Cass. pen., sez. VI, sentenza 02/10/2014, n. 41840
CASS
Sentenza 2 ottobre 2014

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In tema di applicazione di misure cautelari, il giudice competente ex art. 279 cod. proc. pen. può sempre applicare una misura meno afflittiva di quella richiesta dal pubblico ministero, indipendentemente dal contenuto della domanda cautelare. (In motivazione, la S.C. ha precisato che il P.M. è legittimato ad impugnare l'ordinanza che non abbia applicato alcuna misura, al fine di ottenere un provvedimento coercitivo meno afflittivo di quello richiesto, solo se, nella domanda cautelare, aveva anche solo implicitamente prospettato al giudice una simile decisione alternativa).

In tema di misure cautelari, il divieto di dimora di cui all'art. 283, comma primo, cod. proc. pen., non deve necessariamente avere una dimensione "comunale" analoga a quella prevista per la diversa misura dell'obbligo di dimora di cui al secondo comma del predetto articolo, ma può riguardare anche un ambito spaziale più limitato, in quanto nella prima disposizione, a differenza che nella seconda, il legislatore fa riferimento al "dimorare in un determinato luogo", senza alcun'altra specificazione territoriale.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 02/10/2014, n. 41840
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 41840
    Data del deposito : 2 ottobre 2014

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