Cass. pen., sez. VI, sentenza 14/12/2017, n. 3054
CASS
Sentenza 14 dicembre 2017

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In tema di reato associativo, l'accertamento contenuto nella sentenza di condanna delimita la protrazione temporale della permanenza del reato con riferimento alla data finale cui si riferisce l'imputazione ovvero alla diversa data ritenuta in sentenza, o, nel caso di contestazione c.d. aperta, alla data della pronuncia di primo grado; ne consegue che la successiva prosecuzione della medesima condotta illecita oggetto di accertamento può essere valutata esclusivamente quale presupposto per il riconoscimento del vincolo della continuazione tra i vari episodi. (In applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso con il quale l'imputato eccepiva l'insussistenza della continuazione tra reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, relativi al medesimo sodalizio ed oggetto di separate pronunce di condanna, ritenendo che, in difetto di prova del suo recesso nel periodo temporale di riferimento delle due sentenze, si trattava di un unico reato permanente).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 14/12/2017, n. 3054
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 3054
    Data del deposito : 14 dicembre 2017

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