TAR Roma, sez. 5B, sentenza 05/02/2026, n. 2273
TAR
Sentenza 5 febbraio 2026

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  • Rigettato
    Violazione di legge e eccesso di potere

    Il Collegio ritiene che i precedenti penali del figlio convivente, relativi a violenza privata, lesioni, minaccia, porto d'armi e spaccio di stupefacenti (poi derubricato a consumo), costituiscano un indice di inaffidabilità e di non compiuta integrazione del nucleo familiare. Tali condotte denotano una tendenza caratteriale allarmante e disvalore rispetto ai principi di convivenza civile. La valutazione dei pregiudizi penali dei parenti è rilevante ai fini del giudizio prognostico sull'inserimento dell'aspirante cittadina. Non vale il principio di personalità della responsabilità penale poiché il diniego non estende le conseguenze dei precedenti, ma impedisce che la concessione della cittadinanza possa recare danno alla comunità nazionale. Le condotte antigiuridiche, anche se depenalizzate o archiviate, possono essere valutate negativamente sul piano amministrativo. La discrezionalità dell'amministrazione nella concessione della cittadinanza consente di valutare anche fatti non penalmente rilevanti o non più penalmente perseguiti.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    TAR Roma, sez. 5B, sentenza 05/02/2026, n. 2273
    Giurisdizione : Tribunale amministrativo regionale - Roma
    Numero : 2273
    Data del deposito : 5 febbraio 2026
    Fonte ufficiale :

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