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Sentenza 6 febbraio 2023
Sentenza 6 febbraio 2023
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. II, sentenza 06/02/2023, n. 4959 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 4959 |
| Data del deposito : | 6 febbraio 2023 |
Testo completo
SENTENZA sul ricorso proposto nell'interesse di IN TO, nato il [...] in [...], SK ZY, nata in [...] il [...], contro la sentenza della Corte di Appello di Ancona dell'11.3.2021, visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere (SEi Pierluigi Cianfrocca;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Pietro Molino, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di Appello di Ancona ha confermato la sentenza con cui il Tribunale di Pesaro, in data 18.9.2018, aveva riconosciuto TO IN e ZY SK responsabili dei reati loro rispettivamente ascritti ovvero, entrambi, di appropriazione indebita in danno della ditta Ca.ie. e, il solo IN, anche del delitto di cui all'art. 483 cod. pen. e, perciò, li aveva condannati alla Penale Sent. Sez. 2 Num. 4959 Anno 2023 Presidente: BELTRANI SERGIO Relatore: CIANFROCCA PIERLUIGI Data Udienza: 02/11/2022 pena complessiva e finale di mesi 5 di reclusione ed Euro 600 di multa oltre al pagamento delle spese processuali;
2. ricorre per cassazione il difensore del IN e della SK lamentando: 2.1 violazione di legge con riferimento agli artt. 192 e 533 cod. proc. pen. e vizio di motivazione per manifesta illogicità, mancanza e contraddittorietà: rileva che la Corte di Appello non si è confrontata con le censure articolate con l'atto di gravame in cui la difesa aveva segnalato che la ricostruzione dei fatti era stata operata sulla scorta di elementi non acquisiti al processo e, in particolare, della querela, attese le numerose incertezze e lacune da cui era stata caratterizzata la deposizione del OL;
2.2 violazione di legge con riferimento agii artt. 192 e 533 cod. proc. pen. e vizio di motivazione per manifesta illogicità, mancanza e contraddittorietà, con travisamento della prova in riferimento alla responsabilità del IN quanto al delitto di cui all'art. 483 cod. pen.: richiama il terzo motivo di appello in cui la difesa aveva evidenziato che non vi era prova che fosse stato il IN a provvedere al disbrigo delle pratiche per la cessazione della circolazione del veicolo e dell'esistenza di documenti in cui egli se ne dichiarava proprietario come, anche, la mancanza di un atto pubblico oggetto del reato contestato;
segnala che la Corte ha richiamato la scrittura del 22.4.2017 che, tuttavia, non dimostra affatto quanto ritenuto invece dai giudici di merito;
2.3 violazione di legge in relazione all'art. 133 cod. pen. e vizio di motivazione per manifesta illogicità e contraddittorietà, in merito al trattamento sanzionatorio: segnala come la Corte di Appello abbia omesso di prendere in esame la censura difensiva con cui era stata segnalata la irragionevolezza del trattamento sanzionatorio riservato alla SK e su cui i giudici avevano motivato in maniera di fatto apparente;
aggiunge che nulla la Corte ha ritenuto di argomentare sulla censura relativa al diniego delle attenuanti generiche limitandosi a ritenere irrilevante lo stato di incensuratezza;
3. con un motivo nuovo la difesa ha dedotto l'intervenuta remissione della querela da parte della persona offesa e la relativa e contestuale accettazione degli imputati, formalizzate presso la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Pesaro. 4. il PG ha trasmesso la requisitoria scritta ai sensi dell'art. 23, comma 8, del DL 137 del 2020 concludendo per l'inammissibilità del ricorso. CONSIDERATO IN DIRITTO La sentenza impugnata va annullata senza rinvio per la US e, limitatamente al delitto di appropriazione indebita, per il IN, con rinvio per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio. 1. TO IN e ZY SK erano stati chiamati a rispondere e sono stati riconosciuti responsabili, nei due gradi di merito ed all'esito di un conforme apprezzamento delle medesime emergenze istruttorie, del delitto di appropriazione indebita di trattore stradale di proprietà della Ca.Ie. Trasporti di OL IG e NA TI snc di cui avevano la custodia in quanto incaricati di promuoverne la vendita e di cui si sarebbero invece indebitamente appropriati;
