TRIB
Sentenza 12 dicembre 2025
Sentenza 12 dicembre 2025
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Brescia, sentenza 12/12/2025, n. 5501 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Brescia |
| Numero : | 5501 |
| Data del deposito : | 12 dicembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI BRESCIA
- Sezione Terza Civile -
Riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei magistrati dott. ND IN Presidente relatore dott.ssa Costanza Teti Giudice dott. Francesco Rinaldi Giudice ha pronunziato la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 10222/2025 promossa da
(c.f. ) (avv. CAROLINA MARI) Parte_1 C.F._1
PARTE ATTRICE con l'intervento del
Pubblico Ministero
PARTE INTERVENUTA
* * *
Oggetto del processo: «rettificazione di sesso ex art. 31 d.lgs. n. 150/2011».
***
Conclusioni
Per parte attrice: come da note scritte depositate in data 3.12.2025
***
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
1.
L'attore, celibe e senza figli, ha chiesto l'attribuzione di un sesso diverso da quello, maschile, enunciato nei registri dello stato civile.
La causa è stata istruita mediante l'acquisizione dei documenti prodotti dalla parte attrice.
All'esito di udienza c.d. figurata, la causa è stata rimessa al Collegio.
2.
Si richiamano atti e documenti di causa, noti alle parti. 3.
La rettificazione del sesso, alla luce dei più recenti approdi della giurisprudenza di legittimità, non passa necessariamente attraverso il trattamento medico-chirurgico.
La Suprema Corte ha infatti affermato che «alla stregua di un'interpretazione costituzionalmente orientata, e conforme alla giurisprudenza della CEDU, dell'art. 1 della l. n. 164 del 1982, nonché del successivo art. 3 della medesima legge, attualmente confluito nell'art. 31, comma 4, del d.lgs. n. 150 del 2011, per ottenere la rettificazione del sesso nei registri dello stato civile deve ritenersi non obbligatorio l'intervento chirurgico demolitorio e/o modificativo dei caratteri sessuali anatomici primari. Invero, l'acquisizione di una nuova identità di genere può essere il frutto di un processo individuale che non ne postula la necessità, purché la serietà ed univocità del percorso scelto e la compiutezza dell'approdo finale sia oggetto, ove necessario, di accertamento tecnico in sede giudiziale» (Cass. Civ., Sez. I, 20.7.2015, n. 15138).
Nel caso di specie, dalla documentazione prodotta risulta che le condizioni psico-sessuali della parte ricorrente sono di tipo femminile, sicché sussiste la condizione di transessualismo [a tale scopo si veda la relazione clinico legale della Dott.ssa medico endocrinologo presso Per_1
l'Università degli Studi di Milano – La Statale, prodotta con atto introduttivo sub. 6 e la relazione psicologica della Dott.ssa in cui emerge che «Il pt è infatti portatore di Persona_2
Disforia/Incongruenza di genere secondo il Manuale Diagnostico Statistico delle Malattie Mentali
DSM 5-TR» (vedasi pag. 1 del doc. 5), «Ritengo terapeutico che il paziente possa accedere ad una rettifica anagrafica formale e ad un'autorizzazione all'esecuzione degli interventi chirurgici demolitivi ed eventualmente ricostruttivi per la riassegnazione chirurgica del sesso, per alleviare la sofferenza dovuta alla scissione esistente tra la sua identità psicologica femminile e la sua identità biologica maschile» (vedasi pag. 4 del doc. 5)].
Ricorrono, pertanto, i presupposti psichici per la rettifica immediata delle risultanze anagrafiche, dal momento che l'identità di genere è definitivamente fissata ed il percorso intrapreso dalla parte ricorrente è connotato da serietà ed univocità, essendo la stessa «assolutamente consapevole dell'irreversibilità del percorso di affermazione di genere» (così, relazione dott.ssa
. Per_1
Nulla si deve, invece, disporre sulla domanda di autorizzazione all'intervento chirurgico di riconversione del sesso1, poiché la Corte costituzionale, con sentenza n. 143 del 2024, ha dichiarato
«l'illegittimità costituzionale dell'art. 31, comma 4, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150
(Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso».
4.
Secondo costante giurisprudenza, in questo procedimento può essere accolta la domanda di attribuzione di un nuovo nome (Trib. Roma, sez. I, 20 settembre 1986, n. 566; Trib. Benevento, 10 gennaio 1985).
Nessuna norma impone l'attribuzione di un nome proprio che sia automatica trasposizione del nome originario (Trib. Bologna, 16 aprile 2007).
Alle trasformazioni somatiche corrisponde e si accompagna l'assunzione di una nuova identità psicosessuale, che, fisiologicamente, si riflette nella possibilità di scelta di un nuovo nome, anche del tutto difforme da quello precedente (cfr. Trib. Milano 18 maggio 2005 n. 5694, Trib. Milano 13 gennaio 2005 n. 328).
Nel caso di specie, la persona ha chiesto l'assegnazione del nome “ ”. Pt_2
La richiesta deve essere accolta.
5.
Le spese di lite vengono dichiarate irripetibili.
P.Q.M.
Il Tribunale di Brescia, in composizione collegiale, definitivamente pronunciando, con l'intervento del Pubblico Ministero:
1. attribuisce alla parte attrice il sesso femminile;
2. attribuisce alla parte attrice “ ” il nuovo nome ”; Parte_1 Persona_3
3. dispone la rettificazione dell'atto di nascita della parte attrice, ordinando che lo stesso venga così corretto: dove è scritto “ ” deve leggersi e intendersi ”; Parte_1 Persona_3 dove è scritto “sesso maschile” si legga “sesso femminile”;
4. ordina all'Ufficiale dello Stato civile del Comune di Roncadelle (BS), ove fu compilato l'atto di nascita, di effettuare la rettifica nel relativo registro (atto n. 10 Parte II Serie B anno 2007);
5. dichiara di non doversi provvedere in ordine alla domanda di autorizzazione all'intervento chirurgico di riconversione del sesso;
6. dichiara irripetibili le spese di lite.
Così deciso in Brescia nella Camera di consiglio del giorno 12 dicembre 2025
Il Presidente estensore
ND IN 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 Ciò non significa che non vi siano le condizioni per eseguire l'intervento, ma semplicemente che, a tal fine, non occorre alcuna autorizzazione da parte del giudice, dovendovi le strutture sanitarie a ciò deputate provvedervi a prescindere da essa.