Cass. pen., sez. VI, sentenza 07/04/2006, n. 21943
CASS
Sentenza 7 aprile 2006

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In tema di reato di corruzione propria, l'atto di ufficio oggetto di mercimonio non deve essere interpretato in senso formale, potendo tale nozione ricomprendere qualsiasi comportamento lesivo dei doveri di fedeltà, imparzialità ed onestà che debbono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione. (Fattispecie relativa ad applicazione di misura interdittiva per il reato di cui all'art. 319 cod. pen. nei confronti di un magistrato della Corte dei Conti che, addetto al controllo sugli atti dell'ente Poste italiane, aveva accettato l'offerta di una provvigione da parte di un imprenditore in cambio della sua attivazione presso i vertici del suddetto ente per l'ottenimento di commesse).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 07/04/2006, n. 21943
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 21943
    Data del deposito : 7 aprile 2006

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