Decreto presidenziale 22 novembre 2025
Sentenza 12 febbraio 2026
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Catanzaro, sez. I, sentenza 12/02/2026, n. 281 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Catanzaro |
| Numero : | 281 |
| Data del deposito : | 12 febbraio 2026 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
N. 00281/2026 REG.PROV.COLL.
N. 01609/2025 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 1609 del 2025, proposto da:
LE IT, rappresentato e difeso dall'avvocato Gianfranco IT, con domicilio eletto presso il suo studio in Vibo Valentia, piazza Annarumma, 2;
contro
Regione Calabria, non costituita in giudizio;
nei confronti
di IT RO, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Cilurzo, Alessio PE Colistra, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia;
RI SA, rappresentato e difeso dagli avvocati Alessio Tuccini, Marco SA, con domicilio eletto presso lo studio Alessio Tuccini in Roma, via Giunio Bazzoni 3;
PE TÀ, rappresentato e difeso dagli avvocati Vincenzo Cerulli Irelli, Domenico Iofrida, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia;
ME RE, rappresentata e difesa dall'avvocato Saverio Sticchi Damiani, con domicilio digitale come da p.e.c. da Registri di Giustizia;
CO IC, NA IE, CO De IS, non costituiti in giudizio.
per l'annullamento
- degli atti preordinati e connessi al procedimento elettorale per la elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale della Calabria del 5 e 6 ottobre 2025 come contenuti ed indicati nei verbali delle operazioni dell'ufficio centrale regionale presso la Corte d'Appello di Catanzaro di proclamazione degli eletti del 23 - 31 ottobre 2025, con relativi allegati;
- dei relativi verbali di proclamazione degli eletti;
- di ogni altro atto conseguente, preordinato o connesso, ove e per quanto lesivo degli interessi del ricorrente e della collettività, per la parte in cui, nel determinare la cifra elettorale di ciascuna lista, al fine della verifica del superamento della soglia di sbarramento del 4%, è stato erroneamente ritenuto che la base di calcolo per la determinazione della percentuale di sbarramento vada ricavata dalla somma dei voti validi conseguiti dalle sole liste che hanno partecipato alla competizione elettorale, con esclusione dei voti validi conseguiti dai soli candidati presidente senza indicazione della lista.
- nella parte in cui viene erroneamente dichiarato che la lista denominata “ Noi Moderati ” ha riportato la percentuale di voti validi del 4,05% con conseguente assegnazione di due seggi consiliari non spettanti;
e per la correzione del risultato elettorale
conseguente alla esclusione della lista “ Noi Moderati ” dal riparto dei seggi, con assegnazione dei seggi alle liste che risulteranno aventi diritto dal ricalcolo effettuato, assegnazione dei seggi consiliari ai candidati consiglieri aventi diritto e, tra questi, al ricorrente da proclamarsi eletto in sostituzione di uno dei consiglieri illegittimamente proclamati.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di IT RO, di RI SA, di PE TÀ e di ME RE;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 febbraio 2026 il dott. AR AT e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
1. Il dott. LE IT -candidato nella circoscrizione elettorale centro al Consiglio regionale della Calabria nella lista “ Occhiuto Presidente ”- agisce per l’annullamento dell’esito delle elezioni tenutesi il 5 e 6 ottobre 2025 e dei verbali dell’ufficio centrale regionale di proclamazione degli eletti, nella parte in cui sono stati attributi due seggi alla lista “ Noi Moderati ”, chiedendo altresì la correzione del risultato elettorale, l’esclusione della lista “ Noi Moderati ” dal riparto dei seggi e la rideterminazione del quoziente elettorale circoscrizionale, con assegnazione di un ulteriore seggio nella circoscrizione centro alla lista “ Occhiuto Presidente ” e propria conseguente elezione a Consigliere regionale.
Il deducente espone che all’esito della consultazione elettorale sono stati attribuiti -sulla base dei dati evincibili dalla piattaforma Eligendo del Ministero dell’Interno- 792.731 voti ai candidati alla Presidenza della Regione e 759.004 preferenze alle liste.
