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Sentenza 19 febbraio 2025
Sentenza 19 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Trieste, sentenza 19/02/2025, n. 159 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Trieste |
| Numero : | 159 |
| Data del deposito : | 19 febbraio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE ORDINARIO DI TRIESTE
– Sezione Civile –
R.G. 2510/2023
Il Tribunale di Trieste – Sezione Civile, in persona del G.O.P. Carlo D'Angelillo, nel procedimento ex art. 281-decies e ss. c.p.c., recante il suindicato numero di R.G., avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, promossa da:
1. , nata a [...] - SP, Brasile il 08.09.1945; Controparte_1
2. nato a [...]á - PR, Brasile il 04.10.1965; Controparte_2
3. nato a [...] - SP, Brasile il 01.04.2004; Controparte_3
4. nato a [...]á - PR, Brasile il 22.01.1967, in proprio e Controparte_4 nella qualità di esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a Controparte_5
, sul figlio minore:
[...]
5. nato a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 05.02.2019; Controparte_6
6. , nata a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 27.06.2002; Controparte_7
7. nato a [...]á - PR, Brasile il 12.11.1969; Controparte_8
8. nato a [...] - SP, Brasile il 07.02.2001; Controparte_9
9. nato a [...] - SP, Brasile il 20.10.2004; Controparte_10
10. nata a [...] - SP, Brasile il 31.03.1983, in proprio e nella Controparte_11 qualità di esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sui figli minori: Persona_1
11. , nata a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 30.07.2011; Controparte_12
12. , nato a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 01.12.2013; Controparte_13
13. , nata a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 18.01.2021; Parte_1 tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Luiz Gustavo Scarpelli dos Santos Reis;
Contro il , in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso Controparte_14 dall'Avvocatura distrettuale dello Stato;
Con l'intervento del Pubblico Ministero; SCIOGLIENDO la riserva assunta all'udienza del 30/07/2024, VISTI gli atti di causa nonché le conclusioni riportate dalle parti, che ivi abbiansi per ripetute e trascritte, ESAMINATI i documenti della procedura, VISTO l'art. 281-sexies, c.p.c., per la REPUBBLICA ITALIANA e IN NOME
DEL POPOLO ITALIANO, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
La domanda dei ricorrenti è fondata e merita di essere accolta.
Preliminarmente, si evidenzia che gli atti di causa sono stati trasmessi al P.M., il quale nulla ha opposto.
Il convenuto , ritualmente evocato, si è regolarmente costituito. Controparte_14
La linea di discendenza risulta essere sufficientemente provata con la documentazione versata in atti, ove straniera, appositamente tradotta e apostillata.
L'avo da cui muove la discendenza iure sanguinis è , nato il [...] a Persona_2
Portogruaro, in provincia di Venezia (nella competenza territoriale del Tribunale di Pordenone e della Corte d'Appello di Trieste). Sul punto si rileva che il Comune di Portogruaro è stato annesso al Regno d'Italia nel 1866 (https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi- bin/siusa/pagina.pl? Email_1
Pag. 1 di 4 ), successivamente alla nascita dell'avo. La permanenza sul Email_2 territorio al momento della proclamazione del Regno per l'acquisizione della cittadinanza italiana, è palesata dal certificato di matrimonio rilasciato dal Comune di Portogruaro, celebrato in data
21/11/1889.
