Cass. pen., sez. V, sentenza 30/04/1998, n. 2687
CASS
Sentenza 30 aprile 1998

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In materia di termini di durata massima delle indagini preliminari, la sanzione di inutilizzabilità degli atti ai sensi del terzo comma dell'art.407 cod. proc. pen., riguarda unicamente il compimento di indagini svolte dal P.M. nel periodo compreso tra la scadenza del termine massimo delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio. La sua "ratio" infatti è di impedire al P.M. che non abbia esercitato l'azione penale nei termini fissati di proseguire indagini utili ai fini dell'azione stessa, avendo egli viceversa il dovere di trasmettere gli atti al G.I.P. con richiesta di archiviazione o di decreto penale, ovvero di emissione del decreto di citazione a giudizio. Ma tale inutilizzabilità non si estende all'ulteriore attività di indagine eventualmente svolta dal P.M. dopo la richiesta di rinvio a giudizio o dopo l'emissione del relativo decreto. L'ulteriore svolgimento di tale attività è infatti espressamente previsto da norme del codice di rito, come l'art.419, 3. comma e l'art.430, che resterebbero prive di concreta applicabilità se il divieto investisse qualsiasi attività di indagine svolta successivamente alla richiesta di rinvio a giudizio o al decreto di citazione.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 30/04/1998, n. 2687
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 2687
    Data del deposito : 30 aprile 1998

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