Cass. pen., sez. V, sentenza 17/06/2015, n. 35006
CASS
Sentenza 17 giugno 2015

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In tema di falso in atto pubblico per induzione, qualora il pubblico ufficiale adotti un provvedimento a contenuto descrittivo o dispositivo dando atto in premessa, anche implicitamente, dell'esistenza delle condizioni richieste per la sua adozione, desunte da atti o attestazioni non veri prodotti dal privato, il provvedimento del p.u. è ideologicamente falso in quanto adottato sulla base di un presupposto inesistente e del falso non risponde il p.u., tratto in inganno, ma il soggetto che lo ha indotto in errore. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto che correttamente la sentenza impugnata avesse giudicato responsabile ex artt. 48 e 479 cod. pen. un privato professionista il quale aveva indotto il funzionario del catasto a formare una falsa scheda di frazionamento di una particella dichiarando mendacemente di aver ricevuto l'incarico da tutti i proprietari dell'immobile interessato).

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  • 1Art. 479 - Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici
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    Rassegna di giurisprudenza Elementi strutturali I delitti contro la fede pubblica, per la loro natura plurioffensiva, tutelano direttamente non solo l'interesse pubblico alla genuinità materiale e alla veridicità ideologica di determinati atti, ma anche quello dei soggetti privati sulla cui sfera giuridica l'atto sia destinato a incidere concretamente, con la conseguenza che essi, in tal caso, sono legittimati a costituirsi parte civile (Sez. 3, 2511/2015). In tema di falsità documentale commessa dal pubblico ufficiale, ai fini dell'individuazione di tale qualifica occorre, avere riguardo non tanto al rapporto di dipendenza tra il soggetto e la P.A., ma ai caratteri propri dell'attività …

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  • 2Art. 48 - Errore determinato dall’altrui inganno
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    Rassegna di giurisprudenza È configurabile la falsità ideologica per errore determinato dall'altrui inganno in relazione alla parte dell'atto in cui il pubblico ufficiale attesta falsamente, anche senza esplicitarla formalmente, l'esistenza di una data situazione di fatto costituente il presupposto indispensabile per il compimento dell'atto (SU, 1827/1995). La disciplina dell'autore mediato di cui all'art. 48 esige che dell'errore sul fatto integrativo del reato e determinato dall'inganno risponda del reato chi ha determinato la persona ingannata a commetterlo (Sez. 6, 3368/2018). Costituisce jus receptum che l'inganno da cui deriva la responsabilità ex art. 48 (errore determinato …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 17/06/2015, n. 35006
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 35006
Data del deposito : 17 giugno 2015

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