Sentenza 5 febbraio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Cagliari, sez. I, sentenza 05/02/2026, n. 235 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Cagliari |
| Numero : | 235 |
| Data del deposito : | 5 febbraio 2026 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 00235/2026 REG.PROV.COLL.
N. 01177/2025 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1177 del 2025, proposto da CA PA, rappresentata e difesa dagli avvocati Antonello Aucelli, Francesco Pepe, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Ministero dell'Istruzione e del Merito, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Cagliari, domiciliataria ex lege in Cagliari, via Nuoro n. 50;
per l'ottemperanza
al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Ordinario di Oristano, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 280/2023 (n. 605/2023 rg), non impugnata e passata in giudicato, come da certificazione della Cancelleria del Tribunale di Oristano del 4.4.2025.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione e del Merito;
Visto l'art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del 4 febbraio 2026 il pres. Marco UR e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. La ricorrente in epigrafe agisce dinanzi a questo TAR, ai sensi degli articoli 112 e seguenti, c.p.a., per l’ottemperanza alla sentenza suindicata, pronunciata all’esito del procedimento n.r.g. 605/2023, con la quale il Tribunale di Oristano – Sezione Civile – Lavoro – Previdenza e Assistenza ha così statuito: “ 1) in accoglimento del ricorso, accerta e dichiara che CA AN ha diritto, in relazione ai periodi e rapporti di lavoro a termine per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2022/2023, a percepire un beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la c.d. Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di cui all’art. 1, comma 121, della L. n. 107/2015, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8, d.P.C.M. 28 novembre 2016, ovvero con modalità e funzionalità analoghe, e, per l’effetto, 2) condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito, in persona del Ministro in carica pro tempore, a erogare, in favore della parte ricorrente, per i titoli e le causali di cui al capo 1) che precede e tramite accredito sulla medesima Carta, la somma di euro 2.500,00, oltre agli interessi legali dalla data di maturazione del diritto al saldo effettivo ” (sent. n. 280/2023, pubblicata il 20 dicembre 2023).
La decisione, viene precisato nel ricorso, è passata in giudicato per mancata impugnazione nei termini di legge, come da attestazione di Cancelleria in data 4 aprile 2025, prodotta in giudizio.
Alla notifica della sentenza non ha fatto seguito alcun adempimento da parte dell’Amministrazione.
Inoltre, è decorso infruttuosamente anche il termine dilatorio di 120 giorni dalla data della notifica del titolo esecutivo, avvenuta il 19 febbraio 2025, previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito in l. n. 30 del 1997 e s.m.i., il quale dispone, al comma 1, che “ 1. Le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici non economici e l'ente Agenzia delle entrate - Riscossione completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l'obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto ”.
La ricorrente ha quindi domandato a questo Tribunale di condannare l’Amministrazione intimata a dare esecuzione alla sentenza predetta, adottando tutti gli atti necessari. Ha chiesto inoltre di condannare l’Amministrazione intimata al pagamento di un’ulteriore somma di danaro a titolo di astreinte, come previsto dall’art. 114, comma 4, lett. e) del c.p.a., e, per il caso di persistente inottemperanza, ha domandato a questo Tribunale la nomina di un commissario ad acta per l’adozione in via sostitutiva degli atti e provvedimenti richiesti e necessari, e la condanna dell’Amministrazione alla rifusione delle spese di lite, con distrazione a favore dei difensori, che si sono dichiarati antistatari.
2. Il Ministero dell’istruzione e del merito si è costituito con un atto di mera forma.
3. In vista dell’udienza camerale la ricorrente ha dichiarato, con memoria depositata in data 23.1.2026, di rinunciare alla domanda proposta ai sensi dell’art. 114 c.p.a., sollevando il Collegio da qualsiasi decisione sul punto.
4. Alla udienza camerale del 4 febbraio 2026, preso atto della rinuncia alla domanda ex art. 114 c.p.a., la causa è stata discussa e quindi trattenuta in decisione.