il solo IN, inoltre, era stato chiamato a rispondere, e pure riconosciuto responsabile, del delitto di cui all'art. 483 cod. pen. "... perché attestava falsamente al pubblico ufficiale competente di essere proprietario del trattore stradale modello Daimler Chrysler ... al fine di ottenere la documentazione necessaria alla rottamazione dello stesso, circostanza non rispondente al vero in quanto il mezzo era di proprietà della ditta Ca.Ie. Trasporti di OL IG e NA TI snc ...". 2. La difesa degli imputati ha trasmesso motivi nuovi allegando il verbale, redatto in data 4.8.2021 presso l'aliquota di PG della Polizia di Stato della Procura della Repubblica di Pesaro, in cui l'Avv. Simone Pagliarecci, a tal fine munito di procura speciale conferitagli dal OL e dallo NA, aveva dichiarato di voler rimettere la querela nei confronti del IN e della SK i quali, contestualmente, avevano dichiarato di accettare. La sentenza impugnata va, dunque, annullata quanto al delitto di appropriazione indebita perché, per l'appunto, estinto per intervenuta remissione della querela, con conseguente condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali. 3. Il ricorso del IN è, nel resto, manifestamente infondato. Secondo il Tribunale "... dalla copia del libretto di circolazione e dalla copia del certificato di proprietà elettronico, si evince ... che il mezzo era stato rottamato dal IN presso il PRA di Forlì-Cesena in data 28.2.2018 senza autorizzazione e, anzi, in quella occasione, il IN aveva attestato falsamente al pubblico ufficiale competente di essere proprietario del trattore stradale, condotta idonea ad integrare gli stremi del reato ex art. 483 cod. perì." (cfr., pag. 7 della sentenza di primo grado). Con l'atto di appello (cfr., pagg. 7 e ssgg.) la difesa aveva evidenziato che i documenti richiamati dal Tribunale non erano significativi e che, in particolare, che non esistevano documenti in cui il IN si era dichiarato proprietario del mezzo in questione. La Corte di Appello, con argomentazione "in fatto" non censurata nel ricorso, ha tuttavia richiamato i documenti evocati nella sentenza impugnata nonché la scrittura privata del 22.4.2017 in cui il IN " dichiarava di aver rottamato il veicolo in oggetto senza l'autorizzazione della committente Ca.Ie. Trasporti ..." aggiungendo che "... con tale documento ... ammetteva i fatti contestati e, in particolare, la vendita e la rottamazione del vicolo senza autorizzazione delle persone offese e l'appropriazione della somma incassata " (cfr., pagg.
7-8 della sentenza di appello). Nessun dubbio, peraltro, che la condotta ascritta al IN abbia realizzato gli estremi della fattispecie delittuosa contestata essendosi l'imputato falsamente dichiarato proprietario del mezzo, in quanto solo in tal modo avrebbe potuto, quale unico soggetto legittimato a farlo, ottenerne la cancellazione da! PRA per poterlo esportare (cfr., per una fattispecie simile a quella in esame, Sez. 5 - , Sentenza n. 45012 del 14/10/2021, Akinoia Oyemusi, Rv. 282282 - 01). La pena complessiva era stata calcolata considerando più grave il delitto di appropriazione indebita per il quale era stata stabilita quella di mesi 4 di reclusione ed Euro 500 di multa, aumentata di mesi 1 ed Euro 100 di multa per il capo b) (ovvero per il 483 cod. pen.). L'annullamento per il capo a) impone, dunque, quanto al IN, il rinvio alla Corte di Appello di Perugia per la rideterminazione della pena con esclusivo riferimento al delitto di cui al capo b).
