Cass. pen., sez. VI, sentenza 06/05/2015, n. 30144
CASS
Sentenza 6 maggio 2015

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La pronuncia di una sentenza di condanna costituisce di per sé non solo un fatto nuovo che legittima l'emissione di una misura coercitiva personale, non ostando a tal fine la formazione di un giudicato cautelare precedente, ma anche, quando sia relativa ad uno dei reati di cui all'art. 275, comma terzo, cod. proc. pen., elemento idoneo a fondare la presunzione di pericolosità che impone la misura della custodia in carcere. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima l'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta, all'esito della sentenza di condanna inflitta in appello per il reato previsto dall'art. 416 bis cod. pen., nei confronti di imputato assolto in primo grado e nei cui riguardi l'originaria ordinanza custodiale era stata annullata per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza dal tribunale del riesame in sede di giudizio di rinvio dalla Corte di cassazione).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 06/05/2015, n. 30144
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 30144
    Data del deposito : 6 maggio 2015

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