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Sentenza 20 marzo 2025
Sentenza 20 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Velletri, sentenza 20/03/2025, n. 430 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Velletri |
| Numero : | 430 |
| Data del deposito : | 20 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI VELLETRI
SEZIONE LAVORO in persona del giudice, dott. Claudio Silvestrini, all'esito dell'udienza fissata per il 19 marzo 2025, sostituita dal deposito di note scritte ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c. (introdotto dall'art. 3, co. 10, del D. Lgs. n. 149/2022 e modificato, a decorrere dal 26 novembre 2024, dall'art. 3, co. 1, lett. i, del D. Lgs. n.
164/2024), ha pronunciato in data 19 marzo 2025, previa lettura delle note sostitutive dell'udienza depositate dalle parti costituite, la seguente
S E N T E N Z A ex art. 127-ter c.p.c. nella causa iscritta al N.R.G. 5371/2023, pendente
T R A
, Parte_1 con l'avv. LATTANZI FABRIZIO, ricorrente
E
in persona del legale rappresentante pro tempore, CP_1 con il funzionario MASTRONARDI PAOLA, convenuto
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato in data 24/10/2023 la parte ricorrente
[...]
, quale erede ed avente causa di , ha chiamato in Parte_1 Persona_1 giudizio la parte convenuta e – premessi i fatti costitutivi delle proprie domande – CP_1 ha presentato le conclusioni di cui alle pagg.
4-5 del ricorso, qui di seguito integralmente riportate e trascritte:
1) Accertato e dichiarato il diritto del ricorrente a percepire i ratei maturati e non riscossi afferenti all'indennità di accompagnamento come riconosciuto nel decreto di Omologa RG. n. 982/2022 dal
1 Tribunale di Velletri a partire dal mese di novembre 2021 fino al 06.12.2022 oltre interessi legali e rivalutazione da ogni singola scadenza e per l'effetto, CP_ 2) Condannare l' al pagamento in favore del sig. in qualità di erede della Parte_1 compianta dei ratei maturati e non riscossi dal mese di novembre 2021 fino al Persona_1
06.12.2022, oltre interessi legali dalle singole scadenze al saldo e rivalutazione monetaria;
CP_ 3) Si chiede altresì che l' venga condannata per responsabilità aggravata ai sensi dell'art. 96 cpc per la somma da determinarsi in via equitativa;
4) L'interessato si trova nelle condizioni indicate dall'art. 42 comma 11 del D.L. 269/2003 per
l'esenzione della condanna al pagamento delle spese in caso di soccombenza e si impegna altresì a comunicare eventuali variazioni di reddito che dovessero intervenire in pendenza di giudizio;
5) Ai fini dell'assoggettamento del Contributo Unificato di Iscrizione al ruolo ex. art 9 comma 1-bis,
D.P.R. 30.05.2002 n. 115, parte ricorrente dichiara che il reddito complessivo imponibile proprio e dei familiari conviventi, ai fini dell'imposta personale sul reddito risultante dall'ultima dichiarazione, non è superiore al TRIPLO dell'importo previsto dal combinato disposto degli artt. 76 e 92 e pertanto chiede di essere esonerata dal relativo versamento;
6) Con vittoria di spese, competenze e onorari da distrarsi in favore del procuratore costituito che si dichiara antistatario con la sola esclusione della soccombenza reciproca o dei gravi ed eccezionali regioni esplicitamente indicate nella motivazione ai sensi dell'art. 92 comma 2 c.p.c.
Si è costituita (tardivamente) in giudizio la parte convenuta riconoscendo la CP_1 spettanza, in capo alla parte ricorrente, del diritto alla prestazione per cui vi è causa – vale a dire l'indennità di accompagnamento ex art. 1 della L. n. 18/1980 – , rappresentando di aver provveduto, nelle more del giudizio, al pagamento degli arretrati e dei ratei correnti di tale prestazione in favore della parte ricorrente e chiedendo pertanto la declaratoria di sopravvenuta cessazione della materia del contendere.
Nelle note sostitutive dell'udienza ex art. 127-ter c.p.c. la parte ricorrente ha aderito alla richiesta di declaratoria di sopravvenuta cessazione della materia del contendere, insistendo tuttavia per la condanna della parte convenuta al pagamento delle spese di lite.
La causa, istruita con l'acquisizione dei documenti prodotti dalle parti costituite, è stata decisa in data odierna, previa lettura delle note sostitutive di udienza ex art. 127-ter c.p.c. depositate dalle medesime parti.
* * *
Essendo pacifico che l'interesse sotteso alle domande presentate dalla parte ricorrente è stato pienamente soddisfatto in sede stragiudiziale per opera della parte
2 convenuta, tramite l'attribuzione del bene della vita agognato dalla prima, va dichiarata – come richiesto da entrambe le parti processuali – la sopravvenuta cessazione della materia del contendere e la conseguente estinzione del giudizio.
