Sentenza 12 febbraio 2014
Massime • 1
L'insegnante di scuola media riveste la qualifica di pubblico ufficiale in quanto l'esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri con i genitori degli allievi. (Fattispecie in cui la Corte ha qualificato come oltraggio a pubblico ufficiale e non come ingiurie le offese pronunciate all'interno dell'edificio scolastico dal genitore di un alunno nei confronti di un docente di scuola media).
Commentari • 3
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 12/02/2014, n. 15367 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 15367 |
| Data del deposito : | 12 febbraio 2014 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Udienza pubblica
Dott. FERRUA Giuliana - Presidente - del 12/02/2014
Dott. VESSICHELLI Maria - Consigliere - SENTENZA
Dott. ZAZA Carlo - Consigliere - N. 432
Dott. PISTORELLI Luca - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. LIGNOLA Ferdinando - rel. Consigliere - N. 18668/2013
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D'APPELLO DI FIRENZE;
nei confronti di:
C.M.B. N. IL (OMISSIS) ;
avverso la sentenza n. 49/2012 GIUDICE DI PACE di CECINA, del 19/04/2012;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 12/02/2014 la relazione fatta dal Consigliere Dott. FERDINANDO LIGNOLA;
Udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. IZZO Gioacchino, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1. Con la sentenza impugnata, il Giudice di pace di Cecina dichiarava non doversi procedere, ai sensi del D.Lgs. n. 274 del 2000, art. 35, nei confronti di C.M.B. , per il delitto di ingiuria commesso in danno di M.G. , insegnante della figlia, nei locali della scuola media "G. Fattori" di Rosignano Solvay.
2. Ricorre per cassazione il Procuratore generale di Firenze, il quale deduce erronea interpretazione applicazione della legge penale, in relazione all'art. 341 bis cod. pen., poiché la fattispecie è riconducibile a quest'ultima norma, di competenza del Tribunale, riguardando l'ingiuria i rapporti didattici con la figlia. CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato.
Erroneamente era stato contestato il reato di ingiuria, anziché quello di oltraggio a pubblico ufficiale, di competenza del Tribunale, del quale sussistono tutti gli elementi. 2. È noto che, disposta l'abrogazione degli artt. 341 e 344 cod. pen., per effetto della L. 25 giugno 1999, n. 205, art. 18, il delitto di oltraggio è stato nuovamente introdotto nell'ordinamento a seguito della L. n. 94 del 2009, che ha però delineato una nuova figura di illecito, caratterizzato sotto il profilo della condotta materiale da un'azione consistente nell'offesa dell'onore e della reputazione della vittima, con la pretesa però di ulteriori requisiti oggettivi, in precedenza non richiesti. Tali elementi possono essere così sintetizzati:
1) l'offesa all'onore e al prestigio del pubblico ufficiale deve avvenire alla presenza di più persone;
2) deve essere realizzata in luogo pubblico o aperto al pubblico;
3) deve avvenire in un momento, nel quale il pubblico ufficiale compie un atto d'ufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni.
Come argomentato puntualmente dalla dottrina, con osservazioni pertinenti e condivisibili, l'ambito oggettivo della nuova incriminazione è mutato, per l'inserimento nella fattispecie di presupposti fattuali qualificanti la condotta ed indicativi del fatto che ciò che viene riprovato dall'ordinamento non è la mera lesione in sè dell'onore e della reputazione del pubblico ufficiale, quanto la conoscenza di tale violazione da parte di un contesto soggettivo allargato a più persone presenti al momento dell'azione, da compiersi in un ambito spaziale specificato come luogo pubblico o aperto al pubblico e in contestualità con il compimento dell'atto dell'ufficio ed a causa o nell'esercizio della funzione pubblica. In altri termini, il legislatore incrimina comportamenti ritenuti pregiudizievoli del bene protetto, a condizione della diffusione della percezione dell'offesa, del collegamento temporale e finalistico con l'esercizio della potestà pubblica e della possibile interferenza perturbatrice col suo espletamento.
2.1 Nel caso di specie, al di là dell'articolo di legge indicato nel capo di imputazione, tali elementi sussistevano, poiché le ingiurie furono pronunciate nei locali scolastici, in modo tale da essere percepite da più persone;
inoltre l'insegnante di scuola media è pubblico ufficiale (Sez. 3, n. 12419 del 06/02/2008, Zinoni, Rv. 239839) e l'esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri con i genitori degli allievi (Sez. 6, n. 4033 del 15/12/1993 - dep. 07/04/1994, Tutina, Rv. 197966; Sez. 6, n. 6587 del 05/02/1991, Dilavanzo, Rv. 187437).
3. In conclusione la sentenza del Giudice di pace di Cecina va annullata senza rinvio e gli atti vanno trasmessi alla Procura della Repubblica di Livorno per il prosieguo.
P.Q.M.
in accoglimento del ricorso del Procuratore Generale annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti alla Procura della Repubblica di Livorno.
Così deciso in Roma, il 12 febbraio 2014.
Depositato in Cancelleria il 3 aprile 2014