Nell’ambito della coalizione “ Occhiuto Presidente ” la lista “ Noi Moderati ” ha ottenuto 30.613 preferenze, pari a 4,03% dei voti validi, con assegnazione di due seggi consiliari.
Il ricorrente si è collocato al secondo posto nella lista “ Occhiuto Presidente ” con 6.445 preferenze ma, nonostante tale lusinghiero risultato, in base alla ripartizione dei seggi non è stato eletto.
Sostiene quindi il deducente che la propria mancata elezione sarebbe conseguenza dell’errata assegnazione di due seggi alla lista “ Noi Moderati ”, a causa di una non corretta individuazione della soglia di sbarramento del 4% ex art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005, poiché determinata dalla somma dei voti validi conseguiti dalle sole liste, pari a 759.004, con illegittima esclusione dei voti validi ottenuti dai soli candidati a Presidente e ciò pur a fronte dell’inequivoco tenore letterale della disposizione richiamata.
In particolare, il deducente rileva che la somma dei voti alle liste e delle preferenze ai soli candidati a Presidente dà un totale di 792.731, cifra che rapportata ai 30.613 voti ottenuti da “ Noi Moderati ” determina una percentuale di 3,87, non sufficiente pertanto al raggiungimento della soglia di sbarramento del 4%.
In ragione di ciò il dott. IT il 16.10.2025 ha presentato presso l’ufficio centrale regionale della Corte d’Appello di Catanzaro una memoria, corredata da copiosa giurisprudenza, evidenziando come una corretta interpretazione letterale, sistematica e costituzionalmente orientata delle vigenti disposizioni avrebbe condotto a ritenere che la lista “ Noi Moderati ” non raggiungeva la soglia di sbarramento del 4%, così da non poter concorrere alla ripartizione dei seggi per la composizione del Consiglio regionale della Calabria.
L’ufficio centrale regionale, eseguite le verifiche di competenza, il 31.10.2025 ha tuttavia confermato l’esito sfavorevole dello spoglio nei confronti del deducente, sull’assunto che « l’art. 1 comma 3 della legge regionale n. 1/05 utilizza la formula dei “voti validi”, senza specificare se debbano computarsi anche i voti espressi solo per i candidati Presidenti » e quindi la disposizione va letta in conformità all’art. 15, comma 3, lett. b) L. n. 108/1968, che “ in termini inequivoci individua quale regola per il riparto dei seggi tra le liste quella della cifra elettorale delle sole liste circoscrizionali ”, cosicché “ il quoziente elettorale, che va individuato al fine di attribuire ad ogni lista circoscrizionale i seggi spettanti, non può che conseguire dalle cifre elettorali delle sole liste circoscrizionali ”.
Nello specifico, a seguito degli indicati controlli i voti conseguiti dalle liste circoscrizionali sono stati 758.710, di cui 30.739 della lista “ Noi Moderati ” pari al 4,05%, mentre la somma dei voti dei soli candidati a Presidente è risultata 792.723, cifra rispetto alla quale “ Noi Moderati ” conseguirebbe il 3,87%.
Il ricorrente denuncia quindi l’illegittimità degli atti di proclamazione degli eletti al Consiglio regionale per violazione degli artt. 3, 48 Cost., della L.R. n. 1/2005 e della L. n. 108/1968.
2. La Regione Calabria, regolarmente intimata, non si è costituita.
3. Si è costituito l’avv. IT RO, eletto al Consiglio regionale nella circoscrizione centro nella lista “ Noi Moderati ”.
Il controinteressato ha eccepito l’inammissibilità della domanda di annullamento degli atti di proclamazione degli eletti, potendo il deducente agire soltanto per la correzione del risultato, nonché l’inammissibilità del ricorso per mancato superamento della prova di resistenza, replicando poi nel merito alle censure.
