Cass. civ., sez. I, sentenza 27/04/2025, n. 11071
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Sentenza 27 aprile 2025

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Il provvedimento in esame è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Prima Sezione Civile, emessa il 13 marzo 2025, con numero di registro generale 3116/2019. Le parti in causa hanno sollevato questioni relative alla responsabilità degli amministratori di una società per azioni e al diritto del socio di ottenere un risarcimento per danni derivanti da mala gestio. Il ricorrente ha sostenuto che la condotta illecita degli amministratori, in particolare l'evasione fiscale e la conseguente diminuzione del valore della sua quota, giustificasse la richiesta di risarcimento ai sensi degli articoli 2395 e 2043 del codice civile. Tuttavia, la Corte ha respinto il ricorso, affermando che il danno lamentato dal socio non costituiva una conseguenza diretta della condotta degli amministratori, ma piuttosto un effetto indiretto sul patrimonio sociale. La Corte ha ribadito che il diritto alla conservazione del patrimonio sociale è esclusivo della società e che il socio può richiedere il risarcimento solo per danni che colpiscono direttamente la sua situazione giuridica. Pertanto, la sentenza ha confermato la distinzione tra i diritti del socio e quelli della società, escludendo la possibilità di un doppio ristoro per lo stesso danno.

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Massime1

L'azione individuale del socio nei confronti dell'amministratore di una società di capitali non è esperibile quando il danno lamentato costituisca solo il riflesso del pregiudizio al patrimonio sociale, giacché l'art. 2395 c.c. esige che il singolo socio sia stato danneggiato "direttamente" dagli atti colposi o dolosi dell'amministratore, mentre il diritto alla conservazione del patrimonio sociale appartiene unicamente alla società; la mancata percezione degli utili e la diminuzione di valore della quota di partecipazione non costituiscono danno diretto del singolo socio, poiché gli utili fanno parte del patrimonio sociale fino all'eventuale delibera assembleare di distribuzione e la quota di partecipazione è un bene distinto dal patrimonio sociale la cui diminuzione di valore è conseguenza soltanto indiretta ed eventuale della condotta dell'amministratore. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che ha negato la natura diretta dei danni lamentati dal socio di una s.r.l., in conseguenza della condotta dolosa degli amministratori della medesima società, i quali, attraverso vendite non fatturate e la distrazione di somme, avevano portato all'azzeramento del capitale sociale, alla mancata percezione di dividendi ed alla perdita di valore della quota del socio).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. I, sentenza 27/04/2025, n. 11071
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 11071
    Data del deposito : 27 aprile 2025

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