Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/12/2016, n. 2673
CASS
Sentenza 13 dicembre 2016

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Massime1

Non sussiste alcuna violazione del diritto di difesa qualora, nel corso del processo, l'imputato alloglotta sia assistito dall'interprete della lingua che egli stesso dichiari di parlare e di comprendere, ancorché non si tratti della lingua madre, in quanto la previsione di cui all'art. 143 cod. proc. pen. è preordinata ad assicurare all'imputato - non già il diritto alla traduzione degli atti nella lingua madre - bensì l'assistenza dell'interprete in una lingua che gli consenta la piena comprensione degli atti e degli snodi fondamentali del processo.

Commentario1

  • 1Nessuna presunzione, conoscibilità del processo non è conoscenza (Trib. Rovereto, 148/19)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 27 giugno 2019

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/12/2016, n. 2673
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2673
Data del deposito : 13 dicembre 2016

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