P.Q.M.
annulla senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di IN TO e SK ZY limitatamente al reato di cui al capo A), perché il reato è estinto per remissione di querela. Condanna gli imputati al pagamento delle spese processuali. Dichiara inammissibile nel resto il ricorso del IN, dichiara irrevocabile l'affermazione di responsabilità e rinvia alla Corte rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Così deise-i.n Roma, il 2.11.2022 di Appello di Perugia per la
udita la relazione svolta dal consigliere (SEi Pierluigi Cianfrocca;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Pietro Molino, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di Appello di Ancona ha confermato la sentenza con cui il Tribunale di Pesaro, in data 18.9.2018, aveva riconosciuto TO IN e ZY SK responsabili dei reati loro rispettivamente ascritti ovvero, entrambi, di appropriazione indebita in danno della ditta Ca.ie. e, il solo IN, anche del delitto di cui all'art. 483 cod. pen. e, perciò, li aveva condannati alla Penale Sent. Sez. 2 Num. 4959 Anno 2023 Presidente: BELTRANI SERGIO Relatore: CIANFROCCA PIERLUIGI Data Udienza: 02/11/2022 pena complessiva e finale di mesi 5 di reclusione ed Euro 600 di multa oltre al pagamento delle spese processuali;
2. ricorre per cassazione il difensore del IN e della SK lamentando: 2.1 violazione di legge con riferimento agli artt. 192 e 533 cod. proc. pen. e vizio di motivazione per manifesta illogicità, mancanza e contraddittorietà: rileva che la Corte di Appello non si è confrontata con le censure articolate con l'atto di gravame in cui la difesa aveva segnalato che la ricostruzione dei fatti era stata operata sulla scorta di elementi non acquisiti al processo e, in particolare, della querela, attese le numerose incertezze e lacune da cui era stata caratterizzata la deposizione del OL;
2.2 violazione di legge con riferimento agii artt. 192 e 533 cod. proc. pen. e vizio di motivazione per manifesta illogicità, mancanza e contraddittorietà, con travisamento della prova in riferimento alla responsabilità del IN quanto al delitto di cui all'art. 483 cod. pen.: richiama il terzo motivo di appello in cui la difesa aveva evidenziato che non vi era prova che fosse stato il IN a provvedere al disbrigo delle pratiche per la cessazione della circolazione del veicolo e dell'esistenza di documenti in cui egli se ne dichiarava proprietario come, anche, la mancanza di un atto pubblico oggetto del reato contestato;
segnala che la Corte ha richiamato la scrittura del 22.4.2017 che, tuttavia, non dimostra affatto quanto ritenuto invece dai giudici di merito;
2.3 violazione di legge in relazione all'art. 133 cod. pen. e vizio di motivazione per manifesta illogicità e contraddittorietà, in merito al trattamento sanzionatorio: segnala come la Corte di Appello abbia omesso di prendere in esame la censura difensiva con cui era stata segnalata la irragionevolezza del trattamento sanzionatorio riservato alla SK e su cui i giudici avevano motivato in maniera di fatto apparente;
aggiunge che nulla la Corte ha ritenuto di argomentare sulla censura relativa al diniego delle attenuanti generiche limitandosi a ritenere irrilevante lo stato di incensuratezza;
3. con un motivo nuovo la difesa ha dedotto l'intervenuta remissione della querela da parte della persona offesa e la relativa e contestuale accettazione degli imputati, formalizzate presso la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Pesaro. 4. il PG ha trasmesso la requisitoria scritta ai sensi dell'art. 23, comma 8, del DL 137 del 2020 concludendo per l'inammissibilità del ricorso. CONSIDERATO IN DIRITTO La sentenza impugnata va annullata senza rinvio per la US e, limitatamente al delitto di appropriazione indebita, per il IN, con rinvio per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio. 1. TO IN e ZY SK erano stati chiamati a rispondere e sono stati riconosciuti responsabili, nei due gradi di merito ed all'esito di un conforme apprezzamento delle medesime emergenze istruttorie, del delitto di appropriazione indebita di trattore stradale di proprietà della Ca.Ie. Trasporti di OL IG e NA TI snc di cui avevano la custodia in quanto incaricati di promuoverne la vendita e di cui si sarebbero invece indebitamente appropriati;
