Cass. civ., SS.UU., sentenza 20/07/1999, n. 480
CASS
Sentenza 20 luglio 1999

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In forza del principio della prevalenza della sostanza sulla forma, l'ordinanza che abbia il contenuto decisorio di una sentenza va qualificata come tale anche quando proprio tale qualificazione comporti la sussistenza del vizio dell'inesistenza giuridica dell'atto, in quanto non sottoscritto con l'osservanza delle prescrizioni in materia dell'art. 132, terzo comma, cod. proc. civ. Conseguentemente contro il medesimo provvedimento è ammissibile l'impugnazione correlata alla sua natura di sentenza, fermo restando che il giudice dell'impugnazione deve rilevare anche d'ufficio la nullità insanabile della sentenza impugnata, che tuttavia può essere fatta valere anche al fuori del rimedio impugnatorio, secondo quanto previsto dall'art. 161, secondo comma, cod. proc. civ. (Fattispecie relativa ad ordinanza emessa in sede di reclamo del tribunale in materia possessoria, sottoscritta dal solo presidente non relatore o estensore e avente valore sostanziale di sentenza in relazione al suo contenuto decisorio).

Il provvedimento con cui il pretore a conclusione della fase cosiddetta interdittale abbia respinto o accolto il ricorso possessorio, senza rimettere le parti innanzi a sè per la trattazione nella causa di merito, così concludendo definitivamente il giudizio e condannando anche la parte soccombente alle spese del procedimento, ha natura di sentenza indipendentemente dalla diversa definizione (in particolare, di ordinanza) datagli dal giudice, e quindi è impugnabile con l'appello; analoga qualificazione va attribuita, a prescindere dalla denominazione datagli, al provvedimento con cui il tribunale provveda sul reclamo (erroneamente) proposto contro una siffatta sentenza del pretore, qualora a sua volta provveda definitivamente sulla causa possessoria, condannando altresì una parte al rimborso delle spese del giudizio. (Nella specie, la S.C., investita di ricorso contro il provvedimento del tribunale, ne ha ritenuto l'ammissibilità, ma ha annullato senza rinvio detto provvedimento in considerazione della sua inesistenza giuridica per vizio di sottoscrizione e della tardività dell'impugnazione proposta davanti al tribunale, quindi non convertibile in appello).

Commentario1

  • 1I termini per impugnare l’ordinanza conclusiva del rito sommario di cognizione: l’interpretazione restrittiva e sistematica dell’art. 702Accesso limitato
    Paolalicci · https://www.judicium.it/ · 19 gennaio 2023

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 20/07/1999, n. 480
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 480
Data del deposito : 20 luglio 1999

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