TAR Palermo, sez. V, sentenza 05/02/2026, n. 360
TAR
Sentenza 5 febbraio 2026

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  • Accolto
    Proprietà dei beni

    La sentenza accoglie la domanda di accertamento della proprietà dei beni immobili in capo ai ricorrenti.

  • Accolto
    Occupazione sine titulo

    La protrazione della detenzione dei fondi da parte dell'Amministrazione procedente, una volta spirati i termini di legge, si è trasformata in occupazione sine titulo, integrando un illecito permanente. Pertanto, i beni devono essere restituiti ai legittimi proprietari, previa riduzione in pristino dello stato dei luoghi.

  • Accolto
    Danno da occupazione illegittima

    L'Amministrazione deve essere condannata al risarcimento del danno derivante dal mancato godimento del bene sino alla cessazione dell'illecito. I danni maturati anteriormente al 26 febbraio 2019 (cinque anni prima della proposizione del ricorso) sono prescritti. Il risarcimento è limitato ai danni verificatisi dal 26 febbraio 2019 e sino all'effettiva restituzione del bene. Il danno verrà determinato in via equitativa, utilizzando il criterio del 5% del valore venale dell'area per ciascun anno di occupazione rientrante nel periodo non prescritto.

  • Rigettato
    Arricchimento senza causa

    Le poste risarcitorie prescritte non possono essere riconosciute in forza della domanda subordinata ex art. 2041 c.c. in quanto difetta il carattere della residualità dello strumento di tutela ex art. 2042 c.c. I ricorrenti dispongono già di rimedi tipici e l'azione di arricchimento non può essere utilizzata per supplire a esiti sfavorevoli derivanti da prescrizione o altre preclusioni.

  • Rigettato
    Delega alla Cooperativa

    Benché il Comune abbia delegato alla Cooperativa lo svolgimento delle attività espropriative, esso è rimasto dominus del procedimento in quanto autorità espropriante. La delega non comporta il trasferimento della titolarità del potere, ma esclusivamente del suo esercizio, con la conseguenza che permane in capo al soggetto delegante un dovere di vigilanza e controllo sull'operato del delegato. Ne deriva che il Comune risponde dei fatti illeciti posti in essere dal delegato quando essi risultino resi possibili dall'omesso o insufficiente esercizio di tale potere di controllo.

  • Accolto
    Accordo di manleva convenzionale

    La clausola della convenzione stipulata tra il Comune e la Cooperativa configura un accordo di riparto convenzionale del debito nei rapporti interni tra i condebitori, in deroga alla disciplina legale di cui all’art. 2055 c.c. La Cooperativa deve quindi essere condannata a manlevare e tenere indenne il Comune da quanto quest’ultimo sarà tenuto a corrispondere ai ricorrenti.

  • Rigettato
    Prescrizione delle azioni risarcitorie e indennitarie

    L'occupazione sine titulo configura un illecito permanente, ma i danni da mancato godimento maturano giorno per giorno e sono soggetti alla prescrizione quinquennale. I danni anteriori al 26 febbraio 2019 sono prescritti. La domanda di risarcimento è accolta limitatamente al periodo non prescritto.

  • Rigettato
    Difetto di giurisdizione

    La controversia trae origine da una procedura espropriativa avviata dal Comune, con successiva occupazione del fondo disposta mediante decreto di occupazione d'urgenza. L'occupazione è avvenuta nell'ambito di un procedimento autoritativo riconducibile all'esercizio del potere espropriativo. L'occupazione sine titulo che si protragga oltre i termini di efficacia della procedura espropriativa integra un illecito permanente riconducibile, anche mediatamente, all'esercizio del potere pubblico, con conseguente devoluzione della controversia alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di espropriazione per pubblica utilità.

  • Rigettato
    Inammissibilità per residualità

    Le poste risarcitorie prescritte non possono essere riconosciute in forza della domanda subordinata ex art. 2041 c.c. in quanto difetta il carattere della residualità dello strumento di tutela ex art. 2042 c.c. I ricorrenti dispongono infatti già di rimedi tipici e l'azione di arricchimento non può essere utilizzata per supplire a esiti sfavorevoli derivanti da prescrizione o altre preclusioni.

  • Rigettato
    Infondatezza del ricorso

    Il ricorso è fondato nei termini precisati dalla sentenza, con accoglimento delle domande di restituzione, rimessione in pristino e risarcimento del danno per il periodo non prescritto.

  • Altro
    Regime interessi e rivalutazione

    La sentenza stabilisce che il risarcimento del danno da illegittima occupazione sarà determinato nella misura del 5% del valore venale dell'area per ciascun anno di occupazione maturato dal 26 febbraio 2019 e sino all'effettiva restituzione del bene, con proposta di pagamento da parte del Comune entro centoventi giorni. La sentenza non fa riferimento specifico all'art. 248, comma 4, d.lgs. n. 267/2000 per la determinazione degli interessi e della rivalutazione, ma stabilisce criteri equitativi per la quantificazione del danno.

  • Rigettato
    Legittimazione passiva

    Il Comune è rimasto dominus del procedimento in quanto autorità espropriante e risponde dei fatti illeciti posti in essere dal delegato quando essi risultino resi possibili dall'omesso o insufficiente esercizio del potere di controllo.

  • Accolto
    Manleva

    La Cooperativa deve tenere indenne il Comune da quanto quest'ultimo sarà tenuto a corrispondere ai ricorrenti.

  • Rigettato
    Difetto di giurisdizione

    La controversia rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo in materia di espropriazione per pubblica utilità.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    TAR Palermo, sez. V, sentenza 05/02/2026, n. 360
    Giurisdizione : Tribunale amministrativo regionale - Palermo
    Numero : 360
    Data del deposito : 5 febbraio 2026
    Fonte ufficiale :

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