Cass. pen., sez. V, sentenza 24/06/2019, n. 390
CASS
Sentenza 24 giugno 2019

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Massime1

In tema di associazione a delinquere di stampo mafioso, non sussiste la responsabilità del cosiddetto "capo famiglia", a titolo di concorso nel reato-fine "eccellente" (nella specie omicidio e delitti ad esso strumentali), qualora questi, ancorché a conoscenza dei progetti in corso e del coinvolgimento operativo di "suoi" uomini, non abbia prestato fattiva e concreta collaborazione nell'organizzazione e gestione del reato, decisa dalla struttura di vertice del sodalizio criminale, in quanto l'omessa attivazione di ipotetici provvedimenti interdittivi non potrebbe comunque essere considerata equivalente ad una prestazione di consenso o addirittura alla formulazione di un ordine nei confronti dei propri uomini.

Commentario1

  • 1Le associazioni di tipo mafioso: Strutture e sovrastrutture interne ed esterne
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 8 aprile 2023

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 24/06/2019, n. 390
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 390
Data del deposito : 24 giugno 2019

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