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Sentenza 6 novembre 2025
Sentenza 6 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Piacenza, sentenza 06/11/2025, n. 306 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Piacenza |
| Numero : | 306 |
| Data del deposito : | 6 novembre 2025 |
Testo completo
N. 278/2025 R.G.L.
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI PIACENZA SEZIONE CIVILE
in composizione monocratica e in funzione di Giudice del Lavoro, in persona della dott.ssa Camilla Milani, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella controversia di primo grado promossa da
(C.F. , rappresentata e difesa Parte_1 C.F._1 dall' avv.to Bettati Maria Giulia ed elettivamente domiciliata e presso il suo studio sito in Parma (PR) Via Carducci n. 3, come da procura in atti;
- RICORRENTE -
contro
(c.f. ) in Controparte_1 P.IVA_1 persona del tempore, CP_2 Controparte_3
Sede di rappresentati e difesi
[...] CP_3 dall'Avvocatura dello Stato e per delega di questi dal Dirigente dott. Grossi Andrea e dal Funzionario delegato dott.ssa Bertonati Silvia e domiciliati presso l Controparte_4
, sede di , sito in , C.so
[...] CP_3 CP_3
G. IB 50.
- RESISTENTE - Oggetto: retribuzione
All'udienza di discussione i procuratori delle parti hanno concluso come in atti.
RAGIONI IN FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE Con ricorso ex art. 414 c.p.c. depositato in data 12.05.2025 Pt_1
ha convenuto in giudizio il
[...] Controparte_1
per sentire accogliere le seguenti conclusioni:
[...]
“In via principale, previa eventuale disapplicazione (e/o interpretazione costituzionalmente orientata) dell'art. 1 commi. da 121 a 124 della L. 107/2015 e del D.P.C.M. del 23.09.2016 e DPCM del 28.11.2016, nella parte in cui escludono i docenti non di ruolo dall'erogazione della Carta Elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti di cui agli artt. 3, 35 e 97 Costituzione o comunque della normativa comunitaria richiamata in atti, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente al riconoscimento e alla fruizione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015 – per gli anni di servizio dedotti in giudizio, e per i futuri - ancorché eventualmente assunti con contratto a tempo determinato -, ordinando al resistente di porre in essere ogni attività volta a CP_1 permetterne l'immediata fruizione e, per l'effetto, condannare l'Amministrazione resistente a mettere a disposizione della ricorrente l'importo di € 500,00 annuali pari al valore annuale della Carta del Docente, per gli anni di servizio prestati e dedotti in giudizio, come da tabella riassuntiva per le finalità di cui all'art. 1, comma 121 della L. 107/2015 oltre la maggior somma tra interessi e rivalutazione monetaria In subordine, nella denegata ipotesi del mancato accoglimento della domanda principale, previa eventuale disapplicazione (e/o interpretazione costituzionalmente orientata) dell'art. 1 commi. da 121 a 124 della L. 107/2015 e del D.P.C.M. del 23.09.2016 e DPCM del 28.11.2016, nella parte in cui escludono i docenti non di ruolo dall'erogazione della Carta Elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti di cui agli artt. 3, 35 e 97 Costituzione o comunque della normativa comunitaria richiamata in atti, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente al riconoscimento della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015 per gli anni di servizio dedotti in giudizio e per i futuri, ancorché eventualmente assunti con contratto a tempo determinato, ordinando al resistente di permettere l'immediata CP_1 fruizione del bonus e, per l'effetto, condannare l'Amministrazione resistente a risarcire il danno patito dalla ricorrente, quantificato in €
2 500,00, - pari al valore annuale della Carta Del Docente non fruita- , per ciascun anno di servizio prestato e dedotto in giudizio, come da tabella riassuntiva per le finalità di cui all'art. 1 comma 121 della L. 107/2015. Con vittoria di spese, competenze ed onorari del presente giudizio, ai sensi del D.M. 55/2014, da distrarsi in favore dell'avvocata antistataria che ha anticipato le prime e non ha percepito i secondi.”
La ricorrente ha dedotto di essere stata dipendente del
[...]