Per i ricorrenti la linea di discendenza così è costituita:
1. : – , nato il [...], in [...]; Controparte_1 Persona_2 Persona_3
2. – , nato il [...], in [...] Controparte_2 Persona_2 Persona_3
– ; Controparte_1
3. – , nato il [...], in [...] – Controparte_3 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_2
4. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_4 Persona_2 Persona_3
; Controparte_1
5. Murilo Ferreira Sanches Perez: – , nato il [...], in Persona_2 Persona_3
Brasile – – ; Controparte_1 Controparte_4
6. : – , nato il [...], in [...] Controparte_7 Persona_2 Persona_3
– – ; Controparte_1 Controparte_4
7. – , nato il [...], in [...] – Controparte_8 Persona_2 Persona_3
; Controparte_1
8. – , nato il [...], in [...] – Controparte_9 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_8
9. – , nato il [...], in [...] – Controparte_10 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_8
10. Sanches Peres: – , nato il [...], in Email_3 Persona_2 Persona_3
Brasile – ; Controparte_1
11. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_12 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_11
12. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_13 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_11
13. : – , nato il [...], in [...] – Parte_1 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_11
In punto di diritto, rileva precisare che per lungo tempo, sia in epoca pre-unitaria che successivamente e fino all'ufficiale istituzione delle anagrafi civili presso i Comuni, era devoluto alle Parrocchie il compito di tenere registri civili di nascita (e di battesimo) dei soggetti nati presso la circoscrizione ecclesiastica. Pienamente probanti, dunque, i certificati di nascita estratti dai registri parrocchiali.
Inoltre, è principio consolidato l'ammissibilità di documentazione che presenti discordanza delle generalità dei cittadini che costituiscono la linea di discendenza. Tale discordanza – sempreché non metta fortemente in dubbio la riferibilità di un atto a un dato discendente – non è, infatti, motivo di diniego del provvedimento qualora, con altri elementi, sia desumibile il rapporto di parentela diretto che consente la trasmissione dello status civitatis.
Ancora, il figlio minore, all'esito del riconoscimento della cittadinanza italiana del genitore, acquisisce dalla nascita lo stato di cittadino italiano senza necessità di procedimenti aggiuntivi (art. 14, Legge n. 91/1992), tuttavia, nulla osta alla pronuncia anche nei suoi confronti dello status di cittadino italiano.
Pag. 2 di 4 Ulteriormente, si riporta l'orientamento della Cassazione a Sezioni Unite che, con le sentenze 25317 e 25318 dell'anno 2022, ha affermato che la perdita dello status di cittadino italiano deve avvenire mediante “una manifestazione esplicita di volontà sostanziale”. La rinuncia a tale status deve essere supportata da una “prova piena” dalla quale emerga la volontà inequivocabile di rinunciare allo stato di cittadino italiano. Inoltre, la rinuncia deve essere provata da chi contesta lo status civitatis, secondo le regole ordinarie dell'onere della prova. Ne discende, dunque, che hai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, non occorre depositare il cd.
“certificato negativo di naturalizzazione”, e la prova di ogni eventuale interruzione della linea di discendenza ricadrà sul convenuto , che, nella specie, nulla ha dimostrato. Controparte_14
La contestazione sollevata dal convenuto circa l'omessa indicazione della residenza dei CP_14 ricorrenti è ininfluente. Questi sono stati correttamente identificati (il codice fiscale verosimilmente
è stato calcolato non attribuito) e se il rilievo si inserisce in una eccezione di incompetenza territoriale, questa deve considerarsi infondata. L'obiezione necessitava della prova – facilmente acquisibile con un certificato – che gli istanti fossero residenti in Italia – circostanza che sposterebbe la territorialità del foro – tuttavia, così come formulata resta non processabile. Analogo ragionamento è da riportarsi circa la carenza di interesse ad agire perché, a dire del , i CP_14 ricorrenti, forse, sarebbero già riconosciuti cittadini italiani da altra Amministrazione dello Stato
(desunzione questa derivante dalla mera indicazione del codice fiscale). Anche in questo caso, la doglianza necessitava di adeguato supporto probatorio, facilmente acquisibile dall'amministrazione resistente che ha certamente tutti gli strumenti per estrarre un certificato di cittadinanza italiana.
Tanto non è stato fatto e, anche in questo caso l'eccezione (non esistendo l'istituto della
“valutazione”, tale è considerarsi la contestazione) deve essere rigettata. La richiesta formulata da parte del di “rigetto della domanda subordinata Controparte_14 finalizzata a porre a carico del resistente gli adempimenti connessi all'annotazione CP_14 dell'eventuale provvedimento favorevole” non può essere accolta nei termini di seguito esposti.
