti dal D.M. 55/2014 (e succ. mod.) per le cause di valore compreso tra 1.100 e 5.200 euro (in base al petitum), nella misura di cui al dispositivo, con esclusione della fase istruttoria non svoltasi.
In virtù del rigetto dell'appello, sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte appellante, di un'ulteriore somma pari all'importo del contributo unificato, ai sensi dell'art. 13 comma 1-quater DPR 115/2002.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, contrariis reiectis,
RIGETTA l'appello e, per l'effetto,
CONFERMA la sentenza impugnata del Giudice di pace di Milano n. 7541 del 2023, con integrale rigetto della domanda di Coris Assistance 24 ore SpA;
CONDANNA a rimborsare a le spese di lite del Parte_1 Controparte_1 presente grado, che si liquidano in complessivi euro 1.000 per compensi (euro 250 per fase di studio;
euro 250 per fase introduttiva ed euro 500 per fase decisionale), oltre 15% per spese generali forfetarie, imposte e contributi previdenziali di legge;
DICHIARA che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte appellante
[...]
, di un'ulteriore somma pari all'importo del contributo unificato, ai sensi dell'art. Parte_1 13 comma 1-quater DPR 115/2002.
Così deciso in Milano, il 21 novembre 2025
Il Giudice Marco Carbonaro
pagina 4 di 4