, con contratto a tempo determinato per l'a.s. 2024-2025 Controparte_1
(doc. 1 pag. 1-8), di aver precedentemente prestato servizio in favore dell'Amministrazione resistente per gli anni scolastici 2019-2020, 2021- 2022, 2022-2023 e 2023-2024 (doc.1 pag. 10-22) per i quali non le è stato concesso di poter usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015. Con il presente ricorso lamentava l'illegittimità dell'esclusione da tale beneficio per gli anni scolastici sul solo presupposto di essere e di essere stata titolare di contratti di lavoro a tempo determinato. Il si costituiva in giudizio eccependo la Controparte_1 prescrizione della pretesa della ricorrente relativa all'anno 2019-2020 ai sensi dell'art. 2948 c.c., domandando che il riconoscimento del beneficio fosse riconosciuto alle medesime condizioni previste per il personale di ruolo, e chiedendo il rigetto della condanna alle spese di lite.
All'udienza del 6 novembre 2025, il procuratore di parte ricorrente rinunciava alla domanda limitatamente all'a.s. 2019-2020, il Mim accettava la rinuncia. La causa veniva discussa e decisa all'esito della camera di consiglio con lettura della presente sentenza mediante deposito nel fascicolo telematico.
Il ricorso è parzialmente fondato e merita accoglimento per le ragioni di seguito esposte.
La questione sottoposta a questo giudice attiene il riconoscimento del diritto in capo ai docenti assunti con contratto a tempo determinato del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta elettronica del docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015 per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, diversamente riconosciuto ai soli docenti con contratto a tempo indeterminato.
3 Occorre premettere che l'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 così dispone: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea Controparte_5 magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile. In attuazione di tale legge, il DPCM n. 32313 del 23/9/2015 e il successivo dal DPCM del 28/11/2016 hanno ribadito che i soli destinatari della disciplina della Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato. Per espressa previsione legislativa i docenti precari rimanevano pertanto esclusi dall'accesso a tale beneficio.
Sul punto si è di recente pronunciata la Corte di Giustizia europea (proprio in relazione al contrasto tra la normativa interna sopra richiamata e la clausola 4 dell' Accordo Quadro del 18.03.1999 sul lavoro a tempo determinato CES, UNICE, CEEP- recepito con Direttiva 1999/70/CE) rilevando come: “la clausola 4 al punto 1 dell' accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all' accordo quadro CES, UNICE CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretato nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo determinato di tale Controparte_1
, il beneficio di un vantaggio finanziario dell' importo di euro CP_1
500;00 all' anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche
4 in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all' aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso ai musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”(Ord. CGUE sez. 6 del 18 maggio 2022 resa nella causa c 450/2). La CGUE, valorizzando il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282 D.lgs n. 297/1994, le previsioni della contrattazione collettiva del comparto scuola, e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerga il principio secondo cui la formazione dei docenti è “obbligatoria, permanente e strutturale”, ha affermato quindi che non vi può essere una discriminazione nel riconoscimento di tale beneficio, basata sulla sola durata contrattuale del rapporto e vista l'identità di mansioni e funzioni svolte, competenza e professionalità richieste e in assenza di ragioni oggettive che giustifichino la diversità di trattamento, con conseguente violazione della clausola 4 dell'accordo quadro da parte della norma interna che disponga in senso contrario.
Con la sentenza n. 1842/2022 è intervenuto sul punto anche il Consiglio di Stato, rilevando che “un tale sistema collide con i precetti costituzionali degli artt. 3,35 e 97 Cost. sia per la discriminazione che introduce a danno dei docenti non di ruolo (resa palese dalla mancata erogazione di uno strumento che possa supportare le attività volte alla loro formazione e dargli pari chances rispetto agli altri di aggiornare la loro preparazione), sia, ancor di più, per la lesione del principio di buon andamento della P.A.: invero, la differenziazione appena descritta collide con l'esigenza del sistema scolastico di far sì che sia tutto il personale docente (e non certo esclusivamente quello di ruolo) a poter conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, affinché sia garantita la qualità dell'insegnamento complessivo fornito agli studenti. In altre parole, evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si
5 serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti. Ma se così è - e invero non si vede come possa essere diversamente, altrimenti si manterrebbero nell'insegnamento docenti non aggiornati, non formati - il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento grava su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso”.
Il Consiglio di Stato ha quindi censurato la scelta del di CP_1 escludere dal beneficio i docenti a tempo determinato in quanto in contrasto con i principi di non discriminazione e buon andamento della Pubblica Amministrazione secondo i canoni costituzionali di cui agli artt. 3, 35 e 97 Cost.
Per l'effetto è stato annullato il D.P.C.M. n. 32313 del 25 settembre 2015, e la nota applicativa del n. 15219 del 15 ottobre 2015, nonché il CP_6
D.P.C.M. del 28 novembre 2016 che ha sostituito i precedenti atti generali esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma 121 della Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente.