Difatti la giurisprudenza ha chiarito che “La cessazione della materia del contendere costituisce, nel rito contenzioso civile, una fattispecie di estinzione del processo, creata dalla prassi giurisprudenziale e contenuta in una sentenza dichiarativa della impossibilità di procedere alla definizione del giudizio per il venir meno dell'interesse delle parti alla naturale conclusione del giudizio stesso, tutte le volte in cui non risulti possibile una declaratoria di rinuncia agli atti o di rinuncia alla pretesa sostanziale. Ne consegue l'assoluta inidoneità di detta pronuncia ad acquistare efficacia di giudicato sostanziale sulla pretesa fatta valere, potendo essa acquisire tale efficacia di giudicato sul solo aspetto del venir meno dell'interesse alla prosecuzione del processo” (Cassazione civile sez. lav. 25 marzo 2010
n. 7185; Cassazione civile sez. III 06 febbraio 2007 n. 2567).
Le spese di lite devono essere poste a carico della parte convenuta, giacché il pagamento della prestazione per cui vi è causa – avvenuto dopo i 120 giorni previsti dall'art. 445-bis c.p.c. (decorrenti dalla data di notificazione del decreto di omologa e/o di trasmissione della correlata documentazione amministrativa) e altresì dopo il deposito del ricorso giurisdizionale – implica l'ammissione, per fatti concludenti, della fondatezza delle domande presentate dapprima in sede amministrativa e poi in sede giudiziale dalla parte ricorrente.
In punto di spese di lite va ricordato che la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che “il criterio adottato dalla giurisprudenza di questa Corte a proposito della determinazione dell'ammontare delle spese di lite nei giudizi che hanno ad oggetto prestazioni previdenziali e/o assistenziali, in base al quale ai fini della determinazione del valore della causa ai fini della liquidazione delle spese di giudizio, nelle suddette controversie va applicato il criterio previsto dall'art. 13 c.p.c., comma
1 per cui, se il titolo è controverso, il valore si determina in base all'ammontare delle somme dovute per due anni (Sez. Un. 17405 del 2012); segnatamente, va data continuità alla soluzione applicativa indicata nella sentenza Cass. n. 4747 del 2018 (e successive), ove questa Corte ha stabilito che il valore della causa va individuato tra Euro 5.200,00 ed Euro 26.000,00, in tale scaglione rientrando l'ammontare di due annualità della prestazione richiesta, ed i parametri minimi stabiliti per tale scaglione”
(Cassazione civile sez. VI, 12/08/2022, n. 24809).
Le spese di lite sono pertanto liquidate nella misura di euro 1.863,50 tenendo conto
(1) delle caratteristiche, dell'urgenza e del pregio dell'attività prestata, (2) dell'importanza, della natura, delle difficoltà e del valore dell'affare, (3) delle condizioni soggettive del
3 cliente, (4) dei risultati conseguiti, (5) del numero e della complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate, nonché (6) delle previsioni di cui al D.M. n. 155/2014 emanato dal Ministero della Giustizia, da ultimo modificato dal D.M. n. 147/2022, e delle tabelle allegate al D.M. ult. cit., nella parte di esse relativa alle controversie in materia previdenza e assistenza obbligatorie, aventi valore indeterminato e nelle quali è assente la fase istruttoria, prendendo in considerazione i valori minimi ivi previsti.
In considerazione del fatto che la parte convenuta all'esito del presente CP_1 giudizio, sarà tenuta a pagare alla odierna parte ricorrente e/o al suo procuratore antistatario una somma cospicua a titolo di condanna alle spese legali, appare doveroso –
(a) in ragione dell'imputabilità del danno in tal modo prodotto alla condotta posta in essere dagli agenti di sede territoriale di Pomezia, (b) in ragione del nesso di CP_1 causalità diretta e immediata tra l'omesso tempestivo pagamento e la produzione del danno, nonché (c) in ragione della riscontrata frequenza elevatissima di episodi analoghi a quello oggetto della presente controversia (che hanno reiteratamente determinato la condanna di al pagamento di spese legali a causa dell'omesso o tardivo pagamento CP_1 delle prestazioni previdenziali o assistenziali dovute agli aventi diritto) – procedere alla trasmissione della presente sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti del Lazio, affinché questa possa verificare l'opportunità di attivare indagini volte alla esatta individuazione dei soggetti che hanno posto in essere la suddetta condotta omissiva e che hanno determinato, tramite essa, il danno all'erario, e al fine dell'eventuale attivazione di un giudizio di responsabilità amministrativa nei confronti degli stessi.
P.Q.M.
- dichiara la sopravvenuta cessazione della materia del contendere e l'estinzione del giudizio;
- condanna la parte convenuta al pagamento delle spese processuali in favore di parte ricorrente, che liquida in euro 1.863,50, oltre spese generali al 15%, IVA e CPA, da distrarsi, ove richiesto, in favore dei procuratori dichiaratisi antistatari;
- manda alla cancelleria per la trasmissione della presente sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti del Lazio.
4 Velletri, 19 marzo 2025
Il giudice dott. Claudio Silvestrini
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