Sentenza 4 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Roma, sez. V, sentenza 04/12/2025, n. 21903 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Roma |
| Numero : | 21903 |
| Data del deposito : | 4 dicembre 2025 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 21903/2025 REG.PROV.COLL.
N. 07323/2025 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 7323 del 2025, proposto da -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Domenico Naso, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Ministero dell'Istruzione e del Merito, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l'ottemperanza
alla sentenza n. -OMISSIS-emessa dalla Corte di Appello di Roma, Sezione Lavoro, Consigliere Relatore Dott. -OMISSIS-, resa all'esito del giudizio di cui al R.G. n. -OMISSIS-, pubblicata in data 28/10/2021, notificata in data 16/02/2025, passata in giudicato.
nonché con richiesta di fissazione della somma di denaro dovuta dall'Amministrazione resistente per ogni accertata violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato, con statuizione costituente titolo esecutivo a favore di parte ricorrente, a norma di quanto previsto alla lett. e) del comma 4 dell'art. 114 c.p.a.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione e del Merito;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2025 la dott.ssa Ida Tascone e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1.1. Con l’atto introduttivo del giudizio parte ricorrente chiede che sia data esecuzione alla sentenza in epigrafe indicata, con cui la Corte di appello di Roma, Sezione Lavoro, in accoglimento della domanda, ha statuito in ordine alla ricostruzione di carriera della stessa con inquadramento “dal 4.1.2012 nella terza fascia stipendiale 9-14 anni, con la qualifica di assistente tecnico e con anzianità maturata di anni 10 e mesi 7 e giorni 24” condannando il Ministero resistente “a pagare ad -OMISSIS- la somma di € 11.587,20, a titolo di arretrati maturati dal 4/1/2013 al 7/1/2019, oltre ai soli interessi legali dalle singole scadenze al saldo [nonché..] un aumento di € 105,75 sullo stipendio mensile, corrispondente al nuovo inquadramento, a decorrere dall’8 gennaio 2019, con interessi legali dalla maturazione al saldo” .
1.2. La sentenza della Corte di appello di Roma – Sezione Lavoro n. -OMISSIS-pubblicata il 28 ottobre 2021, veniva notificata in data 16 febbraio 2025 al Ministero e ne veniva certificato il passaggio in giudicato in data 10 giugno 2025.
1.3. La parte ricorrente ha rappresentato nel presente giudizio che l’amministrazione soccombente, nel giudizio svoltosi dinanzi al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, non ha ottemperato nemmeno parzialmente alla suddetta pronuncia, rispetto alla quale risulta inadempiente.
2. La parte ricorrente, con la proposizione del presente ricorso ha esperito l’azione di ottemperanza ai sensi dell’art. 112 e ss. c.p.a., lamentando l’inerzia del Ministero dell’istruzione e del merito nell’esecuzione della sentenza della Corte di appello di Roma, passata in giudicato.
La parte ricorrente, quindi, ha chiesto tanto l’accertamento dell’inottemperanza della amministrazione resistente, quanto la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia nell’esecuzione della predetta sentenza.
2.1. Il Ministero dell’istruzione e del merito si costituiva in giudizio solo formalmente.
2.2. All’udienza camerale del 19 novembre 2025 la causa veniva discussa e poi trattenuta in decisione.
3. Il Collegio ritiene che il ricorso in esame sia meritevole di accoglimento atteso che il Ministero non ha fornito nell’ambito del presente giudizio alcun elemento dal quale desumere che sia stata data esecuzione alla citata sentenza della Corte di appello di Roma, passata in giudicato. Infatti, in considerazione del fatto che l’amministrazione pur essendosi costituita in giudizio non ha spiegato alcuna difesa, risultano non contestati tra le parti i fatti rappresentati dalla ricorrente in ordine al mancato pagamento, da parte dell’amministrazione ministeriale, delle somme liquidate con la sentenza di cui in questa sede si chiede l’ottemperanza.
3.1. Nel caso di specie, pertanto, l’inerzia del Ministero dell’istruzione e del merito integra il presupposto dell’inottemperanza (cfr., di recente, Cons. Stato, sez. II, sent. n. 5072 del 22 maggio 2023).
3.2. Giova evidenziare che la giurisprudenza amministrativa ha affermato che “ Il giudizio di ottemperanza, infatti, ha lo scopo di far conseguire al ricorrente vittorioso gli effetti favorevoli della pronuncia giurisdizionale illegittimamente negati dall’amministrazione con un comportamento – apertamente o velatamente – omissivo, incombendo l’obbligo dell’amministrazione di conformarsi ad essa e consistendo il contenuto di tale obbligo nell’attuazione di quel risultato pratico, tangibile, riconosciuto come giusto e necessario dal giudice (Corte Cost., 8 settembre 1995, n. 419). L’oggetto del giudizio di ottemperanza consiste, appunto, nella verifica della corretta attuazione del giudicato (art. 34, co. 1, lett. e, art. 112, co. 1, c.p.a.; v. Cons. Stato, Ad. Plen., 10 aprile 2012, n. 2) e, quindi, nella verifica se il soggetto obbligato ad eseguire la sentenza vi abbia o meno dato puntuale esecuzione (Cons. Stato, sez. VI, 21 dicembre 2011, n. 6773; sez. IV, 15 novembre 2010, n. 8053), essendo l’amministrazione, in via generale, sempre tenuta ad eseguire il giudicato e non potendo per nessuna ragione, di ordine pubblico, di opportunità amministrativa o di difficoltà pratica (ad es., difficoltà economiche e finanziarie), sottrarsi a tale obbligo, non avendo in proposito alcuna discrezionalità per quanto concerne l’an ed il quando, ma al più una limitata discrezionalità per ciò che concerne il quomodo (Cons. St., sez. IV, 7 maggio 2002, n. 2439)” (cfr. Cons. Stato, sez. IV, sent. n. 658 del 9 febbraio 2015).