4. Si è altresì costituita l’avv. ME RE, eletta al Consiglio regionale nella circoscrizione nord nella lista “Casa Riformista per la Calabria - Italia Viva ”.
5. TE RI SA, eletto al Consiglio regionale nella circoscrizione nord nella lista “ Noi Moderat i”, che ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione del decreto dirigenziale della Regione Calabria n. 12171 del 28.08.2025, con cui è stata affidata la stampa del materiale elettorale, con le relative istruzioni e approvazione di tutti i modelli utilizzati dagli uffici circoscrizionali, deducendo poi sull’infondatezza delle doglianze.
6. Si è infine costituito l’avv. PE TÀ, eletto al Consiglio regionale nel “ Partito Democratico ” nella circoscrizione sud, che ha prospettato l’inammissibilità del ricorso per mancato superamento della prova di resistenza e confutato nel merito le censure.
7. All’udienza pubblica dell’11 febbraio 2026, in vista della quale sono state depositate memorie di replica, la causa, previa discussione, è stata trattenuta in decisione.
8. In via preliminare si impone il vaglio dei rilievi processuali formulati dai controinteressati IT RO, RI SA e PE TÀ.
8.1. Nello specifico, da disattendere è l’eccezione, non del tutto perspicua, di inammissibilità del ricorso, nella parte in cui l’esponente ha chiesto l’annullamento degli atti di proclamazione degli eletti, potendo egli agire soltanto per la correzione del risultato, essendo un elettore.
Invero, nello sviluppo del procedimento elettorale l’atto di proclamazione degli eletti è il provvedimento finale con portata lesiva, la cui impugnazione è prescritta dall’art. 130, comma 1, c.p.a., a mente del quale “ contro tutti gli atti del procedimento elettorale successivi all'emanazione dei comizi elettorali è ammesso ricorso soltanto alla conclusione del procedimento elettorale, unitamente all'impugnazione dell'atto di proclamazione degli eletti ”.
8.2. Sempre in rito, è altresì da respingere il rilievo di inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione dei decreti e dei capitolati di approvazione dei modelli 282-AR bis /I, 282-AR bis /II, 260-I-AR e 260-AR, del decreto dirigenziale della Regione Calabria n. 12171 del 28.08.2025 e della circolare del Ministero dell’Interno n. 79 del 3.10.2025.
Per mezzo di tali atti è stata affidata la stampa del materiale elettorale, con le relative istruzioni e approvazione di tutti i modelli utilizzati dagli uffici circoscrizionali e regionali per il conteggio dei voti, l’individuazione della soglia di sbarramento e la proclamazione degli eletti, con riferimento ai modelli 282-AR bis /I e 282-AR bis /II, riguardanti, rispettivamente, il prospetto dei “ voti validi ” riportati dai gruppi di liste circoscrizionali e quello dei “ voti validi ” riportati dalle liste regionali.
Ad ogni evidenza, tuttavia, a tali atti, funzionali a disciplinare profili strettamente materiali e organizzativi del procedimento elettorale, non può essere riconosciuta alcuna dirimente valenza di provvedimenti presupposti rispetto alla determinazione di proclamazione degli eletti, risultando peraltro le censure del ricorrente incentrate sull’esatta portata interpretativa dell’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005, in stretta correlazione alla modalità di calcolo della soglia di sbarramento del 4%.
8.3. Con un’ulteriore eccezione è prospettata l’inammissibilità del ricorso per mancato superamento della prova di resistenza, poiché il riconteggio e la determinazione del diverso quoziente elettorale circoscrizionale, unilateralmente individuato dal ricorrente, non fornirebbero la sicura dimostrazione dell’attribuzione del seggio in suo favore.
Sul punto occorre osservare che dopo i controlli dell’ufficio centrale regionale sono risultati i seguenti voti: 792.723 ai candidati alla Presidenza della Regione; 758.710 alle liste circoscrizionali; 30.729 alla lista “Noi Moderati”, pari al 4,05%, con attribuzione alla stessa di due seggi consiliari.