La domanda di cittadinanza iure sanguinis è una azione di mero accertamento, con cui è chiesto all'Autorità giudiziaria il riconoscimento dello status di cittadino italiano per discendenza. L'ordine richiesto dall'interessato e riportato, in caso di accoglimento della domanda, nel provvedimento del Giudice di intimare il convenuto e, in sua vece, l'ufficiale Controparte_14 dello stato civile competente, a procedere “alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti” non costituisce una condanna di facere in senso tecnico – ancor più se non è previsto l'annullamento di un provvedimento amministrativo di diniego
– in quanto la cogenza del dictum non deriva dal disposto della Autorità giudiziaria ma dal complesso di norme, costituzionali e non, che regolano le annotazioni nel registro dello stato civile e della cittadinanza.
Anche in assenza dell'ordine de quo pronunciato dal Giudice, all'esito dell'ammissione della domanda dello status civitatis, il , quale Autorità amministrativamente Controparte_14 competente che gestisce e coordina l'intera materia della cittadinanza e dello stato civile (art. 14 del D.Lgs. n. 300/99) e, per esso, l'ufficiale di stato civile, quale organo periferico della
Amministrazione statale (art. l, comma 2, del D.P.R. n. 396/00) ovvero il soggetto materialmente tenuto ad effettuare le varie trascrizioni, iscrizioni ed altri adempimenti (art. 14 del D.Lgs. n.
267/00), sono comunque tenuti a compiere tutti gli atti conseguenti al riconoscimento dello status di cittadino italiano iure sanguinis.
Pag. 3 di 4 Un rifiuto in tal senso, dunque, non rappresenterebbe una inottemperanza a quanto stabilito dal
Giudice bensì costituirebbe una propria e vera violazione di legge.
La natura sostanzialmente amministrativa e non contenziosa della procedura, la assenza di un provvedimento di diniego proveniente dall'autorità amministrativa, giustifica la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
- accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
- ordina al e, per esso, all'Ufficiale dello stato civile competente, di procedere Controparte_14 alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
- compensa le spese di lite.
Trieste, 17 febbraio 2025
Il Giudice Onorario di Tribunale
Carlo D'Angelillo
Pag. 4 di 4
– Sezione Civile –
R.G. 2510/2023
Il Tribunale di Trieste – Sezione Civile, in persona del G.O.P. Carlo D'Angelillo, nel procedimento ex art. 281-decies e ss. c.p.c., recante il suindicato numero di R.G., avente ad oggetto il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, promossa da:
1. , nata a [...] - SP, Brasile il 08.09.1945; Controparte_1
2. nato a [...]á - PR, Brasile il 04.10.1965; Controparte_2
3. nato a [...] - SP, Brasile il 01.04.2004; Controparte_3
4. nato a [...]á - PR, Brasile il 22.01.1967, in proprio e Controparte_4 nella qualità di esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a Controparte_5
, sul figlio minore:
[...]
5. nato a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 05.02.2019; Controparte_6
6. , nata a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 27.06.2002; Controparte_7
7. nato a [...]á - PR, Brasile il 12.11.1969; Controparte_8
8. nato a [...] - SP, Brasile il 07.02.2001; Controparte_9
9. nato a [...] - SP, Brasile il 20.10.2004; Controparte_10
10. nata a [...] - SP, Brasile il 31.03.1983, in proprio e nella Controparte_11 qualità di esercente la responsabilità genitoriale, unitamente a sui figli minori: Persona_1
11. , nata a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 30.07.2011; Controparte_12
12. , nato a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 01.12.2013; Controparte_13
13. , nata a [...]é dos Campos - SP, Brasile il 18.01.2021; Parte_1 tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Luiz Gustavo Scarpelli dos Santos Reis;
Contro il , in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso Controparte_14 dall'Avvocatura distrettuale dello Stato;
Con l'intervento del Pubblico Ministero; SCIOGLIENDO la riserva assunta all'udienza del 30/07/2024, VISTI gli atti di causa nonché le conclusioni riportate dalle parti, che ivi abbiansi per ripetute e trascritte, ESAMINATI i documenti della procedura, VISTO l'art. 281-sexies, c.p.c., per la REPUBBLICA ITALIANA e IN NOME
DEL POPOLO ITALIANO, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
La domanda dei ricorrenti è fondata e merita di essere accolta.
