Sentenza 10 ottobre 2008
Massime • 1
L'acquirente di modiche quantità di sostanza stupefacente, nei cui confronti non siano emersi elementi indizianti di uso non personale, deve essere sentito nel corso delle indagini preliminari come persona informata dei fatti, essendo irrilevante, a tal fine, che egli possa essere soggetto a sanzione amministrativa per l'uso personale: ne consegue la utilizzabilità delle dichiarazioni rese in tale veste.
Commentario • 1
- 1. Sentenza Cassazione Penale n. 19285 del 17https://www.laleggepertutti.it/
Penale Sent. Sez. 2 Num. 19285 Anno 2013 Presidente: ESPOSITO ANTONIO Relatore: CARRELLI PALOMBI DI MONTRONE ROBERTO MARIA 2/11/2012; visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Roberto Maria Carrelli Palombi di Montrone; udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale, dott. Giuseppe Volpe, che ha concluso chiedendo che il ricorso venga dichiarato inammissibile; udito per l'indagato l'avv. Gregorio Viscomi in sostituzione dell'avv. Luigi Falcone che ha concluso chiedendo l'accoglimento del ricorso con annullamento del provvedimento impugnato. RITENUTO IN FATTO 1. Con ordinanza del 20/9/2012 il Giudice per …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 10/10/2008, n. 40586 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 40586 |
| Data del deposito : | 10 ottobre 2008 |
Testo completo
80 40 5 86 / 08
7236 Udienza pubblica Sent. N. R.G. n.
del 10 ottobre 2008 24111/08
Ruolo d'udienza n.: 13
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE VI PENALE
composta dai signori magistrati: dott. Adolfo Di Virginio Presidente
dott. Francesco P. Gramendola Consigliere
dott. Luigi Lanza Consigliere
dott. Giorgio Colla Consigliere dott. Giovanni Conti Consigliere
riuniti in camera di consiglio,
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso proposto dal Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'appello di
Catanzaro nel procedimento nei confronti di RI DA UA, n. a Lamezia Terme il
14 maggio 1974, avverso la sentenza in data 3 aprile 2008 della Corte d'appello di
Catanzaro;
udita in pubblica udienza la relazione fatta dal Consigliere dott. Giorgio Colla;
udito il Procuratore generale nella persona del sostituto dott. Giovanni Galati, che ha concluso per l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata;
udito il difensore avvocato Domenico Lombardi.
FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d'appello di Catanzaro, a seguito di impugnazione del
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme, ha confermato la
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La Corte d'appello riteneva infondato il gravame del Pubblico ministero;
reputava, infatti, che, contrariamente alle argomentazioni dell'inquirente, bene aveva fatto il primo giudice a ritenere inutilizzabili le dichiarazioni del UA rese alla polizia giudiziaria il 4 giugno 1995 senza l'assistenza del difensore, in quanto l'imputato, trovato in possesso di un quantitativo minimo di droga, avrebbe dovuto essere interrogato con le garanzie del procedimento penale ex art. 63 c.p.p. Secondo la Corte di merito non era possibile distinguere se il UA, nel momento della sorpresa, detenesse la sostanza per uso personale ovvero a fini di spaccio: per la loro inutilizzabilità le dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria, sempre secondo i giudici di appello, non avrebbero potuto essere confrontate con quelle rese al dibattimento, dichiarazioni, queste ultime, con le quali il UA, pur non avendo ritrattato completamente quelle del 4 giugno 1995 in ordine all'identificazione del
TT come spacciatore, potevano essere idonee a influenzare il libero convincimento del giudice. Riteneva, inoltre, la Corte d'appello che era stata acquisita agli atti sentenza irrevocabile con la quale il TT era stato assolto per non aver commesso il fatto contestato di aver ceduto al UA, in numerose occasioni, quantità imprecisate di sostanze stupefacente: quest'ultimo aveva negato, in quel giudizio, di avere ricevuto tali quantità e la sua dichiarazione era stata ritenuta veritiera.
Avverso tale sentenza propone ricorso per cassazione il Procuratore generale della
Repubblica presso la Corte d'appello di Catanzaro il quale rileva l'erronea affermazione di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria, in quanto nel momento in cui veniva sentito, non sussisteva alcun elemento a carico da cui potessero desumersi indizi di reità e pertanto era stato correttamente sentito quale persona informata dei fatti. Né poteva avere rilevanza alcuna la ragione ulteriore della pronuncia giudiziale di assoluzione del TT, perché al UA era stato contestato di avere affermato falsamente di non conoscere il TT e di non avere acquistato sostanza stupefacente il 2 giugno 1995.
2 Il ricorso del Procuratore generale è fondato, poiché non è esatto affermare una sorta di presunzione assoluta di indizi di reità per il solo fatto di essere trovato in possesso di una modesta quantità di sostanza stupefacente, essendo necessario accertare in concreto se sussistano effettivamente indizi di reità, circostanza che la sentenza impugnata esclude nel caso di specie. Tale principio è stato recentemente affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali con decisione sicuramente condivisibile hanno affermato che:
"L'acquirente di modiche quantità di sostanza stupefacente, nei cui confronti non siano emersi elementi indizianti di uso non personale, deve essere sentito nel corso delle indagini preliminari come persona informata dei fatti, essendo irrilevante, a tal fine, che egli possa essere soggetto a sanzione amministrativa per l'uso personale: ne consegue la utilizzabilità delle dichiarazioni rese in tale veste" (Sez. U, Sentenza n. 21832 del
22/02/2007 Ud., dep. 05/06/2007, Rv. 236370).
Condivisibile appare anche la deduzione dell'ulteriore profilo di ricorso secondo cui non avrebbe nessun carattere di decisività la sentenza richiamata dalla Corte d'appello concernente l'assoluzione del TT, sia perché all'attuale imputato è stato contestato specificamente di avere dichiarato di non avere mai conosciuto il TT e di non aver acquistato da costui sostanza stupefacente il giorno 2 giugno 1995, sia perché la Corte
d'appello non ha tenuto conto che ai fini della prova il fatto accertato in detta sentenza deve essere valutato ai sensi dell'art. 192, comma 3, c.p.p., in virtù del richiamo contenuto nell'art. 238 bis stesso codice.
La sentenza impugnata va quindi annullata con rinvio alla Corte d'appello di Catanzaro perché, ai fini della decisione, consideri anche le dichiarazioni rese dal UA alla polizia giudiziaria nella fase delle indagini preliminari, e perché specifichi per quali ragioni la sentenza pronunciata a carico del TT sopra richiamata costituisca elemento probatorio capace di far escludere che il UA sia responsabile del reato di falsa testimonianza per avere affermato le specifiche circostanze di non conoscere personalmente il TT e di non avere acquistato sostanza stupefacente dallo stesso il 2 giugno 1995.
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d'appello di Catanzaro per nuovo esame.
3 Roma 10 ottobre 2008
Il Consigliere estensore
Il Presidente
Ciupini
DEPOSITATO IN CANCELLERIA
oggi 30 OTT 2008
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