TAR Roma, sez. V, sentenza 29/01/2026, n. 1720
TAR
Sentenza 29 gennaio 2026

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  • Rigettato
    Violazione artt. 27 e 97 Cost., art. 9 L. 91/1992, artt. 1 e 3 L. 241/1990, principio di proporzionalità, difetto di istruttoria e motivazione, carenza presupposti, travisamento fatti, illogicità, ingiustizia grave e manifesta

    Il Collegio ritiene che il Ministero abbia legittimamente esercitato il potere discrezionale, motivando il diniego in ragione delle plurime vicende penali a carico del figlio, ritenute sintomatiche di una mancata integrazione e adesione alle regole sociali. La valutazione dei precedenti penali dei familiari è legittima in quanto l'acquisto della cittadinanza comporta benefici indiretti per gli stessi e l'Amministrazione deve verificare la coincidenza dell'interesse pubblico. I precedenti penali del figlio non sono di lieve entità e denotano insensibilità alle regole dello Stato ospitante, giustificando un giudizio di inaffidabilità e non compiuta integrazione.

  • Rigettato
    Violazione artt. 27 e 97 Cost., art. 9 L. 91/1992, artt. 1 e 3 L. 241/1990, artt. 19 e 30 d.lgs. 286/1998, principio di proporzionalità, difetto di istruttoria e motivazione, carenza presupposti, travisamento fatti, illogicità, sviamento, ingiustizia grave e manifesta

    Il Collegio ritiene che il Ministero abbia legittimamente esercitato il potere discrezionale, motivando il diniego in ragione delle plurime vicende penali a carico del figlio, ritenute sintomatiche di una mancata integrazione e adesione alle regole sociali. La valutazione dei precedenti penali dei familiari è legittima in quanto l'acquisto della cittadinanza comporta benefici indiretti per gli stessi e l'Amministrazione deve verificare la coincidenza dell'interesse pubblico. I precedenti penali del figlio non sono di lieve entità e denotano insensibilità alle regole dello Stato ospitante, giustificando un giudizio di inaffidabilità e non compiuta integrazione.

  • Rigettato
    Illegittimità del parere contrario

    Il parere sfavorevole della Questura, basato sul Rapporto Informativo riguardante le condanne del figlio, è stato ritenuto fondato e coerente con la valutazione complessiva dell'Amministrazione. Anche il parere della Prefettura, richiamato nel decreto ministeriale, rientra nella valutazione discrezionale dell'Amministrazione.

  • Rigettato
    Illegittimità del preavviso di diniego

    La comunicazione del preavviso di diniego è un atto dovuto del procedimento amministrativo. L'Amministrazione ha dato seguito alla comunicazione, invitando la ricorrente a produrre osservazioni, ma non ha ricevuto risposte che modificassero la valutazione ostativa.

  • Rigettato
    Illegittimità della comunicazione dei motivi ostativi

    La comunicazione dei motivi ostativi è parte integrante del procedimento amministrativo e rientra nella motivazione del provvedimento finale. Il Collegio ha ritenuto che i motivi ostativi, basati sui precedenti penali del figlio, fossero legittimamente posti a fondamento del diniego.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    TAR Roma, sez. V, sentenza 29/01/2026, n. 1720
    Giurisdizione : Tribunale amministrativo regionale - Roma
    Numero : 1720
    Data del deposito : 29 gennaio 2026
    Fonte ufficiale :

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