Versione
1 gennaio 1987
1 gennaio 1987
Art. 26. Riduzione dell'anzianita' di iscrizione 1. Per gli iscritti che compiano i sessantacinque anni fra la data di entrata in vigore della presente legge ed il 31 dicembre 1992, l'anzianita' trentennale di cui all'articolo 2, comma 1, e' ridotta in misura pari agli anni intercorrenti fra quello di compimento del sessantacinquesimo anno ed il 1992. Per gli iscritti che compiano i settanta anni fra la data di entrata in vigore della presente legge ed il 31 dicembre 1987, l'anzianita' venticinquennale di cui all'articolo 2, comma 1, e' ridotta in misura pari agli anni intercorrenti fra quello di compimento del settantesimo anno di eta' ed il 1987.
2. Per gli iscritti ai quali e' applicabile l' articolo 5, lettera b), della legge 23 dicembre 1970, n. 1140 , l'anzianita' trentennale di cui all'articolo 2, comma 1, e' ridotta a quella ivi prevista.
3. La riduzione e' applicata ai soli fini della maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, su richiesta degli iscritti, a condizione che questi possano vantare, dopo il compimento dell'eta' pensionabile, una anzianita' effettiva o convenzionale di iscrizione e contribuzione di almeno venticinque anni, nel caso previsto dal comma 1, e di almeno venti anni, nel caso previsto dal comma 2.
4. La pensione e' commisurata all'anzianita' effettiva o convenzionale maturata alla data del pensionamento.
5. Per coloro che siano stati colpiti da invalidita' prima della data di entrata in vigore della presente legge, il periodo di anzianita' previsto dall'articolo 4, comma 1, lettera b), e' ridotto a cinque anni e la pensione puo' essere concessa qualunque fosse l'eta' dell'avente diritto al momento di iscrizione alla Cassa.
6. Le iscrizioni avvenute prima dell'entrata in vigore della presente legge si intendono compiute, a tutti gli effetti contributivi e previdenziali, con decorrenza dal 10 gennaio dell'anno in cui sono avvenute.
Nota all' art. 26 :
L' art. 5, lettera b), della legge n. 1140/1970 (Adeguamento della legislazione sulla previdenza e sull'assistenza dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali) riguarda la corresponsione della pensione diretta di vecchiaia ai dottori commercialisti che, al compimento del settantesimo anno di eta', abbiamo maturato almeno venti anni di contribuzione.
2. Per gli iscritti ai quali e' applicabile l' articolo 5, lettera b), della legge 23 dicembre 1970, n. 1140 , l'anzianita' trentennale di cui all'articolo 2, comma 1, e' ridotta a quella ivi prevista.
3. La riduzione e' applicata ai soli fini della maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, su richiesta degli iscritti, a condizione che questi possano vantare, dopo il compimento dell'eta' pensionabile, una anzianita' effettiva o convenzionale di iscrizione e contribuzione di almeno venticinque anni, nel caso previsto dal comma 1, e di almeno venti anni, nel caso previsto dal comma 2.
4. La pensione e' commisurata all'anzianita' effettiva o convenzionale maturata alla data del pensionamento.
5. Per coloro che siano stati colpiti da invalidita' prima della data di entrata in vigore della presente legge, il periodo di anzianita' previsto dall'articolo 4, comma 1, lettera b), e' ridotto a cinque anni e la pensione puo' essere concessa qualunque fosse l'eta' dell'avente diritto al momento di iscrizione alla Cassa.
6. Le iscrizioni avvenute prima dell'entrata in vigore della presente legge si intendono compiute, a tutti gli effetti contributivi e previdenziali, con decorrenza dal 10 gennaio dell'anno in cui sono avvenute.
Nota all' art. 26 :
L' art. 5, lettera b), della legge n. 1140/1970 (Adeguamento della legislazione sulla previdenza e sull'assistenza dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali) riguarda la corresponsione della pensione diretta di vecchiaia ai dottori commercialisti che, al compimento del settantesimo anno di eta', abbiamo maturato almeno venti anni di contribuzione.
Giurisprudenza • 2
- 1. Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 26/01/1999, n. 702Provvedimento: […] la Cassa che, nella specie, non era applicabile la minore anzianità contributiva richiesta dalla legge n. 1140 del 1970, giacché la situazione dello IA non rientrava in alcuna delle tre ipotesi previste dall'art. 26 della successiva legge n. 21 del 1986, avendo egli compiuto - alla data di entrata in vigore di questa ultima - 65 anni di età, ma non 70, ne' conseguito il duplice requisito dell'età e dei 20 anni di contribuzione. […] Essa è stata contestualmente approntata mediante la specifica previsione di un graduale regime transitorio, contenuto nell'art.26 legge n. 21 del 1986 "come successivamente interpretato ed integrato dall'art. 9 legge n. 45 del 1990". […]Leggi di più...
- interpretazione autentica dell'art. 2 ex legge n. 45/1990·
- soggetti ultrasettantenni con 20 anni di contribuzione·
- riforma previdenziale ex legge n. 21/1986·
- dottori commercialisti·
- limiti contributivi previgenti più favorevoli·
- ultrattività·
- disciplina transitoria·
- elevazione dei requisiti contributivi pensionistici·
- professionisti·
- previdenza