Il quadro giurisprudenziale sopra delineato, integralmente confermato dalla recentissima pronuncia della Corte di Cassazione n. 29961 del 27.10.2023, deve trovare applicazione al caso in esame, non essendovi evidenza alcuna che possa giustificare un diverso trattamento tra i docenti di ruolo e quelli precari.
Per quanto attiene la domanda relativa agli aa.ss. 2023-2024 e 2024- 2025, si deve parimenti riconoscere il diritto della ricorrente ad ottenere la carta elettronica del docente, in quanto titolare di contratto di lavoro a tempo determinato, con scadenza al 30.06 (doc.1 pag.1 per l'a.s. 2024- 2025 e doc. 1 pag. 9 per l'a.s. 2023-2024) per le stesse ragioni già ampiamente illustrate nella parte che precede e nonostante l'art. 15 co. 1 D.L.69/23 per l'a.s 2023-2024, e l'art. 1 comma 572 L. 207-2024 per. l' a.s. 2024-2025 prevedano il riconoscimento del beneficio ai docenti con contratto di supplenza annuale (ovvero con scadenza al 31.08).
A ciò consegue l'accoglimento della domanda e l'accertamento del diritto delle ricorrenti ad ottenere la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021-2022, 2022-2023, 2023-2024 e 2024-2025 con la
6 conseguente condanna del convenuto a mettere a disposizione CP_1 del docente detta carta (o strumento equipollente) per poterne fruire nel prosieguo e nel rispetto dei vincoli di legge.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo, tenuto conto dell'effettiva attività difensiva e della serialità della controversia, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale di Piacenza, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria ed ulteriore istanza, domanda ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
- accerta il diritto della parte ricorrente ad ottenere la carta elettronica del docente per gli anni scolastici come indicati in parte motiva, per l'importo di € 500,00 annui e condanna la parte resistente a mettere a disposizione della parte ricorrente detta carta elettronica del docente (o altro equipollente) per poterne fruire nel rispetto dei vincoli di legge;
- condanna la parte resistente a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite che liquida complessivi in euro 500,00 oltre spese generali ed accessori di legge, da distrarsi a favore del difensore antistatario.
Piacenza, 06 novembre 2025 IL GIUDICE DEL LAVORO Dott.ssa Camilla Milani
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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI PIACENZA SEZIONE CIVILE
in composizione monocratica e in funzione di Giudice del Lavoro, in persona della dott.ssa Camilla Milani, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella controversia di primo grado promossa da
(C.F. , rappresentata e difesa Parte_1 C.F._1 dall' avv.to Bettati Maria Giulia ed elettivamente domiciliata e presso il suo studio sito in Parma (PR) Via Carducci n. 3, come da procura in atti;
- RICORRENTE -
contro
(c.f. ) in Controparte_1 P.IVA_1 persona del tempore, CP_2 Controparte_3
Sede di rappresentati e difesi
[...] CP_3 dall'Avvocatura dello Stato e per delega di questi dal Dirigente dott. Grossi Andrea e dal Funzionario delegato dott.ssa Bertonati Silvia e domiciliati presso l Controparte_4
, sede di , sito in , C.so
[...] CP_3 CP_3
G. IB 50.
- RESISTENTE - Oggetto: retribuzione
All'udienza di discussione i procuratori delle parti hanno concluso come in atti.
RAGIONI IN FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE Con ricorso ex art. 414 c.p.c. depositato in data 12.05.2025 Pt_1
ha convenuto in giudizio il
[...] Controparte_1
per sentire accogliere le seguenti conclusioni:
[...]
