TRIB
Sentenza 28 ottobre 2025
Sentenza 28 ottobre 2025
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Taranto, sentenza 28/10/2025, n. 2800 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Taranto |
| Numero : | 2800 |
| Data del deposito : | 28 ottobre 2025 |
Testo completo
Repubblica italiana
in nome del popolo italiano
Il tribunale di Taranto, sezione del lavoro, in composizione monocratica nella persona del dottor Lorenzo De Napoli, ha emesso la seguente
sentenza
nella controversia previdenziale in primo grado iscritta al n. 7551/2024
r.g., decisa nell'udienza del 28.10.2025, promossa da
, con l'avv. Marco Elia;
Parte_1
ricorrente
contro con l'avv. Maria Rosaria Papalato;
CP_1
convenuto
avente ad oggetto: malattie professionali.
Conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 26.7.2024, l'istante in epigrafe chiedeva condannarsi l' a indennizzare il danno biologico da varie malattie CP_1
professionali denunziate il 22.12.2020, ex art. 13 d.l.vo 23.2.2000 n. 38.
Costituendosi in giudizio, l' chiedeva rigettarsi la domanda. All'odierna CP_1
udienza la causa veniva oralmente discussa e decisa con la presente sentenza, letta in udienza.
1 Ragioni di fatto e di diritto della decisione
La domanda è fondata per quanto di ragione.
L'espletata consulenza tecnica di ufficio – le cui conclusioni, fondate su accurati accertamenti diagnostici e su valutazioni medico-legali congruamente motivate, devono essere condivise in quanto immuni da vizi logici e giuridici – ha infatti accertato che, tra le denunziate malattie,
solo una (discopatia lombare) ha natura professionale e determina un danno biologico permanente in misura del 6% a decorrere dalla data di presentazione della domanda amministrativa, mentre le altre non hanno natura professionale, dovendo viceversa considerarsi malattie comuni.
Ne consegue il diritto dell'istante alla erogazione dell'indennizzo in capitale previsto dall'art. 13 lett. a) d.l.vo 23.2.2000 n. 38 per le menomazioni di grado pari o superiore al 6% e inferiori al 16%.
L va pertanto condannato al pagamento del relativo importo, con CP_1
aggravio di interessi legali e rivalutazione monetaria, da riconoscersi nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412 e con decorrenza, ex art. 7
l. 11.8.1973 n. 533, dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa.
Le spese di causa seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c. e si liquidano come da dispositivo, dovendo restare poste altresì in via definitiva a carico dell quelle peritali come già liquidate. CP_1
P.q.m.
2 dichiara il diritto dell'istante all'indennizzo in capitale del danno biologico conseguente a malattia professionale nella misura del 6% e condanna l' a corrispondere in suo favore il relativo importo, oltre interessi legali CP_1
e rivalutazione monetaria dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa, nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412; rigetta nel resto la domanda;
condanna l' a rifondere all'istante le spese di CP_1
causa, liquidate in euro 1.300,00 per compensi professionali oltre r.s.f.
15%, iva e cap.
Taranto, 28.10.2025.
Il giudice dott. Lorenzo De Napoli
3
in nome del popolo italiano
Il tribunale di Taranto, sezione del lavoro, in composizione monocratica nella persona del dottor Lorenzo De Napoli, ha emesso la seguente
sentenza
nella controversia previdenziale in primo grado iscritta al n. 7551/2024
r.g., decisa nell'udienza del 28.10.2025, promossa da
, con l'avv. Marco Elia;
Parte_1
ricorrente
contro con l'avv. Maria Rosaria Papalato;
CP_1
convenuto
avente ad oggetto: malattie professionali.
Conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 26.7.2024, l'istante in epigrafe chiedeva condannarsi l' a indennizzare il danno biologico da varie malattie CP_1
professionali denunziate il 22.12.2020, ex art. 13 d.l.vo 23.2.2000 n. 38.
Costituendosi in giudizio, l' chiedeva rigettarsi la domanda. All'odierna CP_1
udienza la causa veniva oralmente discussa e decisa con la presente sentenza, letta in udienza.
1 Ragioni di fatto e di diritto della decisione
La domanda è fondata per quanto di ragione.
L'espletata consulenza tecnica di ufficio – le cui conclusioni, fondate su accurati accertamenti diagnostici e su valutazioni medico-legali congruamente motivate, devono essere condivise in quanto immuni da vizi logici e giuridici – ha infatti accertato che, tra le denunziate malattie,
solo una (discopatia lombare) ha natura professionale e determina un danno biologico permanente in misura del 6% a decorrere dalla data di presentazione della domanda amministrativa, mentre le altre non hanno natura professionale, dovendo viceversa considerarsi malattie comuni.
Ne consegue il diritto dell'istante alla erogazione dell'indennizzo in capitale previsto dall'art. 13 lett. a) d.l.vo 23.2.2000 n. 38 per le menomazioni di grado pari o superiore al 6% e inferiori al 16%.
L va pertanto condannato al pagamento del relativo importo, con CP_1
aggravio di interessi legali e rivalutazione monetaria, da riconoscersi nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412 e con decorrenza, ex art. 7
l. 11.8.1973 n. 533, dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa.
Le spese di causa seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c. e si liquidano come da dispositivo, dovendo restare poste altresì in via definitiva a carico dell quelle peritali come già liquidate. CP_1
P.q.m.
2 dichiara il diritto dell'istante all'indennizzo in capitale del danno biologico conseguente a malattia professionale nella misura del 6% e condanna l' a corrispondere in suo favore il relativo importo, oltre interessi legali CP_1
e rivalutazione monetaria dal 121° giorno successivo all'ultima domanda amministrativa, nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412; rigetta nel resto la domanda;
condanna l' a rifondere all'istante le spese di CP_1
causa, liquidate in euro 1.300,00 per compensi professionali oltre r.s.f.
15%, iva e cap.
Taranto, 28.10.2025.
Il giudice dott. Lorenzo De Napoli
3