Cass. pen., sez. IV, sentenza 18/03/2003, n. 16369
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Sentenza 18 marzo 2003

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La connivenza può integrare la colpa grave che, ex art. 314, comma 1, cod. proc. pen., costituisce causa ostativa al sorgere del diritto all'equa riparazione per ingiusta detenzione allorché, nella situazione in concreto accertata, può essere ritenuta indice del venir meno a elementari doveri di solidarietà sociale per impedire il verificarsi di gravi danni alle persone o alle cose, ovvero si concreti - non già in un mero comportamento passivo dell'agente riguardo alla consumazione di un reato - ma nel tollerare che tale reato sia consumato, sempreché l'agente sia in grado di impedire la consumazione o la prosecuzione dell'attività criminosa. (In applicazione di tale principio la S.C. ha ritenuto insussistente il diritto all'equa riparazione per ingiusta detenzione nel comportamento del soggetto sottoposto a misura cautelare, costantemente presente all'interno di un chiosco per la vendita di giornali, in cui il proprio padre spacciava abitualmente sostanze stupefacenti).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. IV, sentenza 18/03/2003, n. 16369
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 16369
    Data del deposito : 18 marzo 2003

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