“In via principale, previa eventuale disapplicazione (e/o interpretazione costituzionalmente orientata) dell'art. 1 commi. da 121 a 124 della L. 107/2015 e del D.P.C.M. del 23.09.2016 e DPCM del 28.11.2016, nella parte in cui escludono i docenti non di ruolo dall'erogazione della Carta Elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti di cui agli artt. 3, 35 e 97 Costituzione o comunque della normativa comunitaria richiamata in atti, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente al riconoscimento e alla fruizione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015 – per gli anni di servizio dedotti in giudizio, e per i futuri - ancorché eventualmente assunti con contratto a tempo determinato -, ordinando al resistente di porre in essere ogni attività volta a CP_1 permetterne l'immediata fruizione e, per l'effetto, condannare l'Amministrazione resistente a mettere a disposizione della ricorrente l'importo di € 500,00 annuali pari al valore annuale della Carta del Docente, per gli anni di servizio prestati e dedotti in giudizio, come da tabella riassuntiva per le finalità di cui all'art. 1, comma 121 della L. 107/2015 oltre la maggior somma tra interessi e rivalutazione monetaria In subordine, nella denegata ipotesi del mancato accoglimento della domanda principale, previa eventuale disapplicazione (e/o interpretazione costituzionalmente orientata) dell'art. 1 commi. da 121 a 124 della L. 107/2015 e del D.P.C.M. del 23.09.2016 e DPCM del 28.11.2016, nella parte in cui escludono i docenti non di ruolo dall'erogazione della Carta Elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti di cui agli artt. 3, 35 e 97 Costituzione o comunque della normativa comunitaria richiamata in atti, accertare e dichiarare il diritto della ricorrente al riconoscimento della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente di cui alla legge n. 107 del 2015 per gli anni di servizio dedotti in giudizio e per i futuri, ancorché eventualmente assunti con contratto a tempo determinato, ordinando al resistente di permettere l'immediata CP_1 fruizione del bonus e, per l'effetto, condannare l'Amministrazione resistente a risarcire il danno patito dalla ricorrente, quantificato in €
2 500,00, - pari al valore annuale della Carta Del Docente non fruita- , per ciascun anno di servizio prestato e dedotto in giudizio, come da tabella riassuntiva per le finalità di cui all'art. 1 comma 121 della L. 107/2015. Con vittoria di spese, competenze ed onorari del presente giudizio, ai sensi del D.M. 55/2014, da distrarsi in favore dell'avvocata antistataria che ha anticipato le prime e non ha percepito i secondi.”
La ricorrente ha dedotto di essere stata dipendente del
[...]
, con contratto a tempo determinato per l'a.s. 2024-2025 Controparte_1
(doc. 1 pag. 1-8), di aver precedentemente prestato servizio in favore dell'Amministrazione resistente per gli anni scolastici 2019-2020, 2021- 2022, 2022-2023 e 2023-2024 (doc.1 pag. 10-22) per i quali non le è stato concesso di poter usufruire del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015. Con il presente ricorso lamentava l'illegittimità dell'esclusione da tale beneficio per gli anni scolastici sul solo presupposto di essere e di essere stata titolare di contratti di lavoro a tempo determinato. Il si costituiva in giudizio eccependo la Controparte_1 prescrizione della pretesa della ricorrente relativa all'anno 2019-2020 ai sensi dell'art. 2948 c.c., domandando che il riconoscimento del beneficio fosse riconosciuto alle medesime condizioni previste per il personale di ruolo, e chiedendo il rigetto della condanna alle spese di lite.
All'udienza del 6 novembre 2025, il procuratore di parte ricorrente rinunciava alla domanda limitatamente all'a.s. 2019-2020, il Mim accettava la rinuncia. La causa veniva discussa e decisa all'esito della camera di consiglio con lettura della presente sentenza mediante deposito nel fascicolo telematico.
Il ricorso è parzialmente fondato e merita accoglimento per le ragioni di seguito esposte.
La questione sottoposta a questo giudice attiene il riconoscimento del diritto in capo ai docenti assunti con contratto a tempo determinato del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta elettronica del docente, di cui all'art. 1 della Legge n. 107/2015 per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, diversamente riconosciuto ai soli docenti con contratto a tempo indeterminato.
3 Occorre premettere che l'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 così dispone: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea Controparte_5 magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile. In attuazione di tale legge, il DPCM n. 32313 del 23/9/2015 e il successivo dal DPCM del 28/11/2016 hanno ribadito che i soli destinatari della disciplina della Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato. Per espressa previsione legislativa i docenti precari rimanevano pertanto esclusi dall'accesso a tale beneficio.
Sul punto si è di recente pronunciata la Corte di Giustizia europea (proprio in relazione al contrasto tra la normativa interna sopra richiamata e la clausola 4 dell' Accordo Quadro del 18.03.1999 sul lavoro a tempo determinato CES, UNICE, CEEP- recepito con Direttiva 1999/70/CE) rilevando come: “la clausola 4 al punto 1 dell' accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all' accordo quadro CES, UNICE CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretato nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
[...]
