Cass. pen., sez. VI, sentenza 08/11/2016, n. 51613
CASS
Sentenza 8 novembre 2016

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In tema di oltraggio a pubblico ufficiale un'espressione intrinsecamente offensiva, anche se di uso corrente nel linguaggio moderno, ha una valenza obiettivamente denigratoria e minatoria, e non perde il carattere di antigiuridicità quando è pronunciata in circostanze che, esulando dai limiti della critica anche accesa, siano tali da incidere in senso negativo sul consenso che il pubblico ufficiale deve avere nella società. (Nella specie la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza di condanna che, nel corso dell'intervento dei Carabinieri all'interno di un locale, a seguito di una lite tra gli avventori, aveva rivolto agli operanti la frase "io vado dove voglio, vaffanculo").

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    Rassegna di giurisprudenza Non è contraria ai principi di uguaglianza e proporzionalità la pena da 15 giorni a 3 anni di reclusione stabilita per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, nella versione in vigore dal 2009 fino all'entrata in vigore del “decreto sicurezza” dell'estate 2019, che ha innalzato il minimo a 6 mesi (Corte costituzionale, sentenza 284/2019). Ai fini della configurabilità del reato di oltraggio a pubblico ufficiale non è richiesto che l'offesa arrecata al prestigio del pubblico ufficiale sia tale da avere determinato un turbamento del pubblico ufficiale, né presuppone che sia commessa con violenza o minaccia, essendo solo richiesto che l'offesa sia rivolta al …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 08/11/2016, n. 51613
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 51613
Data del deposito : 8 novembre 2016

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