Preliminarmente, si evidenzia che gli atti di causa sono stati trasmessi al P.M., il quale nulla ha opposto.
Il convenuto , ritualmente evocato, si è regolarmente costituito. Controparte_14
La linea di discendenza risulta essere sufficientemente provata con la documentazione versata in atti, ove straniera, appositamente tradotta e apostillata.
L'avo da cui muove la discendenza iure sanguinis è , nato il [...] a Persona_2
Portogruaro, in provincia di Venezia (nella competenza territoriale del Tribunale di Pordenone e della Corte d'Appello di Trieste). Sul punto si rileva che il Comune di Portogruaro è stato annesso al Regno d'Italia nel 1866 (https://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi- bin/siusa/pagina.pl? Email_1
Pag. 1 di 4 ), successivamente alla nascita dell'avo. La permanenza sul Email_2 territorio al momento della proclamazione del Regno per l'acquisizione della cittadinanza italiana, è palesata dal certificato di matrimonio rilasciato dal Comune di Portogruaro, celebrato in data
21/11/1889.
Per i ricorrenti la linea di discendenza così è costituita:
1. : – , nato il [...], in [...]; Controparte_1 Persona_2 Persona_3
2. – , nato il [...], in [...] Controparte_2 Persona_2 Persona_3
– ; Controparte_1
3. – , nato il [...], in [...] – Controparte_3 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_2
4. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_4 Persona_2 Persona_3
; Controparte_1
5. Murilo Ferreira Sanches Perez: – , nato il [...], in Persona_2 Persona_3
Brasile – – ; Controparte_1 Controparte_4
6. : – , nato il [...], in [...] Controparte_7 Persona_2 Persona_3
– – ; Controparte_1 Controparte_4
7. – , nato il [...], in [...] – Controparte_8 Persona_2 Persona_3
; Controparte_1
8. – , nato il [...], in [...] – Controparte_9 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_8
9. – , nato il [...], in [...] – Controparte_10 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_8
10. Sanches Peres: – , nato il [...], in Email_3 Persona_2 Persona_3
Brasile – ; Controparte_1
11. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_12 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_11
12. : – , nato il [...], in [...] – Controparte_13 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_11
13. : – , nato il [...], in [...] – Parte_1 Persona_2 Persona_3
– Controparte_1 Controparte_11
In punto di diritto, rileva precisare che per lungo tempo, sia in epoca pre-unitaria che successivamente e fino all'ufficiale istituzione delle anagrafi civili presso i Comuni, era devoluto alle Parrocchie il compito di tenere registri civili di nascita (e di battesimo) dei soggetti nati presso la circoscrizione ecclesiastica. Pienamente probanti, dunque, i certificati di nascita estratti dai registri parrocchiali.
Inoltre, è principio consolidato l'ammissibilità di documentazione che presenti discordanza delle generalità dei cittadini che costituiscono la linea di discendenza. Tale discordanza – sempreché non metta fortemente in dubbio la riferibilità di un atto a un dato discendente – non è, infatti, motivo di diniego del provvedimento qualora, con altri elementi, sia desumibile il rapporto di parentela diretto che consente la trasmissione dello status civitatis.
Ancora, il figlio minore, all'esito del riconoscimento della cittadinanza italiana del genitore, acquisisce dalla nascita lo stato di cittadino italiano senza necessità di procedimenti aggiuntivi (art. 14, Legge n. 91/1992), tuttavia, nulla osta alla pronuncia anche nei suoi confronti dello status di cittadino italiano.
Pag. 2 di 4 Ulteriormente, si riporta l'orientamento della Cassazione a Sezioni Unite che, con le sentenze 25317 e 25318 dell'anno 2022, ha affermato che la perdita dello status di cittadino italiano deve avvenire mediante “una manifestazione esplicita di volontà sostanziale”. La rinuncia a tale status deve essere supportata da una “prova piena” dalla quale emerga la volontà inequivocabile di rinunciare allo stato di cittadino italiano. Inoltre, la rinuncia deve essere provata da chi contesta lo status civitatis, secondo le regole ordinarie dell'onere della prova. Ne discende, dunque, che hai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, non occorre depositare il cd.
