CASS
Sentenza 29 dicembre 2023
Sentenza 29 dicembre 2023
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/12/2023, n. 51749 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 51749 |
| Data del deposito : | 29 dicembre 2023 |
Testo completo
SENTENZA sul ricorso proposto da OI CI DA, nato il [...] in [...] avverso la sentenza del 23/11/2023 della Corte di appello di Roma;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
sentita la relazione svolta dalla Consigliera Paola Di Nicola Travaglini;
sentita la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale FA Piccirillo, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza di cui in epigrafe la Corte di appello di Roma ha disposto la consegna, all'Autorità giudiziaria rumena, di CI DA OI in esecuzione del mandato di arresto europeo del 24 marzo 2023 in relazione alla condanna del Tribunale di Galati del 23 dicembre 2021, irrevocabile il 4 aprile 2022, per il reato di guida con patente contraffatta (fatto commesso il 18 luglio 2020) e per furto in abitazione (fatto commesso tra il 17 e il 23 agosto 2016). Penale Sent. Sez. 6 Num. 51749 Anno 2023 Presidente: FIDELBO GIORGIO Relatore: DI NICOLA TRAVAGLINI PAOLA Data Udienza: 28/12/2023 2.Avverso la sentenza propone ricorso CI DA OI, tramite il proprio difensore, deducendo, con un unico motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 18-bis, commi 2 e 2-bis, I. n. 69 del 2005, artt. 27, terzo comma, Cost., 2 e 117, primo comma, Cost. in relazione agli artt. 8 CEDU e 17, par. 1, PIDCP;
nonché 11 Cost. e 117, primo comma, Cost. in relazione all'art. 7 CDFUE e art. 3 Cost. in quanto la Corte di appello ha escluso il requisito della stabile dimora di CI DA OI nel territorio italiano da oltre cinque anni, pretermettendo o valutando in modo erroneo i numerosi elementi di fatto puntualmente indicati. CONSIDERATO IN DIRITTO 1.11 ricorso è infondato. 2. L'art. 18-bis, comma 2, della I. n. 69 del 2005, come successivamente modificato, riconosce l'interesse ad eseguire la pena in Italia, a condizione che lo straniero, cittadino di altro Stato membro dell'Unione Europea, risulti dimorante e residente effettivamente nel territorio italiano da almeno cinque anni secondo i criteri indicati dal comma 2-bis della medesima disposizione, dimostrativi del concreto radicamento nello Stato. 2.1. La sentenza impugnata, con argomenti puntuali e completi, ha escluso la stabile presenza del ricorrente in Italia nel quinquennio in quanto i documenti allegati dalla difesa dimostravano, da un lato, che CI DA OI non fosse più in Italia dal 18 ottobre 2013 (data dell'intervenuta cancellazione del ricorrente per irreperibilità risultante dal certificato di residenza del Comune di Redemello) e che l'estratto conto previdenziale si riferisse agli anni 2007-2010; dall'altro lato, che i suoi figli, nati in Romania, fossero arrivati in Italia nel 2022, come da delega per l'accompagnamento a scuola del 24 febbraio 2022, e iscritti per l'anno scolastico 2023/2024. 2.2. A fronte di tale univoco quadro fattuale, cui si aggiunge il dato documentale, correttamente valorizzato dalla Corte, della presenza di OI in Romania negli anni di commissione dei reati (2016 e 2020), non assume carattere dirimente la generica dichiarazione del ricorrente di avere lavorato in Italia, in nero, senza indicazione del periodo di riferimento, non spettando all'Autorità giudiziaria italiana provvedere ai relativi accertamenti come richiesto, invece, nel ricorso. In sostanza, la Corte distrettuale, esaminando tutti i parametri indicati dall'art. 18-bis, comma 2-bis, della I. n. 69 del 2005, ha ritenuto che OI avesse dimostrato di avere solidi legami familiari nel nostro territorio solo a decorrere dal 2 2022 (anno della delega per l'accompagnamento dei figli a scuola), così da rendere superfluo il richiamo, contenuto nel ricorso, alla sentenza della Corte costituzionale n. 178 del 2023 che ribadisce il principio secondo il quale la Corte di appello è tenuta ad accertare che la persona richiesta sia legittimamente ed effettivamente residente o dimorante nel territorio italiano da almeno cinque anni e sia sufficientemente integrata in Italia (par. 5 della sentenza). 3. Dagli argomenti che precedono consegue il rigetto del ricorso con condanna di OI al pagamento delle spese del procedimento.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 22, comma 5, legge n. 69 del 2005. Così deciso il 28 dicembre 2023.
