Sentenza 2 luglio 2003
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., SS.UU., sentenza 02/07/2003, n. 10393 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 10393 |
| Data del deposito : | 2 luglio 2003 |
Testo completo
REPUBIREPUL 1 0393 1 ART A REGISTRAZIONE E BOLLI L. 24-11-1981, N. 689modifiche al sistema penale IN NOME D POPO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE ogge SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Rafaele CORONA Primo Presidente f.f. - R.G.N. 1714/02 Dott. Vittorio DUVA Presidente di sezione cron. 23263 Dott. Giovanni - Consigliere Rep. PRESTIPINO - Consigliere Ud.20/03/03 Dott. Giovanni PAOLINI Dott. Alessandro CRISCUOLO Consigliere - Rel. Consigliere Dott. Vincenzo PROTO Dott. Michele VARRONE Consigliere Consigliere Dott. Maria Gabriella LUCCIOLI Consigliere Dott. Roberto Michele TRIOLA ha pronunciato la seguente S ENTENZA sul ricorso proposto da: COMUNE DI FIRENZE, in persona del Sindaco pro-tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DORA 1, presso lo studio dell'avvocato MARIA ATHENA LORIZIO, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato MARCO SELVAGGI, giusta delega in calce al ricorso;
ricorrente 2003 contro 305 NI LO, elettivamente domiciliato in ROMA, -1- VIALE MAZZINI 88, presso lo studio dell'avvocato MASSIMO DE BONIS, che lo rappresenta e difende, giusta delega in calce al controricorso;
controricorrente avversO la sentenza n. 3214/01 del Giudice di pace di FIRENZE, depositata il 30/10/01; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 20/03/03 dal Consigliere Dott. Vincenzo PROTO;
uditi gli avvocati Maria Athena LORIZIO, Massimo DE BONIS;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Antonio MARTONE che ha concluso per l'accoglimento del primo motivo del ricorso, giurisdizione dell'A.G.A.. -2- Svolgimento del processo Con ricorso notificato al Comune di Firenze, il sig. CA IE propose opposizione, ai sensi dell'art.23 1.n.689 del 1981, davanti al giudice di pace di Firenze avversO la cartella esattoriale emessa dalla Cassa di Risparmio di Firenze, quale concessionario del servizio di riscossione delle relativa alla sanzioneentrate di quel Comune - sensi dell'art.15 della legge determinata, ai n.1497 del 1939, nell'importo di lire 2.957.660 (di cui lire 2.800.000 per indennità risarcitoria), nell'ambito di un procedimento di condono edilizio per opere abusive realizzate in area soggetta a Ө paesaggistica. A sostegno della domanda tutela dedusse l'inapplicabilità dell'art. 15 della legge 1497/1939 @ del d.m.26 settembre 1997, rilevando che tale norma sarebbe stata applicabile soltanto in relazione ad abusi non condonabili, e la non debenza delle somme addebitate, e chiese che fosse annullata e comunque dichiarata di nessun effetto la cartella di pagamento. Il Comune, costituitosi nel giudizio, eccepi in via pregiudiziale il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, nonché l'incompetenza per adito, l'inammissibilità materia del giudice SU Corte di Cassazione (r.n.1714 02) est. V.Proto -3- dell'opposizione avverso la cartella esattoriale, e la carenza di legittimazione passiva di esso resistente%;B nel merito, contestò la fondatezza del ricorso. Con sentenza depositata il 30 ottobre 2001 il giudice di pace accolse l'opposizione, avendo ritenuto fondati i rilievi del ricorrente in ordine alla mancata indicazione nella cartella esattoriale dell'autorità e del termine relativi all'impugnazione esperibile. Avverso questa decisione il Comune di Firenze ha proposto ricorso per cassazione in base a sei motivi. Col primo motivo deduce il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. Col secondo motivo denuncia l'incompetenza per materia del giudice di pace. Col terzo motivo deduce la carenza di legittimazione passiva del Comune di Firenze, con riferimento alle censure relative alla validità dell'atto. Col quarto motivo sostiene l'inammissibilità dell'opposizione, non essendo stato impugnato il provvedimento di determinazione della sanzione irrogata dal Comune. SU Corte di Cassazione (r.n. 1714 02) est. V.Proto -24 Col quinto motivo deduce che la sanzione applicata troverebbe la propria fonte nell'art.15 1.n.1497 del 1939, sostituito dall'art.164 del d.lgs.n.490 del 1999, riproduttivo della disciplina anteriore, vigente al momento dell'irrogazione della sanzione, e che l'applicabilità della sanzione stessa, anche presenza di pratiche di condono edilizio,in sarebbe confermata dall'art.2, comma 46, della 1. n. 662 del 1996 conv. nella 1. n.30 del 1997. Col sesto motivo deduce che la mancata indicazione nella cartella esattoriale dell'autorità alla quale Д sarebbe stata possibile ricorrere e del termine per impugnare costituirebbe un'irregolarità non inficiante la legittimità del provvedimento. I motivi sono stati illustrati con memoria. L'intimato ha resistito con controricorso. Motivi della decisione. è1. Il ricorso ammissibile, anche se il valore della causa supera il limite di lire 2.000.000, in quanto, nella fattispecie, il giudice di pace ha pronunciato la decisione impugnata in base al rito previsto dalla legge 24 novembre 1981 n.689, che all'art. 23, ult.comma, prevede il ricorso per cassazione per saltum. E, secondo il costante orientamento di questa Corte, l'identificazione del SU Corte di Cassazione (r.n.1714 02) est. V.Proto -5- mezzo di impugnazione esperibile contro un dato provvedimento giurisdizionale, deve essere operata, alla stregua del principio dell'apparenza, con riferimento esclusivo alla qualificazione attribuita all'azione proposta dal giudice che lo ha adottato, indipendentemente dall'esattezza della qualificazione stessa (Cass.S.U.12 marzo 2003, n.3599; 2 aprile 2001, 4787, ex plurimis).