La percentuale di sbarramento del 4% sopra indicata è ricavata dalla somma dei voti validi delle liste circoscrizionali, pari a 758.710, con esclusione di quelli ottenuti dai soli candidati a Presidente.
La somma dei voti alle liste e ai soli candidati a Presidente è invece di 792.723 e rispetto a tale parametro le 30.729 preferenze ottenute dalla lista “ Noi Moderati ” equivalgono al il 3,87% dei voti validi, cifra che si colloca al di sotto della soglia minima del 4%, determinando quindi la perdita dei due seggi allo stato invece assegnati a “ Noi Moderati ” e la diversa ripartizione dei medesimi.
Ciò chiarito ritiene il Tribunale Amministrativo che possa tuttavia prescindersi dallo scrutinio di quest’ultima eccezione e, quindi dalla verifica dell’eventuale assegnazione al ricorrente di uno degli indicati seggi, poiché il ricorso è infondato nel merito.
9. Possono pertanto essere esaminati i motivi di gravame.
9.1. Con un’unica e articolata censura, supportata da una relazione tecnica, il deducente lamenta la violazione dell’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005, per come interpretato dall’ufficio centrale regionale alla luce dell’art. 15, comma 3, lett. b) L. n. 108/1968.
Nello specifico, ad avviso del ricorrente l’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005, nel determinare la percentuale della soglia di sbarramento, reca l’inciso “ almeno il 4 per cento dei voti validi ”, il quale sul piano letterale implica che andrebbero considerati tutti i voti validamente espressi e pertanto anche quelli relativi ai soli candidati a Presidente. L’individuazione della soglia di sbarramento non potrebbe infatti prescindere dalla commisurazione del grado di rappresentatività di ciascuna lista secondo l’insieme dei voti validi, nel quale sarebbero quindi da ricomprendere le preferenze in favore dei soli candidati a Presidente, posto che la diversa conclusione favorirebbe la frammentazione della rappresentanza politica, minando ciò la governabilità della Regione.
Inoltre, la verifica del raggiungimento della soglia di sbarramento del 4% prevista dalla legge regionale non costituirebbe una fase del riparto dei seggi ma un presupposto preliminare ed esterno ad esso, volto ad individuare le liste ammesse al successivo procedimento di attribuzione dei seggi, per il quale opera l’art. 15 L. n. 108/1968, cosicché le soglie di sbarramento dell’8% e del 4% indicate nell’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005, riferite rispettivamente ai candidati a Presidente e alle liste circoscrizionali, non potrebbero che basarsi sul medesimo parametro, costituito dal complesso di tutti i voto validi.
La corretta esegesi delle disposizioni, così come prospettata, risulterebbe conforme al principio di uguaglianza del voto ex artt. 3, 48 Cost.
In tale direzione deporrebbe anche l’orientamento interpretativo di parte della giurisprudenza in materia di elezioni regionali (Consiglio di Stato, Sez. II, 9 agosto 2021, n. 5838; 28 maggio 2021, n. 4100; T.A.R. Puglia, Bari, Sez. III, 25 gennaio 2021, n. 148).
9.2. Le argomentazioni del ricorrente sono confutate dalle controparti, ad avviso delle quali non sarebbe pertinente la giurisprudenza amministrativa richiamata, poiché inerente alle elezioni regionali svoltesi in Puglia, in cui vige un distinto regime giuridico elettorale. In materia poi risulta già una pronuncia, la n. 1736/2010, del Tribunale Amministrativo, il quale ha statuito che il quoziente elettorale circoscrizionale delle elezioni regionali in Calabria debba essere individuato sulla scorta delle cifre elettorali delle sole liste circoscrizionali.
10. La domanda è da respingere, non ravvisando il Tribunale Amministrativo ragioni per discostarsi dai propri precedenti (T.A.R. Calabria, Catanzaro, Sez. I, 19 luglio 2010, nn. 1735, 1736, 1737; 21 luglio 2005, n. 1362; Consiglio di Stato, Sez. V, 15 novembre 2005, n. 124).
