Cass. pen., sez. I, sentenza 30/01/2001, n. 11037
CASS
Sentenza 30 gennaio 2001

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Massime1

In tema di immediata declaratoria di cause di non punibilità, la Corte di cassazione, quando l'applicazione di una causa di estinzione del reato richiede un accertamento di merito, deve esaminare gli atti nei limiti propri del giudizio di legittimità e non può compiere valutazioni diverse rispetto a quelle espresse dal giudice di merito.Tuttavia, qualora il convincimento del giudice di merito si sia formato su una prova viziata da nullità, la sentenza deve essere annullata con rinvio affinché il giudice di merito valuti se ricorrano le condizioni per dichiarare l'estinzione del reato o per pronunciare una sentenza di assoluzione nel merito.(Fattispecie in cui era stato dedotto un vizio che rendeva la prova testimoniale, posta a fondamento della sentenza di condanna, affetta da nullità ed in subordine era stata richiesta la prescrizione del reato).

Commentari3

  • 1Calunnia: sussiste anche se il reato attribuito alla persona innocente sia prescritto
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 18 settembre 2023

    La massima Il delitto di calunnia è realizzato anche quando il reato attribuito all'innocente è estinto per prescrizione al momento della denuncia in quanto l'accertamento dell'estinzione del reato presuppone comunque la verifica della configurabilità dell'ipotesi criminosa e l'analisi dell'individuazione della decorrenza del termine prescrizionale, elementi che richiedono un accertamento già idoneo a realizzare lo sviamento dell'amministrazione della giustizia poiché si sviluppa su circostanze non veritiere (Cassazione penale , sez. II , 19/12/2017 , n. 14761). Fonte: Ced Cassazione Penale Vuoi saperne di più sul reato di calunnia? Vuoi consultare altre sentenze in tema di calunnia? La …

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  • 2Calunnia: va condannato chi addebita ad un terzo innocente un fatto concreto e determinato
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 18 settembre 2023

    La massima In tema di rapporto tra diritto di difesa e accuse calunniose, l'imputato, nel corso del procedimento instaurato a suo carico, può negare, anche mentendo, la verità delle dichiarazioni a lui sfavorevoli, ma commette il reato di calunnia quando non si limita a ribadire la insussistenza delle accuse a lui addebitate, ma assume ulteriori iniziative dirette a coinvolgere l'accusatore - di cui pure conosce l'innocenza - nella incolpazione specifica, circostanziata e determinata di un fatto concreto (Cassazione penale , sez. II , 19/12/2017 , n. 14761). Vuoi saperne di più sul reato di calunnia? Vuoi consultare altre sentenze in tema di calunnia? La sentenza integrale RITENUTO IN …

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  • 3Calunnia: non sussiste se i fatti addebitati sono assurdi, inverosimili e grotteschi
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 18 settembre 2023

    La massima Ai fini della configurabilità del reato di calunnia non è necessario l'inizio di un procedimento penale a carico del calunniato, occorrendo soltanto che la falsa incolpazione contenga in sé gli elementi necessari e sufficienti per l'esercizio dell'azione penale nei confronti di una persona univocamente e agevolmente individuabile; cosicché soltanto nel caso di addebito che non rivesta i caratteri della serietà, ma si compendi in circostanze assurde, inverosimili o grottesche, tali da non poter ragionevolmente adombrare - perché in contrasto con i più elementari principi della logica e del buon senso - la concreta ipotizzabilità del reato denunciato, è da ritenere insussistente …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 30/01/2001, n. 11037
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 11037
Data del deposito : 30 gennaio 2001

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