Cass. civ., sez. II, sentenza 27/03/2002, n. 4376
CASS
Sentenza 27 marzo 2002

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A norma degli artt. 979 e 980 cod.civ. la durata dell'usufrutto non può eccedere la vita dell'usufruttuario, il quale, peraltro, può cedere il suo diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata. La temporaneità del diritto, pertanto, esclude che esso possa formare oggetto di disposizione testamentaria o ricadere nell'ambito di una successione mortis causa; tuttavia, una volta che l'usufrutto sia stato ceduto per atto "inter vivos", esso, fino alla morte dell'originario e primo usufruttuario, si rende suscettibile di successione "mortis causa" ove l'originario cessionario deceda prima del cedente, e, se il cessionario in questione non ne abbia disposto per atto di ultima volontà, esso si trasmette per legge agli eredi dello stesso (ed è suscettibile di successive trasmissioni "mortis causa"), non essendosi estinto e continuando a far parte del patrimonio relitto fino alla sua estinzione per morte del primo usufruttuario.

Commentario1

  • 1Si può vendere l’usufrutto?
    Angelo Greco · https://www.laleggepertutti.it/ · 27 novembre 2023

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. II, sentenza 27/03/2002, n. 4376
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4376
Data del deposito : 27 marzo 2002

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