Per come evidenziato, la doglianza dell’esponente è incentrata su un argomento letterale -evincibile dall’inciso “ voti validi ” contenuto nell’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005- su un argomento di ordine sistematico -cioè le preferenze espresse per i soli candidati a Presidente sarebbero comunque la proiezione di una volontà politica- nonché sul richiamo ad alcune posizioni della giurisprudenza favorevoli alla tesi sostenuta nel ricorso.
Rileva quindi il Collegio che la cornice normativa della presente controversia involge l’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005 -per il quale “ Non sono ammesse al riparto dei seggi le liste circoscrizionali il cui gruppo, anche se collegato a una lista regionale che ha superato la percentuale dell’8 per cento, non abbia ottenuto, nell’intera Regione, almeno il 4 per cento dei voti validi ”- e l’art. 15, comma 3, L. n. 108/1968, secondo cui “ l’Ufficio centrale circoscrizionale: a) determina la cifra elettorale di ciascuna lista provinciale, nonché la cifra elettorale di ciascuna lista regionale. La cifra elettorale di lista è data dalla somma dei voti di lista validi, compresi quelli assegnati ai sensi del n. 2) del primo comma, ottenuti da ciascuna lista nelle singole sezioni della circoscrizione; b) procede al riparto dei seggi tra le liste in base alla cifra elettorale di ciascuna lista. A tal fine divide il totale delle cifre elettorali di tutte le liste per il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione più uno, ottenendo così il quoziente elettorale circoscrizionale; nell’effettuare la divisione trascura la eventuale parte frazionaria del quoziente. Attribuisce quindi ad ogni lista tanti seggi quante volte il quoziente elettorale risulti contenuto nella cifra elettorale di ciascuna lista ”.
10.1. Tanto chiarito, rispetto all’argomento letterale non risulta persuasivo l’assunto che la locuzione “ voti validi ” ex art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005 debba essere intesa come comprensiva sia delle preferenze assegnate alle liste in sede circoscrizionale sia di quelle indirizzate ai soli candidati a Presidente.
Invero, la portata precettiva di tale locuzione va letta con riguardo sia al dato letterale sia al complessivo regime giuridico applicabile alle elezioni regionali della Calabria, evincibile dalla L. n. 108/1968 e dalla L.R. n. 1/2005.
Nello specifico, per come sopra evidenziato l’art. 15, comma 3, lett. a), b) L. n. 108/1968 individua il quoziente elettorale circoscrizionale per il riparto dei seggi con un riferimento alla “ cifra elettorale di ciascuna lista ” circoscrizionale. Il quoziente elettorale è quindi determinato da ciascun ufficio circoscrizionale mediante la divisione del totale delle cifre elettorali di tutte le liste circoscrizionali per il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione più uno, non rinvenendosi quindi alcun riferimento alle preferenze assegnate ai soli candidati a Presidente.
Su tale presupposto letterale, l’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005 fissa al 4% la soglia di sbarramento delle liste circoscrizionali per l’ammissione al riparto dei seggi e il relativo calcolo deve conformarsi alla previsione contenuta nell’art. 15, comma 3, lett. b), L. n. 108/1968, assumendo pertanto quale parametro di riferimento i “ voti validi ” da intendersi riferiti delle sole liste circoscrizionali.
Nei casi in cui, invece, il legislatore regionale ha intesto assegnare un’ulteriore efficacia alla preferenza indicata dal cittadino, lo ha stabilito expressis verbis , per come previsto dall’art. 2, comma 2, L.R. n. 1/2005, in base al quale i consensi alle liste sono attribuiti anche al candidato a Presidente collegato ad esse.
