Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/01/2015, n. 13800
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Sentenza 29 gennaio 2015

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Integra il delitto di truffa aggravata dall'abuso di poteri o dalla violazione di doveri inerenti una pubblica funzione, e non quello di peculato, la condotta del curatore dell'eredità giacente il quale incassa più volte l'importo di un mandato di pagamento regolarmente emesso in suo favore su autorizzazione del giudice delegato prelevando le somme dal conto corrente intestato alla procedura.

Persona offesa del delitto di truffa il cui profitto è costituto dalle disponibilità di un conto corrente bancario è esclusivamente il correntista, in quanto lo stesso, pur se creditore e non titolare delle somme, è il portatore sostanziale della situazione finanziaria verso cui si indirizza la condotta illecita, mentre la banca può assumere solo la posizione di soggetto danneggiato, quando il pregiudizio economico derivante dal reato ricade nella sua sfera patrimoniale, e non in quella del correntista, quale conseguenza della negligente esecuzione del mandato da questi conferitole in relazione al conto.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/01/2015, n. 13800
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 13800
    Data del deposito : 29 gennaio 2015

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