Cass. pen., sez. VI, sentenza 26/01/1999, n. 257
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Sentenza 26 gennaio 1999

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In tema di notificazioni dell'imputato all'estero, nel contrasto tra la normativa generale dell'art. 169 cod. proc. pen. e quella speciale per la procedura d'appello nel procedimento "de libertate" di cui all'art. 310 cod. proc. pen. (che consente la notifica nei ristretti tempi previsti dall'art. 127 dello stesso codice, onde rendere possibile la relativa decisione nei venti giorni dalla ricezione degli atti), non può non prevalere quest'ultima, in considerazione delle esigenze di celerità insite nel relativo procedimento; la diversa tesi interpretativa non appare in armonia con i principi del codice che fissa, in ogni caso, tempi molto ristretti nei procedimenti di che trattasi. Ne consegue che la notificazione dell'avviso dell'udienza camerale all'imputato all'estero deve necessariamente essere effettuata nella forma della notifica al difensore, che il codice prescrive nei confronti degli imputati irreperibili (art. 159 cod. proc. pen.), latitanti (art. 165 cod. proc. pen.) o privi di domicilio in Italia (art. 169 cod. proc pen.). Altrettanto deve dirsi per la notificazione dell'avviso di deposito del provvedimento del tribunale in sede di appello.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 26/01/1999, n. 257
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 257
    Data del deposito : 26 gennaio 1999

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