“certificato negativo di naturalizzazione”, e la prova di ogni eventuale interruzione della linea di discendenza ricadrà sul convenuto , che, nella specie, nulla ha dimostrato. Controparte_14
La contestazione sollevata dal convenuto circa l'omessa indicazione della residenza dei CP_14 ricorrenti è ininfluente. Questi sono stati correttamente identificati (il codice fiscale verosimilmente
è stato calcolato non attribuito) e se il rilievo si inserisce in una eccezione di incompetenza territoriale, questa deve considerarsi infondata. L'obiezione necessitava della prova – facilmente acquisibile con un certificato – che gli istanti fossero residenti in Italia – circostanza che sposterebbe la territorialità del foro – tuttavia, così come formulata resta non processabile. Analogo ragionamento è da riportarsi circa la carenza di interesse ad agire perché, a dire del , i CP_14 ricorrenti, forse, sarebbero già riconosciuti cittadini italiani da altra Amministrazione dello Stato
(desunzione questa derivante dalla mera indicazione del codice fiscale). Anche in questo caso, la doglianza necessitava di adeguato supporto probatorio, facilmente acquisibile dall'amministrazione resistente che ha certamente tutti gli strumenti per estrarre un certificato di cittadinanza italiana.
Tanto non è stato fatto e, anche in questo caso l'eccezione (non esistendo l'istituto della
“valutazione”, tale è considerarsi la contestazione) deve essere rigettata. La richiesta formulata da parte del di “rigetto della domanda subordinata Controparte_14 finalizzata a porre a carico del resistente gli adempimenti connessi all'annotazione CP_14 dell'eventuale provvedimento favorevole” non può essere accolta nei termini di seguito esposti.
La domanda di cittadinanza iure sanguinis è una azione di mero accertamento, con cui è chiesto all'Autorità giudiziaria il riconoscimento dello status di cittadino italiano per discendenza. L'ordine richiesto dall'interessato e riportato, in caso di accoglimento della domanda, nel provvedimento del Giudice di intimare il convenuto e, in sua vece, l'ufficiale Controparte_14 dello stato civile competente, a procedere “alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti” non costituisce una condanna di facere in senso tecnico – ancor più se non è previsto l'annullamento di un provvedimento amministrativo di diniego
– in quanto la cogenza del dictum non deriva dal disposto della Autorità giudiziaria ma dal complesso di norme, costituzionali e non, che regolano le annotazioni nel registro dello stato civile e della cittadinanza.
Anche in assenza dell'ordine de quo pronunciato dal Giudice, all'esito dell'ammissione della domanda dello status civitatis, il , quale Autorità amministrativamente Controparte_14 competente che gestisce e coordina l'intera materia della cittadinanza e dello stato civile (art. 14 del D.Lgs. n. 300/99) e, per esso, l'ufficiale di stato civile, quale organo periferico della
Amministrazione statale (art. l, comma 2, del D.P.R. n. 396/00) ovvero il soggetto materialmente tenuto ad effettuare le varie trascrizioni, iscrizioni ed altri adempimenti (art. 14 del D.Lgs. n.
267/00), sono comunque tenuti a compiere tutti gli atti conseguenti al riconoscimento dello status di cittadino italiano iure sanguinis.
Pag. 3 di 4 Un rifiuto in tal senso, dunque, non rappresenterebbe una inottemperanza a quanto stabilito dal
Giudice bensì costituirebbe una propria e vera violazione di legge.
La natura sostanzialmente amministrativa e non contenziosa della procedura, la assenza di un provvedimento di diniego proveniente dall'autorità amministrativa, giustifica la compensazione delle spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così decide:
- accoglie la domanda e, per l'effetto, dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
- ordina al e, per esso, all'Ufficiale dello stato civile competente, di procedere Controparte_14 alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
- compensa le spese di lite.
Trieste, 17 febbraio 2025
Il Giudice Onorario di Tribunale
Carlo D'Angelillo
Pag. 4 di 4