Cass. pen., sez. VI, sentenza 03/12/1988, n. 17202
CASS
Sentenza 3 dicembre 1988

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Massime2

Il termine prescrizionale per il reato continuato decorre dal giorno in cui è cessata la continuazione; a tali effetti il reato continuato è un'unità reale, non suscettibile, come tale, di scomposizione nei singoli reati che la integrano, senza che possa distinguersi tra reati concorrenti omogenei o eterogenei. ( V mass n 160484; ( V mass n 156560, ed ivi citate; ( V mass n 153721; ( V mass n 152855).*

In tema di truffa solo la grossolanità o incredibilità dell'artificio o del raggiro possono far dubitare dell'attitudine del mezzo impiegato ad indurre in errore, mentre la Mancanza di diligenza nel controllo e nella verifica, da parte del soggetto passivo, sugli Atti e sui documenti posti in essere dal soggetto attivo non escludono l'idoneità del mezzo in parola. ( V mass n 175201, ed ivi citate; ( V mass n 148073).*

Commentari2

  • 1Truffa: sono enti pubblici le associazioni private che operano presso enti locali
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 27 settembre 2023

    La massima Ai fini dell'applicazione della circostanza aggravante di cui all' art. 640, comma secondo, n. 1, cod. pen., sono da qualificarsi enti pubblici le associazioni private che, in attuazione di programmi finanziati, in forza di apposita legge, dall'ente provinciale, svolgono attività di formazione, di ricerca e di innovazione tecnologica volta alla realizzazione dell'interesse pubblico della promozione e lo sviluppo socio-economico del territorio di riferimento, al di fuori di ogni logica di tipo industriale o commerciale finalizzata al perseguimento di obiettivi di natura imprenditoriale o con scopo di lucro, tipici di chi opera in regime concorrenziale (Cassazione penale , sez. …

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  • 2Truffa: condannato avvocato che presentava false rendicontazioni per consulenze mai effettuate
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 27 settembre 2023

    La massima In tema di truffa, la prova dell'elemento soggettivo, costituito dal dolo generico, diretto o indiretto, può desumersi dalle concrete circostanze e dalle modalità esecutive dell'azione criminosa, attraverso le quali, con processo logico-deduttivo, è possibile risalire alla sfera intellettiva e volitiva del soggetto, in modo da evidenziarne la cosciente volontà e rappresentazione degli elementi oggettivi del reato, quali l'inganno, il profitto ed il danno, anche se preveduti come conseguenze possibili della propria condotta, di cui si sia assunto il rischio di verificazione. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva affermato la …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 03/12/1988, n. 17202
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 17202
Data del deposito : 3 dicembre 1988

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