A conferma di quanto prospettato, si osserva che i voti assegnati al solo Presidente, involgendo la governabilità della Regione, non hanno riflessi sulla costituzione del Consiglio regionale, cosicché il loro ipotetico conteggio nella individuazione della soglia di sbarramento del 4% per le liste circoscrizionali non risulterebbe funzionale alla stessa -inerente invece alla rappresentatività politica del Consiglio- e, infatti, l’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005 fissa la distinta soglia dell’8% per i candidati a Presidente e per le liste regionali ai medesimi collegati.
Alla luce della riportata interpretazione letterale e di sistema, la lettura atomistica dell’inciso “ voti validi ” propugnata dal ricorrente e comprensiva anche delle preferenze espresse in favore dei soli candidati a Presidente non è condivisibile, poiché disancorata e in palese contrasto con il complessivo tessuto normativo -costituito dal combinato disposto degli artt. 15 L. n. 108/1968 e 1, comma 3, L.R. n. 1/2005- entro cui è inserito il medesimo inciso.
In tal senso non risulta persuasiva l’interpretazione prospettata dal ricorrente, secondo cui la disciplina elettorale sarebbe basata su una scissione tra la fase della individuazione della soglia di sbarramento del 4%, disciplinata dall’art. 1, comma 3, L.R. n. 1/2005, antecedente ed esterna al procedimento di ripartizione dei seggi, regolamentato dall’art. 15, comma 3, L. n. 108/1968 e ciò in quanto tale interpretazione configura in modo artificioso due fasi in realtà non ravvisabili da una lettura integrata e coordinata delle due disposizioni.
10.2. Parimenti, non risulta persuasivo l’assunto che la preferenza accordata al solo candidato a Presidente sia espressione di una volontà politica, come tale non ignorabile in fase di individuazione della soglia di sbarramento.
Invero, seppur il voto al solo candidato a Presidente sia da considerarsi comunque proiezione di un convincimento politico dell’elettore, sebbene non riconducibile a nessuno degli schieramenti presenti nella competizione, nondimeno il legislatore regionale calabrese -discostandosi sul punto, come di seguito chiarito, dalla scelta del legislatore regionale pugliese- non ha introdotto alcuna deroga al criterio cristallizzato dal legislatore nazionale nell’art. 15, comma 3, lett. a), b) L. n. 108/1968.
A supporto di quanto finora evidenziato, torna utile il richiamo ai principi interpretativi già enunciati dal Tribunale Amministrativo in una controversia relativa alle modalità di determinazione della soglia del 4%, secondo cui la disposizione contenuta nella lett. b), comma 3, dell’art. 15 L.R. n. 108/1968 “ quale regola per il riparto dei seggi tra le liste assume quella della cifra elettorale di ciascuna di essa così escludendo sul piano logico, prima ancora che giuridico, ogni indebita commistione o sommatoria tra cifre elettorali di liste di diverso ambito e tipologia. In altri termini, il quoziente elettorale circoscrizionale, che va individuato al fine di attribuire ad ogni lista circoscrizionale i seggi spettanti, non può che conseguire dalle cifre elettorali delle sole liste circoscrizionali. Le cifre delle liste elettorali regionali saranno considerate solo quando dovrà stabilirsi chi, tra i candidati a presidente della Giunta Regionale ha ottenuto più voti, risultando quindi eletto ” (TA.R. Calabria, Catanzaro, Sez. I, 19 luglio 2010, n. 1736).
10.3. Vanno poi disattese, sotto concorrente profilo, le ulteriori argomentazioni dell’esponente.
10.3.1. Nello specifico, la pronuncia del T.a.r. Puglia richiamata dal ricorrente, confermata in appello, ha statuito che nella Regione Puglia ai fini dell’individuazione della soglia di sbarramento nella competizione elettorale debbano computarsi anche le preferenze accordate ai soli candidati a Presidente (T.A.R. Puglia, Bari, Sez. III, 25 gennaio 2021, n. 148; Consiglio di Stato, Sez. II, 9 agosto 2021, n. 5838).
