Cass. pen., sez. V, sentenza 16/05/2000, n. 8891
CASS
Sentenza 16 maggio 2000

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Integra il reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico la falsa denuncia di smarrimento di documento di identità; essa è infatti giuridicamente rilevante, in quanto appare indispensabile ai fini del rilascio di un duplicato del documento stesso. (In motivazione, la Corte ha precisato che l'ipotesi è ben diversa da quella in cui si denunci falsamente lo smarrimento di assegni bancari posto che, l'ordinamento, esplicitando un principio di carattere generale, fa obbligo a colui che ha smarrito un documento di identità di presentare denunzia alla autorità di polizia).

In tema di rinnovazione, in appello, della istruzione dibattimentale, il giudice, pur investito -con i motivi di impugnazione- di specifica richiesta, è tenuto a motivare solo nel caso in cui a detta rinnovazione acceda; invero, in considerazione del principio di presunzione di completezza della istruttoria compiuta in primo grado, egli deve dare conto dell'uso che va a fare del suo potere discrezionale, conseguente alla convinzione maturata di non poter decidere allo stato degli atti. Non così, viceversa, nella ipotesi di rigetto, in quanto, in tal caso, la motivazione potrà anche essere implicita e desumibile dalla stessa struttura argomentativa della sentenza di appello, con la quale si evidenzia la sussistenza di elementi sufficienti alla affermazione, o negazione, di responsabilità.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 16/05/2000, n. 8891
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8891
Data del deposito : 16 maggio 2000

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