, e non al personale docente a tempo determinato di tale Controparte_1
, il beneficio di un vantaggio finanziario dell' importo di euro CP_1
500;00 all' anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche
4 in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all' aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso ai musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”(Ord. CGUE sez. 6 del 18 maggio 2022 resa nella causa c 450/2). La CGUE, valorizzando il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282 D.lgs n. 297/1994, le previsioni della contrattazione collettiva del comparto scuola, e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerga il principio secondo cui la formazione dei docenti è “obbligatoria, permanente e strutturale”, ha affermato quindi che non vi può essere una discriminazione nel riconoscimento di tale beneficio, basata sulla sola durata contrattuale del rapporto e vista l'identità di mansioni e funzioni svolte, competenza e professionalità richieste e in assenza di ragioni oggettive che giustifichino la diversità di trattamento, con conseguente violazione della clausola 4 dell'accordo quadro da parte della norma interna che disponga in senso contrario.
Con la sentenza n. 1842/2022 è intervenuto sul punto anche il Consiglio di Stato, rilevando che “un tale sistema collide con i precetti costituzionali degli artt. 3,35 e 97 Cost. sia per la discriminazione che introduce a danno dei docenti non di ruolo (resa palese dalla mancata erogazione di uno strumento che possa supportare le attività volte alla loro formazione e dargli pari chances rispetto agli altri di aggiornare la loro preparazione), sia, ancor di più, per la lesione del principio di buon andamento della P.A.: invero, la differenziazione appena descritta collide con l'esigenza del sistema scolastico di far sì che sia tutto il personale docente (e non certo esclusivamente quello di ruolo) a poter conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, affinché sia garantita la qualità dell'insegnamento complessivo fornito agli studenti. In altre parole, evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si
5 serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti. Ma se così è - e invero non si vede come possa essere diversamente, altrimenti si manterrebbero nell'insegnamento docenti non aggiornati, non formati - il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento grava su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso”.
Il Consiglio di Stato ha quindi censurato la scelta del di CP_1 escludere dal beneficio i docenti a tempo determinato in quanto in contrasto con i principi di non discriminazione e buon andamento della Pubblica Amministrazione secondo i canoni costituzionali di cui agli artt. 3, 35 e 97 Cost.
Per l'effetto è stato annullato il D.P.C.M. n. 32313 del 25 settembre 2015, e la nota applicativa del n. 15219 del 15 ottobre 2015, nonché il CP_6
D.P.C.M. del 28 novembre 2016 che ha sostituito i precedenti atti generali esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma 121 della Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente.
Il quadro giurisprudenziale sopra delineato, integralmente confermato dalla recentissima pronuncia della Corte di Cassazione n. 29961 del 27.10.2023, deve trovare applicazione al caso in esame, non essendovi evidenza alcuna che possa giustificare un diverso trattamento tra i docenti di ruolo e quelli precari.
Per quanto attiene la domanda relativa agli aa.ss. 2023-2024 e 2024- 2025, si deve parimenti riconoscere il diritto della ricorrente ad ottenere la carta elettronica del docente, in quanto titolare di contratto di lavoro a tempo determinato, con scadenza al 30.06 (doc.1 pag.1 per l'a.s. 2024- 2025 e doc. 1 pag. 9 per l'a.s. 2023-2024) per le stesse ragioni già ampiamente illustrate nella parte che precede e nonostante l'art. 15 co. 1 D.L.69/23 per l'a.s 2023-2024, e l'art. 1 comma 572 L. 207-2024 per. l' a.s. 2024-2025 prevedano il riconoscimento del beneficio ai docenti con contratto di supplenza annuale (ovvero con scadenza al 31.08).
A ciò consegue l'accoglimento della domanda e l'accertamento del diritto delle ricorrenti ad ottenere la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021-2022, 2022-2023, 2023-2024 e 2024-2025 con la
6 conseguente condanna del convenuto a mettere a disposizione CP_1 del docente detta carta (o strumento equipollente) per poterne fruire nel prosieguo e nel rispetto dei vincoli di legge.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo, tenuto conto dell'effettiva attività difensiva e della serialità della controversia, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale di Piacenza, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria ed ulteriore istanza, domanda ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
- accerta il diritto della parte ricorrente ad ottenere la carta elettronica del docente per gli anni scolastici come indicati in parte motiva, per l'importo di € 500,00 annui e condanna la parte resistente a mettere a disposizione della parte ricorrente detta carta elettronica del docente (o altro equipollente) per poterne fruire nel rispetto dei vincoli di legge;
- condanna la parte resistente a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite che liquida complessivi in euro 500,00 oltre spese generali ed accessori di legge, da distrarsi a favore del difensore antistatario.
Piacenza, 06 novembre 2025 IL GIUDICE DEL LAVORO Dott.ssa Camilla Milani
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