3.3. Nel caso di specie, la puntuale verifica da parte del Collegio dell’esatto adempimento dell’amministrazione ministeriale resistente all’obbligo di conformarsi al dictum giudiziale recato dalla sentenza ottemperanda ha dato esito negativo, stante l’inerzia del Ministero resistente nei termini sopra indicati.
4. Il Collegio, per le suddette ragioni, accoglie il ricorso in esame e ordina al Ministero dell’istruzione e del merito di dare esatta esecuzione alla citata sentenza della Corte di appello di Roma, passata in giudicato, riconoscendo:
L’inquadramento della ricorrente, dal 4.1.2012, nella terza fascia stipendiale 9-14 anni, con la qualifica di assistente tecnico e con anzianità maturata di anni 10 e mesi 7 e giorni 24;
Il pagamento, in favore della ricorrente, della somma di € 11.587,20, a titolo di arretrati maturati dal 4/1/2013 al 7/1/2019, oltre ai soli interessi legali dalle singole scadenze al saldo;
Il pagamento, in favore della ricorrente, di un aumento di € 105,75 sullo stipendio mensile, corrispondente al nuovo inquadramento, a decorrere dall’8 gennaio 2019, con interessi legali dalla maturazione al saldo;
nonché € 150,00 per il contributo unificato per il presente giudizio, sempre che le stesse somme non siano già state corrisposte.
In particolare, il Ministero dell’istruzione e del merito dovrà dare esecuzione alla anzidetta sentenza entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione della presente sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore.
5. Il Collegio, in accoglimento della richiesta avanzata dalla parte ricorrente, ritiene di stabilire che, alla scadenza del suddetto termine di trenta giorni, in caso di perdurante inerzia del Ministero dell’istruzione e del merito si insedi il Commissario ad acta individuato, sin da ora, nel Direttore Generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero dell’istruzione e del merito, senza diritto al compenso e con facoltà di delega ad altro dirigente o funzionario, anche al di fuori della propria Direzione Generale.
Il Commissario ad acta dovrà provvedere ad istanza di parte entro i successivi ulteriori trenta giorni, salvo preliminare verifica dell’adempimento da parte del Ministero dell’istruzione e del merito, ancorché successivo al termine assegnato da questo giudice.
6. Con riferimento alla richiesta di fissazione di astreinte , ritiene il Collegio che il ritardo maturato dal Ministero nella corresponsione delle somme dovute giustifichi la condanna dell’Amministrazione resistente ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e) c.p.a.
Tuttavia, le penalità devono essere fatte decorrere dal giorno in cui si verificherà l’eventuale inottemperanza dell’amministrazione ai termini assegnati in dispositivo e deve essere commisurata, stante il disposto dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., agli interessi legali sulla somma complessivamente dovuta.
7. Le spese di giudizio seguono il criterio della soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini di cui in motivazione e, per l’effetto:
- ordina al Ministero dell’Istruzione e del Merito di dare esecuzione, nel termine di trenta giorni dalla notificazione della presente pronuncia o dalla sua comunicazione, se anteriore, alla sentenza della Corte di appello di Roma, passata in giudicato;
- dispone che, in caso di persistente inerzia del Ministero dell’Istruzione e del Merito, protrattasi oltre il predetto termine di trenta giorni, all’esecuzione provveda, nel termine di ulteriori trenta giorni, in qualità di Commissario ad acta, il Direttore Generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero dell’istruzione e del merito, senza diritto al compenso e con facoltà di delega ad altro dirigente o funzionario, anche al di fuori della propria Direzione Generale;
- condanna l’Amministrazione resistente ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e) c.p.a., al pagamento della penalità di mora in caso di ritardo nell’esecuzione nei termini specificati in motivazione;
- condanna, altresì, l’Amministrazione medesima al pagamento delle spese di giudizio in favore della parte ricorrente, con distrazione a favore del procuratore antistatario, che liquida nella misura di € 1.000,00 (mille/00), oltre accessori e rimborso del contributo unificato se dovuto.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2025 con l'intervento dei magistrati:
CA OI, Presidente
Ida Tascone, Referendario, Estensore
Francesco Baiocco, Referendario
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| Ida Tascone | CA OI |
IL SEGRETARIO
In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.