Cass. pen., sez. VI, sentenza 21/04/1998, n. 1425
CASS
Sentenza 21 aprile 1998

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Massime1

In tema di corruzione in atti giudiziari, tenuto conto dello scopo della norma incriminatrice, consistente nel garantire che l'attività giudiziaria sia svolta imparzialmente, deve ritenersi che la qualità di "parte" in un processo penale, presa in considerazione dall'art. 319 ter, comma primo, cod. pen., sia da riconoscere non solo all'imputato ma anche all'indagato e a chi dovrebbe rivestire tale qualità.

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  • 1Marco Gambardella
    https://www.sistemapenale.it/it/osservatorio-legislazione

  • 2Marco Gambardella
    https://dirittopenaleuomo.org/

    PUBBLICAZIONI Legittimità e merito dell'atto amministrativo nell'abuso d'ufficio, in Cassazione penale, 1994, p. 1378, n. 851. Offesa di persona diversa e tentativo nei confronti della vittima designata, in Cassazione penale, 1994, p. 68, n. 27. Brevi note sul rapporto tra gli artt. 4 e 5 della l. 2248 all. E del 1865 e il giudizio penale, in Cassazione penale, 1995, p. 377, n. 304. Collaborazione al Codice penale annotato con la giurisprudenza di G. Lattanzi, Giuffrè, 1995. Contributo alla delimitazione del concetto di <> nel reato di ricettazione fallimentare, in Cassazione penale, 1996, p. 638, n. 361. Disapplicazione in bonam partem e divieto per il giudice penale di sostituirsi …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 21/04/1998, n. 1425
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 1425
Data del deposito : 21 aprile 1998

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