Cass. pen., sez. V, sentenza 04/12/2013, n. 5247
CASS
Sentenza 4 dicembre 2013

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

In tema di diffamazione, sussiste l'esimente dell'esercizio del diritto di critica sindacale quando le affermazioni di censura sono volte a stigmatizzare, seppur con toni aspri ma conferenti all'oggetto della controversia, un fatto vero del datore di lavoro. (Nella specie, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza con cui l'imputato, nella qualità di rappresentante di una organizzazione sindacale, era stato condannato per avere, attraverso l'invio - via fax - di una comunicazione letta da più persone, ipotizzato nei confronti del datore di lavoro il delitto di appropriazione indebita, facendo riferimento ad un fatto vero, quale l'omesso versamento dei contributi sindacali).

Commentari2

  • 1Spetta alla Cassazione valutare l’offensività della frase diffamatoria: se manca la portata lesiva, l’imputato va assolto (Cass. Pen. n. 2473/2019)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 5 settembre 2023

    La massima In materia di diffamazione, la Corte di cassazione può conoscere e valutare l'offensività della frase che si assume lesiva della altrui reputazione perché è compito del giudice di legittimità procedere in primo luogo a considerare la sussistenza o meno della materialità della condotta contestata e, quindi, della portata offensiva delle frasi ritenute diffamatorie, dovendo, in caso di esclusione di questa, pronunciare sentenza di assoluzione dell'imputato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che la frase incriminata potesse essere scriminata in base al diritto di "critica sindacale" ed ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna pronunciata ai soli effetti civili - …

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  • 2Critica sindacale può essere aspra e pungente (Cass.2473/20)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 8 giugno 2023

    In tema di diffamazione, nella valutazione del requisito della continenza, necessario ai fini del legittimo esercizio del diritto di critica, si deve tenere conto del complessivo contesto in cui si realizza la condotta e verificare se i toni utilizzati dall'agente, pur aspri e forti, non siano gravemente infamanti e gratuiti, ma siano, invece, comunque pertinenti al tema in discussione. Commenti che trovano la loro origine in comportamenti ritenuti lesivi della dignità della persona e dei diritti dei lavoratori/lavoratrico non possono non assumere rilievo ai fini della valutazione della sussistenza della scriminante del diritto di critica in relazione a quanto scritto proprio in …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 04/12/2013, n. 5247
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 5247
Data del deposito : 4 dicembre 2013

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