Cass. pen., sez. VI, sentenza 21/02/2023, n. 7570
CASS
Sentenza 21 febbraio 2023

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, con relatore il consigliere Fabrizio D'Arcangelo. Le parti coinvolte nel procedimento sono l'imputato, condannato per oltraggio a pubblico ufficiale, e la parte civile, rappresentata dal medico e dagli agenti di polizia penitenziaria offesi. L'imputato ha contestato la sentenza della Corte di Appello di Messina, sostenendo che l'offesa non fosse stata percepita da soggetti estranei alla pubblica amministrazione, come richiesto dalla normativa. Ha inoltre sollevato dubbi sulla credibilità dei testimoni e sulla valutazione delle prove.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo infondati i motivi addotti. Ha confermato che, per integrare il reato di oltraggio, è necessaria la presenza di almeno due persone estranee alla pubblica amministrazione, ma ha ritenuto che nel caso specifico gli agenti presenti, pur essendo pubblici ufficiali, non fossero lì per lo stesso motivo d'ufficio. La Corte ha sottolineato che la valutazione della credibilità dei testimoni è riservata al giudice di merito, escludendo pertanto la possibilità di una rivalutazione da parte della Cassazione. La decisione si fonda su un'interpretazione rigorosa della normativa, evidenziando l'importanza della tutela dell'onore dei pubblici ufficiali in contesti di offesa.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 21/02/2023, n. 7570
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 7570
    Data del deposito : 21 febbraio 2023

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