Cass. pen., sez. V, sentenza 18/11/2003, n. 569
CASS
Sentenza 18 novembre 2003

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime2

Allorché con il ricorso per cassazione si lamenti l'illegale assunzione di una prova (nella specie dichiarativa), è consentito procedere in sede di legittimità alla cd. "prova di resistenza", e cioè valutare se gli elementi di prova acquisiti illegittimamente abbiano avuto un peso reale sulla decisione del giudice di merito, mediante il controllo della struttura della motivazione, al fine di stabilire se la scelta di una certa soluzione sarebbe stata la stessa senza l'utilizzazione di quegli elementi, per la presenza di altre prove ritenute sufficienti.

In tema di reati fallimentari, i consulenti commercialisti o esercenti la professione legale concorrono nei fatti di bancarotta quando, consapevoli dei propositi distrattivi dell'imprenditore o degli amministratori della società, forniscano consigli o suggerimenti sui mezzi giuridici idonei a sottrarre i beni ai creditori o li assistano nella conclusione dei relativi negozi ovvero ancora svolgano attività dirette a garantire l'impunità o a favorire o rafforzare, con il proprio ausilio o con le proprie preventive assicurazioni, l'altrui proposito criminoso.

Commentari2

  • 1concorso professionisti bancarotta
    Raffaele Bergaglio · https://www.penalex.it/ · 25 dicembre 2024

    La crisi aziendale è un momento di elevata tensione anche per i professionisti poiché problemi di tipo economico, patrimoniale, commerciale e organizzativo, possono comportare ripercussioni anche sul piano giuridico. In questi contesti il ruolo dell'avvocato e del commercialista trascende quello di consulente contattato ogni tanto alla bisogna, finendo per diventare una vera guida strategica. Talvolta, intervento del consulente prescelto dagli esponenti dell'impresa in crisi oltre collocarsi sulla linea di demarcazione tra risanamento e aggravamento del dissesto finisce per sfiorare il confine della condotta lecita. In questa prospettiva vale la pena domandarsi fino a dove può spingersi …

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  • 2BANCAROTTA FRAUDOLENTA: l'apporto contributivo a titolo di concorso di un professionista
    Avv. Leonardo Scinto · https://www.expartecreditoris.it/ · 15 dicembre 2012

    ISSN 2385-1376 Testo massima Anche i consulenti esterni (avvocati e commercialisti) posso essere oggetto del procedimento penale per bancarotta. La Corte di Cassazione con la sentenza n° 39988 del 09/10/2012 chiarisce ancora una volta l'applicabilità del detto reato tipico al consulente professionale commercialista in concorso con l'imprenditore fallito. Il tema è di particolare attualità e la Corte è chiamata a fotografare l'apporto contributivo a titolo di concorso di un professionista, in particolare del commercialista ovvero un avvocato nei seguenti : a) all'atto della consulenza che si manifesta nel fornire consigli o suggerimenti che di fatto consente all'imprenditore fallito di …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 18/11/2003, n. 569
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 569
Data del deposito : 18 novembre 2003

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