Tuttavia, il diverso assunto interpretativo è basato sulla L.R. Puglia n. 2/2005, il cui art. 15, comma 4 -discostandosi sul punto dall’art. 15 L. n. 108/1968 e in termini speculari dalla L.R. Calabria n. 1/2005- stabilisce che “ L’Ufficio centrale regionale, …, ricevuti gli estratti dei verbali da tutti gli Uffici centrali circoscrizionali: 1) determina in primo luogo la cifra elettorale regionale di ciascun candidato presidente, sommando le cifre elettorali conseguite da ciascun candidato presidente in tutte le circoscrizioni; 2) determina il totale dei voti validi conseguiti nella regione sommando le cifre elettorali regionali di cui al numero 1 del presente comma ”.
Ad ogni evidenza, pertanto, il riportato precetto nel computo dei voti validi funzionali alla determinazione della soglia di sbarramento opera un espresso richiamo al totale dei voti validi della Regione, numero ricavabile dalla somma delle cifre elettorali ottenute dai singoli candidati a Presidente in tutte le circoscrizioni.
Emerge quindi, in riferimento alle riportate disposizioni regionali pugliesi, una distinta disciplina della competizione elettorale, che in modo coerente giustifica, ai fini dell’individuazione della soglia di sbarramento, la diversa rilevanza riconosciuta alle preferenze assegnate ai soli candidati a Presidente, rispetto a quanto previsto nel sistema elettorale regionale calabrese dagli artt. 15, comma 3, lett. a), b) L. n. 108/1968 e 1, comma 3, L.R. Calabria n. 1/2005.
10.3.2. Da ultimo, è da ritenersi insussistente la violazione artt. 3 e 48 Cost. relativi al principio di uguaglianza del voto.
Sul punto, occorre osservare in via preliminare che la disciplina elettorale regionale è il riflesso della competenza legislativa concorrente Stato-Regioni, per come indicata nell’art. 122, comma 1, Cost., a mente del quale “ il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi ”. In attuazione dell’indicata previsione, l’art. 1 L. n. 165/2004 ha fissato in via esclusiva i princìpi fondamentali concernenti il sistema di elezione, mentre l’art. 4 ha previsto che “ le Regioni disciplinano con legge il sistema di elezione del Presidente della Giunta regionale e dei consiglieri regionali nei limiti dei seguenti princìpi fondamentali: a) individuazione di un sistema elettorale che agevoli la formazione di stabili maggioranze nel Consiglio regionale e assicuri la rappresentanza delle minoranze ”.
In linea con l’indicato quadro normativo, la Corte Costituzionale ha statuito che “la previsione di soglie di sbarramento e quella delle modalità per la loro applicazione, …, sono tipiche manifestazioni della discrezionalità del legislatore che intenda evitare la frammentazione della rappresentanza politica, e contribuire alla governabilità ” (Corte Costituzionale, 24 settembre 2015, n. 193).
In tale prospettiva, la scelta operata dal legislatore regionale calabrese di considerare ai fini della determinazione della soglia di sbarramento i soli voti di lista e non anche le preferenze espresse in favore dei candidati a Presidente non si palesa lesiva dei richiamati precetti costituzionali.
Essa, invero, risulta la proiezione dell’esercizio di una discrezionalità legislativa non discriminatoria, in quanto l’elettore in modo consapevole indirizza la preferenza al solo candidato alla Presidenza, cosicché tale preferenza è coerentemente computata per l’elezione del Presidente della Regione e, in termini altrettanto coerenti, è legittima l’opzione legislativa di non conferirle alcun rilievo nel calcolo delle quote circoscrizionali, incentrato sui soli voti di lista per la determinazione della soglia di sbarramento del 4%.
11. Il ricorso dev’essere pertanto respinto.
12. La peculiarità e la complessità della controversia consentono di compensare le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo rigetta.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 11 febbraio 2026 con l'intervento dei magistrati:
RA ST, Presidente
AR AT, Primo Referendario, Estensore
Valeria Palmisano, Referendario
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| AR AT | RA ST |
IL SEGRETARIO