il solo IN, inoltre, era stato chiamato a rispondere, e pure riconosciuto responsabile, del delitto di cui all'art. 483 cod. pen. "... perché attestava falsamente al pubblico ufficiale competente di essere proprietario del trattore stradale modello Daimler Chrysler ... al fine di ottenere la documentazione necessaria alla rottamazione dello stesso, circostanza non rispondente al vero in quanto il mezzo era di proprietà della ditta Ca.Ie. Trasporti di OL IG e NA TI snc ...". 2. La difesa degli imputati ha trasmesso motivi nuovi allegando il verbale, redatto in data 4.8.2021 presso l'aliquota di PG della Polizia di Stato della Procura della Repubblica di Pesaro, in cui l'Avv. Simone Pagliarecci, a tal fine munito di procura speciale conferitagli dal OL e dallo NA, aveva dichiarato di voler rimettere la querela nei confronti del IN e della SK i quali, contestualmente, avevano dichiarato di accettare. La sentenza impugnata va, dunque, annullata quanto al delitto di appropriazione indebita perché, per l'appunto, estinto per intervenuta remissione della querela, con conseguente condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali. 3. Il ricorso del IN è, nel resto, manifestamente infondato. Secondo il Tribunale "... dalla copia del libretto di circolazione e dalla copia del certificato di proprietà elettronico, si evince ... che il mezzo era stato rottamato dal IN presso il PRA di Forlì-Cesena in data 28.2.2018 senza autorizzazione e, anzi, in quella occasione, il IN aveva attestato falsamente al pubblico ufficiale competente di essere proprietario del trattore stradale, condotta idonea ad integrare gli stremi del reato ex art. 483 cod. perì." (cfr., pag. 7 della sentenza di primo grado). Con l'atto di appello (cfr., pagg. 7 e ssgg.) la difesa aveva evidenziato che i documenti richiamati dal Tribunale non erano significativi e che, in particolare, che non esistevano documenti in cui il IN si era dichiarato proprietario del mezzo in questione. La Corte di Appello, con argomentazione "in fatto" non censurata nel ricorso, ha tuttavia richiamato i documenti evocati nella sentenza impugnata nonché la scrittura privata del 22.4.2017 in cui il IN " dichiarava di aver rottamato il veicolo in oggetto senza l'autorizzazione della committente Ca.Ie. Trasporti ..." aggiungendo che "... con tale documento ... ammetteva i fatti contestati e, in particolare, la vendita e la rottamazione del vicolo senza autorizzazione delle persone offese e l'appropriazione della somma incassata " (cfr., pagg.
7-8 della sentenza di appello). Nessun dubbio, peraltro, che la condotta ascritta al IN abbia realizzato gli estremi della fattispecie delittuosa contestata essendosi l'imputato falsamente dichiarato proprietario del mezzo, in quanto solo in tal modo avrebbe potuto, quale unico soggetto legittimato a farlo, ottenerne la cancellazione da! PRA per poterlo esportare (cfr., per una fattispecie simile a quella in esame, Sez. 5 - , Sentenza n. 45012 del 14/10/2021, Akinoia Oyemusi, Rv. 282282 - 01). La pena complessiva era stata calcolata considerando più grave il delitto di appropriazione indebita per il quale era stata stabilita quella di mesi 4 di reclusione ed Euro 500 di multa, aumentata di mesi 1 ed Euro 100 di multa per il capo b) (ovvero per il 483 cod. pen.). L'annullamento per il capo a) impone, dunque, quanto al IN, il rinvio alla Corte di Appello di Perugia per la rideterminazione della pena con esclusivo riferimento al delitto di cui al capo b).
P.Q.M.
annulla senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di IN TO e SK ZY limitatamente al reato di cui al capo A), perché il reato è estinto per remissione di querela. Condanna gli imputati al pagamento delle spese processuali. Dichiara inammissibile nel resto il ricorso del IN, dichiara irrevocabile l'affermazione di responsabilità e rinvia alla Corte rideterminazione del trattamento sanzionatorio. Così deise-i.n Roma, il 2.11.2022 di Appello di Perugia per la