Sentenza 20 dicembre 2018
Massime • 1
Ricorre il delitto di estorsione consumata e non tentata nel caso di consegna da parte della vittima all'estorsore di una somma di denaro sotto il diretto controllo della polizia giudiziaria, che immediatamente dopo provveda all'arresto del responsabile, in quanto l'adoperarsi della vittima affinché si giunga all'arresto dell'autore della condotta illecita integra una delle molteplici modalità di reazione soggettiva della persona offesa allo stato di costrizione in cui versa, senza eliminarlo. (Conf. Sez.U. n.19 del 1999 Rv.214642).
Commentario • 1
- 1. Estorsione: che cos'è e quando si configura il reato previsto dall'art. 629 del codice penaleAvvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 13 maggio 2022
Lo Studio dell'avvocato Salvatore del Giudice è specializzato nei reati contro il patrimonio ed assiste, sia nella fase giudiziale che in quella stragiudiziale, persone accusate o imputate per il reato di estorsione previsto e punito dall'art. 629 del codice penale. Lo Studio ha sede in Napoli alla via Francesco Caracciolo n.10 ed opera in tutta Italia. Al fine di garantire la migliore assistenza legale, monitoriamo costantemente le novità legislative e giurisprudenziali in tema di reati contro il patrimonio e pubblichiamo mensilmente una raccolta aggiornata di sentenze di merito e legittimità. L'Avv. Salvatore del Giudice ha partecipato in qualità di relatore a numerosi convegni in …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. II, sentenza 20/12/2018, n. 12675 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 12675 |
| Data del deposito : | 20 dicembre 2018 |
Testo completo
12675-19 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SECONDA SEZIONE PENALE composta da Pubblica Udienza Presidente Matilde Cammino del 20 dicembre 2018 Giovanna Verga Consigliere Progr. 11 SENT. n. 3648 sez. Pierluigi Cianfrocca Consigliere R.G. N. 27857-2018 Giuseppe Coscioni Consigliere Vincenzo Tutinelli Consigliere relatore ha pronunciato la seguente SENTENZA A MOTIVAZION SENTENZA SEMPLIFICATA Sul ricorso proposto nell'interesse di: RB CA, nato a [...] il [...] avverso la sentenza della Corte di appello di Brescia del 6 febbraio 2018. visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione della causa fatta dal consigliere dott. Vincenzo Tutinelli;
sentite le conclusioni del Pubblico Ministero, nella persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Ferdinando Lignola, che ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con il provvedimento impugnato, la Corte di appello di Brescia ha confermato la sentenza del GIP del Tribunale di Cremona in data 28 giugno 2017 di condanna dell'odierno ricorrente per una fattispecie di estorsione. A fondamento della condanna le dichiarazioni della persona offesa, gli accertamenti di PG e le dichiarazioni degli operanti che avevano fornito alla persona offesa stessa denaro previamente contrassegnato, avevano assistito alla consegna controllatae avevano immediatamente dopo fermato l'estorsore.
2. Propone ricorso per cassazione l'imputato articolando i seguenti motivi.
2.1. Violazione dell'articolo 629 cod. pen. ritenendo sussistente fattispecie tentata e non quella consumata in conseguenza del fatto che tutta l'azione della consegna si era svolta sotto il diretto controllo della polizia giudiziaria dovendosi perciò ritenere la mancanza della costrizione e quella del percepimento di un profitto ingiusto con altra danno. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il motivo di ricorso è manifestamente infondato. 1 2. Secondo l'indirizzo interpretativo consolidato di questa Corte deve ritenersi sussistente il delitto di estorsione consumato, e non solo tentato, allorché la cosa estorta venga consegnata dalla vittima all'estorsore anche se sia predisposto l'intervento della polizia, che provveda immediatamente all'arresto del reo e alla restituzione della cosa estorta alla vittima (Sez. 2, Sentenza n. 1619 del 12/12/2012 Rv. 254450). Infatti, in tale figura delittuosa la modalità di lesione si incentra sulla coazione esercitata dall'agente sulla vittima perché tenga una condotta positiva o negativa in ambito patrimoniale, il cui esito è il profitto che il reo intende procurarsi, che non può essere integrato da altre note, quali la disponibilità autonoma della cosa, senza violare la tassatività della fattispecie." (Cass. SS.UU. n. 19 del 27/10/1999).
3. Quanto alla dedotta insussistenza della coercizione, va precisato che i motivi della scelta di aderire alla pretesa espressa dal soggetto agente attengono al foro interno della persona lesa e non rilevano ai fini del verificarsi dell'evento. Il fatto che la vittima dell'estorsione si adoperi affinché la polizia giudiziaria possa pervenire all'arresto dell'autore della condotta illecita non elimina lo stato di costrizione, ma è una delle molteplici modalità di reazione soggettiva della persona offesa allo stato di costrizione in cui essa versa. Il legislatore, con la formula adottata ("... costringendo taluno a fare od omettere qualche cosa") prende in considerazione lo stato oggettivo di costrizione e non distingue le ragioni che possono indurre la persona offesa ad aderire alla pretesa estorsiva. (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 44319 del 18/11/2005 Rv. 232506). Di conseguenza esattamente la Corte territoriale, respingendo l'appello, ha escluso la derubricazione del delitto contestato nell'ipotesi del tentativo.
4. Alle suesposte considerazioni consegue la dichiarazione di inammissibilità del ricorso e, per il disposto dell'art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al versamento in favore della Cassa delle Ammende di una somma che, ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in € 2.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro duemila a favore della Cassa delle ammende. Sentenza a motivazione semplificata. Così deciso in Roma, il 20 dicembre 2018 Il Consigliere estensore Il Presidente (Matilde Cammino) (Vincenzo Tutinelli) We Q DEPOSITATO IN CANCELLERIA SECONDA SEZIONE PENALE 21 MAR. 2019 IL CANCELLIERE E R P Claudia Pianelli 2 U S