Cass. pen., sez. II, sentenza 24/03/2023, n. 12361
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Sentenza 24 marzo 2023

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte di Cassazione, emessa dal consigliere Andrea Pellegrino. Le parti in causa hanno presentato richieste contrastanti: la ricorrente ha contestato la sentenza della Corte di appello di Milano, chiedendo l'accoglimento della sua istanza di rito abbreviato e l'assorbimento della violazione di domicilio nella rapina impropria, sostenendo che la Corte di appello avesse errato nel non riconoscere la continuità tra i reati. Dall'altra parte, il Sostituto procuratore generale ha chiesto l'annullamento della sentenza con rinvio per un nuovo giudizio.

Il giudice ha accolto parzialmente il ricorso, ritenendo fondato solo il secondo motivo. Ha argomentato che la violazione di domicilio, in questo caso, doveva essere assorbita nella rapina impropria, poiché le condotte illecite erano strettamente collegate e costituivano un reato complesso. La Corte ha sottolineato che, nonostante la giurisprudenza avesse riconosciuto l'autonomia dei due reati, nel caso specifico la violazione di domicilio non poteva riacquistare autonomia sanzionatoria a seguito della modifica del titolo di reato. Pertanto, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, rideterminando la pena finale.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. II, sentenza 24/03/2023, n. 12361
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 12361
    Data del deposito : 24 marzo 2023

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