Cass. pen., sez. I, sentenza 14/11/2003, n. 449
CASS
Sentenza 14 novembre 2003

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Massime2

In tema di regime carcerario previsto dall'art. 41-bis della legge 26 luglio 1975 n. 354 (cd. ordinamento penitenziario) il parere del P.M. che il Ministro della giustizia deve acquisire prima di disporre la sospensione delle regole di trattamento non è dovuto con riferimento alla posizione dei condannati in via definitiva, in quanto il testuale tenore del comma 2-bis del citato articolo, come introdotto dall'art. 2 della legge n. 279 del 2002, prevede che sia sentito l'ufficio del pubblico ministero che procede alle indagini preliminari ovvero quello presso il giudice che procede, sicché la disposizione è riferibile esclusivamente ai detenuti in custodia cautelare e non anche a quelli che si trovano in espiazione di pena in esecuzione di condanna irrevocabile.

In tema di regime carcerario differenziato, nella nozione di violazione di legge per cui soltanto è proponibile il ricorso per cassazione avverso il provvedimento del tribunale di sorveglianza (art. 41-bis, comma 2-sexies, della legge n. 354 del 1975, cd. ordinamento penitenziario) deve farsi rientrare anche la mancanza di motivazione, alla quale vanno ricondotti tutti i casi nei quali la motivazione stessa risulti priva dei requisiti minimi di coerenza, di completezza e di logicità, al punto da risultare meramente apparente o assolutamente inidonea a rendere comprensibile il filo logico seguito dal giudice di merito, ovvero quando le linee argomentative del provvedimento siano così scoordinate e carenti dei necessari passaggi logici da far rimanere oscure le ragioni che hanno giustificato la decisione.

Commentario1

  • 1Proroga regime 41-bis: accertamento capacità di mantenere contatti
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 4 novembre 2023

    1. La questione: capacità di mantenere contatti del detenuto al 41-bis Il Tribunale di sorveglianza di Roma rigettava un reclamo proposto avverso un decreto ministeriale con cui era stata prorogata, per il periodo di due anni, la sua sottoposizione al regime detentivo differenziato previsto dalla L. 26 luglio 1975, n. 354, art. 41-bis per la prima volta disposta nel 1995. Ciò posto, avverso questo provvedimento proponeva ricorso per Cassazione il difensore del detenuto, che deduceva i seguenti motivi: 1) violazione di legge per avere il Tribunale di sorveglianza illegittimamente ritenuto la sufficienza, in funzione della proroga, di un giudizio di pericolosità potenziale, fondato sui …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 14/11/2003, n. 449
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 449
Data del deposito : 14 novembre 2003

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