Cass. pen., sez. VI, sentenza 30/05/1990, n. 16669
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Sentenza 30 maggio 1990

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Per la configurabilità dell'atto arbitrario del pubblico ufficiale, che integra l'esimente di cui all'art. 4 del d.l.lt. 14 settembre 1944 n. 288, non è sufficiente un semplice sconfinamento dei poteri, eventualmente censurabile come atto amministrativo, ma occorre che il pubblico ufficiale ecceda i suoi poteri con la consapevolezza di perseguire uno scopo estraneo alle sue funzioni e non conforme a legge, assumendo comportamenti che, oltre a risultare obiettivamente in contrasto con l'ordinamento giuridico, manifestino, sotto il profilo soggettivo, la deliberata intenzione del pubblico ufficiale di eccedere i limiti delle proprie attribuzioni per solo capriccio, vessazione o sopruso, accompagnata, sotto il profilo oggettivo, da modalità non consentite da Disposizioni di legge, dai doveri di ufficio o dalle norme del costume sociale. ( Conf mass n 122553).*

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 30/05/1990, n. 16669
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 16669
    Data del deposito : 30 maggio 1990

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