2.Né si pone un problema di ammissibilità del ricorso in relazione fatto che la procura alal ricorrente è stata rilasciata su foglio materialmente separato dal ricorso stesso e senza riferimento specifico al giudizio di cassazione: è stato, infatti, già chiarito che il requisito, posto dall'art.83, terzo comma, c.p.c. (nel testo modificato dall'art.1 1.27 maggio 1997, n.141), della materiale congiunzione tra il foglio separato, col quale la procura sia stata rilasciata, e l'atto cui essa accede, si sostanzia in un contesto di elementi che consentano, alla stregua del prudente apprezzamento di fatti e di circostanze, di conseguire una ragionevole certezza in ordine alla provenienza dalla parte del potere di rappresentanza ed alla riferibilità della al giudizio di cuiprocura stessa trattasi SU Corte di Cassazione (r.n.1714 02) est. V.Proto -6- (Cass.S.U.18 settembre 2002, n.13666); certezza che nella fattispecie non può essere posta in dubbio, atteso che, da un lato, la procura risulta rilasciata su foglio materialmente congiunto al cassazione, e, dall'altro, essaricorso per contiene sia la dichiarazione con la quale il ricorrente ha conferito al difensore il mandato a difenderlo nel relativo giudizio, sia l'autentificazione della sua sottoscrizione ad opera del difensore stesso. si3.Col primo motivo denunciano la violazione Д della legge n.2248 del 1865, allegato E) sul contenzioso amministrativo;
dei principi generali sul riparto della giurisdizione in relazione alla situazione giuridica soggettiva tutelata e alla qualificazione del potere esercitato dalla pubblica amministrazione;
dellel'errata valutazione risultanze del potere amministrativo riguardo alla tutela delle bellezze naturali;
e la violazione dell'art.34 della legge n.80 del 1998. Il ricorrente, sotto un primo profilo, lamenta che la sentenza impugnata non abbia considerato che in materia di sanzioni amministrative, irrogate ai dell'art.15 1.1497 del 1939, nell'eserciziosensi di un'attività discrezionale della pubblica SU Corte di Cassazione (r.n. 1714 02) est. V.Proto amministrazione, potendo questa scegliere fra l'ordine di demolizione dell'opera abusiva e l'indennità risarcitoria, la posizione del privato sarebbe di interesse legittimo, come tale tutelabile davanti al giudice amministrativo. Sotto un ulteriore profilo, deduce che, per effetto dell'entrata in vigore del d.lgs. n.80 del 1998, è al giudicecon cui stata attribuita amministrativo la giurisdizione esclusiva in materia urbanistica ed edilizia, la controversia sarebbe oggi devoluta alla giurisdizione esclusiva di quest'ultimo. La censura, nel suo secondo profilo (pregiudiziale ed assorbente), è fondata. A norma dell'art.34 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.80 (in vigore, ai sensi dell'art. 45, dal 1° luglio 1998), poi sostituito dall'art.7, comma 3, lett.b, della legge 21 luglio 2000, n.205, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto gli atti, i provvedimenti e i comportamenti delle amministrazioni pubbliche in materia urbanistica ed edilizia. Come questa Corte ha già avuto occasione di rilevare (Cass.S.U.14 luglio 2000, n.494), la SU Corte di Cassazione (r.n.1714 02) est. V.Proto -8- disposizione si caratterizza per l'estrema ampiezza della formula adottata, sia nella delimitazione dell'ambito della materia, sia nell'indicazione delle controversie che in tale ambito assumono rilevanza ai fini della determinazione della giurisdizione esclusiva. Essa stabilisce, infatti, che sono compresi nella materia urbanistica tutti gli aspetti dell'uso del territorio, e che rientrano nelle controversie attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, Ө lepurché attinenti alla materia urbanistica, controversie determinate da atti, provvedimenti e comportamenti delle amministrazioni pubbliche. In questa linea si è, poi, ritenuto (Cass.S.U.13 dicembre 2002, n. 17913) che la norma comprende anche le ingiunzioni in materia edilizia;
а di un orientamento, già sostanziale conferma amministrative persanzioni espresso in tema di abusi edilizi, che (sia pure in un diverso contesto normativo), in base al disposto dell'art.16 della legge 28 giugno 1977, n.10, aveva attribuito in tale materia le relative controversie alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (cfr., ex plurimis, Cass.30 dicembre 1999, n.944 e Cass.20 ottobre 1995, n.10923). SU Corte di Cassazione (r.n. 1714 02) est. V.Proto 4.Alla stregua delle considerazioni che precedono la censura merita, dunque, accoglimento. Resta, pertanto, assorbito l'esame delle ulteriori censure. Conseguentemente, deve essere dichiarata la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La sentenza impugnata va, quindi, cassata senza rinvio. Si ravvisano giusti motivi per dichiarare compensate tra le parti le spese dell'intero giudizio.
P.Q.M.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Dichiara assorbite le ulteriori censure. Cassa senza rinvio la sentenza impugnata e compensa le spese dell'intero giudizio. Così deciso il 20 marzo 2003 nella camera di consiglio delle Sezioni Unite civili. of Il cons estMestil Il Presidente semma IL CANCELLIERE C1 Giovan ista Depositata in Cancelleria -2-LUG. 2003 CANCELLIERE C1 warni iambattista SU Corte di Cassazione (r.n. 1714 02) est. V.Proto 10-