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
sentita la relazione svolta dalla Consigliera Paola Di Nicola Travaglini;
sentita la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale FA Piccirillo, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza di cui in epigrafe la Corte di appello di Roma ha disposto la consegna, all'Autorità giudiziaria rumena, di CI DA OI in esecuzione del mandato di arresto europeo del 24 marzo 2023 in relazione alla condanna del Tribunale di Galati del 23 dicembre 2021, irrevocabile il 4 aprile 2022, per il reato di guida con patente contraffatta (fatto commesso il 18 luglio 2020) e per furto in abitazione (fatto commesso tra il 17 e il 23 agosto 2016). Penale Sent. Sez. 6 Num. 51749 Anno 2023 Presidente: FIDELBO GIORGIO Relatore: DI NICOLA TRAVAGLINI PAOLA Data Udienza: 28/12/2023 2.Avverso la sentenza propone ricorso CI DA OI, tramite il proprio difensore, deducendo, con un unico motivo, violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 18-bis, commi 2 e 2-bis, I. n. 69 del 2005, artt. 27, terzo comma, Cost., 2 e 117, primo comma, Cost. in relazione agli artt. 8 CEDU e 17, par. 1, PIDCP;
nonché 11 Cost. e 117, primo comma, Cost. in relazione all'art. 7 CDFUE e art. 3 Cost. in quanto la Corte di appello ha escluso il requisito della stabile dimora di CI DA OI nel territorio italiano da oltre cinque anni, pretermettendo o valutando in modo erroneo i numerosi elementi di fatto puntualmente indicati. CONSIDERATO IN DIRITTO 1.11 ricorso è infondato. 2. L'art. 18-bis, comma 2, della I. n. 69 del 2005, come successivamente modificato, riconosce l'interesse ad eseguire la pena in Italia, a condizione che lo straniero, cittadino di altro Stato membro dell'Unione Europea, risulti dimorante e residente effettivamente nel territorio italiano da almeno cinque anni secondo i criteri indicati dal comma 2-bis della medesima disposizione, dimostrativi del concreto radicamento nello Stato. 2.1. La sentenza impugnata, con argomenti puntuali e completi, ha escluso la stabile presenza del ricorrente in Italia nel quinquennio in quanto i documenti allegati dalla difesa dimostravano, da un lato, che CI DA OI non fosse più in Italia dal 18 ottobre 2013 (data dell'intervenuta cancellazione del ricorrente per irreperibilità risultante dal certificato di residenza del Comune di Redemello) e che l'estratto conto previdenziale si riferisse agli anni 2007-2010; dall'altro lato, che i suoi figli, nati in Romania, fossero arrivati in Italia nel 2022, come da delega per l'accompagnamento a scuola del 24 febbraio 2022, e iscritti per l'anno scolastico 2023/2024. 2.2. A fronte di tale univoco quadro fattuale, cui si aggiunge il dato documentale, correttamente valorizzato dalla Corte, della presenza di OI in Romania negli anni di commissione dei reati (2016 e 2020), non assume carattere dirimente la generica dichiarazione del ricorrente di avere lavorato in Italia, in nero, senza indicazione del periodo di riferimento, non spettando all'Autorità giudiziaria italiana provvedere ai relativi accertamenti come richiesto, invece, nel ricorso. In sostanza, la Corte distrettuale, esaminando tutti i parametri indicati dall'art. 18-bis, comma 2-bis, della I. n. 69 del 2005, ha ritenuto che OI avesse dimostrato di avere solidi legami familiari nel nostro territorio solo a decorrere dal 2 2022 (anno della delega per l'accompagnamento dei figli a scuola), così da rendere superfluo il richiamo, contenuto nel ricorso, alla sentenza della Corte costituzionale n. 178 del 2023 che ribadisce il principio secondo il quale la Corte di appello è tenuta ad accertare che la persona richiesta sia legittimamente ed effettivamente residente o dimorante nel territorio italiano da almeno cinque anni e sia sufficientemente integrata in Italia (par. 5 della sentenza). 3. Dagli argomenti che precedono consegue il rigetto del ricorso con condanna di OI al pagamento delle spese del procedimento.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 22, comma 5, legge n. 69 del 2005. Così deciso il 28 dicembre 2023.