5. Il ricorso è fondato e va accolto.
5.1. Risulta infatti dagli atti di causa che:
- la sentenza n. 280/2023, meglio indicata al p. 1, è stata notificata al Ministero dell’Istruzione e del Merito presso la sede reale in data 19 febbraio 2025. La sentenza del giudice del lavoro, oggetto della domanda di ottemperanza, è passata in giudicato, come da attestazione in atti rilasciata dalla Cancelleria del Tribunale di Oristano in data 4 aprile 2025;
- il ricorso è stato ritualmente notificato in data 5 dicembre 2025;
- risulta dunque inutilmente decorso il termine di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo ai sensi dell’art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, come convertito.
5.2. La domanda di ottemperanza va pertanto accolta, e il Ministero dell’istruzione e del merito va conseguentemente condannato - sempre che nelle more non abbia ancora ottemperato alla sentenza, il che non risulta -, a dare piena e completa esecuzione alla pronuncia in epigrafe nel termine di centoventi (120) giorni, decorrenti dalla comunicazione in via amministrativa della sentenza stessa – o dalla sua notificazione a cura di parte, se anteriore, riconoscendo il beneficio della carta elettronica del docente a favore della parte ricorrente, come indicato nella decisione del giudice del lavoro.
6. Per il caso di persistente inottemperanza alla scadenza del termine suindicato, si nomina sin da ora commissario ad acta il Responsabile pro tempore della Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, la Formazione del Personale Scolastico e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del Ministero dell’istruzione e del merito, con facoltà di delega ad altro dirigente dell’Ufficio, anche a livello territoriale (Ufficio scolastico regionale competente), il quale, a semplice richiesta della parte interessata, come organo ausiliario del giudice, porrà in essere tutti gli atti e le operazioni necessari alla esecuzione della sentenza, entro i novanta (90) giorni successivi alla richiesta della parte.
6.1. Il commissario ad acta eseguirà la sentenza in epigrafe anche ricorrendo, in caso di incapienza di fondi dell’Amministrazione soccombente, ai capitoli di bilancio destinati in maniera specifica ai pagamenti in questione, all'istituto del pagamento in conto sospeso, come disciplinato dall’art. 14, comma 2, d.l. n. 669 del 1996, come convertito, e relativi decreti attuativi.
6.2. Trattandosi di funzioni commissariali affidate ad un dipendente pubblico già inserito nella struttura dell’Amministrazione debitrice, non si darà luogo alla liquidazione di alcun compenso al predetto commissario ad acta.
7. Le spese del presente giudizio vanno poste a carico dell’Amministrazione soccombente nella misura liquidata in dispositivo, tenuto conto delle caratteristiche della controversia e, in particolare, della sua non complessità e della natura seriale del contenzioso in materia, con distrazione in favore dei procuratori dichiaratosi antistatari, oltre accessori di legge, e con rimborso del contributo unificato, ove versato.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima), definitivamente decidendo sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e, per l’effetto:
a) dispone che il Ministero dell’istruzione e del merito, in persona dell’organo competente, dia completa esecuzione alla sentenza in epigrafe nel termine di centoventi giorni dalla comunicazione della presente decisione, o dalla sua notificazione, se anteriore;
b) per il caso di persistente inadempimento del Ministero resistente, nomina quale commissario ad acta il Responsabile pro tempore della Direzione generale per gli Ordinamenti Scolastici, la Formazione del Personale Scolastico e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del Ministero dell’istruzione e del merito con facoltà di delega ad altro dirigente dell’Ufficio, anche a livello territoriale (Ufficio scolastico regionale competente), assegnando allo stesso, per l’esecuzione della sentenza, il termine di 90 giorni dal momento in cui sarà richiesto l’intervento da parte ricorrente;
c) prende atto della rinuncia alla domanda ex art. 114 c.p.a.
d) condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito a rifondere al ricorrente le spese del giudizio, che liquida in euro 600,00 (euro seicento/00), oltre agli accessori di legge e al rimborso del contributo unificato se versato, con distrazione delle spese stesse in favore dei procuratori che sono è dichiarati antistatari.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Cagliari nella camera di consiglio del giorno 4 febbraio 2026 con l'intervento dei magistrati:
Marco UR, Presidente, Estensore
Antonio Plaisant, Consigliere
Roberto Montixi, Primo Referendario
| IL PRESIDENTE, ESTENSORE |
| Marco UR |
IL SEGRETARIO