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Sentenza 10 dicembre 2025
Sentenza 10 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Palmi, sentenza 10/12/2025, n. 1202 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Palmi |
| Numero : | 1202 |
| Data del deposito : | 10 dicembre 2025 |
Testo completo
R.G. 1401/2025
TRIBUNALE DI PALMI
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO nella persona del dott. Carlo Gabutti ha pronunciato, a seguito di deposito di note scritte in sostituzione dell'udienza del 03/12/2025 in base all'art. 127 ter c.p.c., la seguente
TRA
, nata a [...] l'[...], Parte_1 residente in [...] c.da Santa Maria Inferiore n°8, c.f.
, rappresentata e difesa dagli avv.ti Raffaella C.F._1
Crocitti e , con procura in calce al presente atto ed Controparte_1 elettivamente domiciliata per questa procedura presso lo studio del primo sito in Taurianova, via De Amicis n°9; giusta procura in atti.
Ricorrente
E
con sede centrale Controparte_2 in Roma, Via Ciro il Grande n. 21, in persona del suo Presidente e legale rappresentante pro – tempore, domiciliato in Locri Via G. Matteotti n. 48,
Agenzia , presso l'avv. Rita Pisanu, (C.F. ), che CP_2 C.F._2 lo rappresenta e difende in forza di procura generale alle liti in data
22.03.2024, a rogito del notaio in Fiumicino;
Persona_1
Resistente
OGGETTO: Opposizione ATP
CONCLUSIONI: come in atti.
dando lettura dei seguenti: MOTIVI CONTESTUALI DELLA DECISIONE
A seguito dell'espletamento dell'Accertamento Tecnico Preventivo e dell'assegnazione dei termini per proporre eventuali contestazioni, parte istante depositava atto dissenso e quindi, nei termini dettati dall'art 445 bis
c.p.c., l'odierno ricorso, nel quale ha dedotto ed eccepito: che “rendono la ricorrente anche persona portatrice di handicap grave ex art. 3 comma 3 l.104/92”.
Concludeva quindi perché si accertasse che l'istante era persona invalida al 100% o quanto meno in quella inferiore del 74%, nonché accertare che risulta persona portatrice di handicap grave ai sensi della legge 104/92 art. 3 comma 3, con conseguente diritto a percepire le provvidenze come per legge, dal dì della presentazione della domanda.
Si costituiva l' per resistere alla domanda. CP_2
Nello specifico evidenziando che la perizia è stata correttamente motivata e che la patologia è stata correttamente accertata ha concluso chiedendo il rigetto.
All'esito della trattazione scritta sostitutiva dell'udienza in base all'art. 127 ter c.p.c. verificata la rituale comunicazione del decreto per la trattazione scritta a tutte le parti costituite, acquisito il procedimento di
Accertamento Tecnico Preventivo già espletato fra le parti, la causa veniva decisa in prima udienza in quanto documentalmente istruita, atteso che la perizia non necessita di rinnovo.
Nel merito, l'opposizione deve ritenersi infondata.
L'istante con il ricorso in opposizione aveva chiesto accertarsi il diritto a percepire le provvidenze come per legge.
Il CTU nominato in sede di ATP, Dott. nella relazione Persona_2 scritta depositata in data il 23.03.2025 a seguito dell'esame del ricorrente e l'esame dei documenti in atti, ha diagnosticato in capo all'istante “la
Sig.ra (11-07-1981) risulta invalida con riduzione Parte_1 permanente della capacità lavorativa nella misura del 63% (sessantatré per cento) fin dal 21-01-2025, epoca della visita psichiatrica;
in precedenza, fin dalla domanda amministrativa, era da ritenersi invalida con riduzione permanente della capacità lavorativa nella misura del 50%
(cinquanta per cento) stante l'assenza della infermità psichiatrica;
è altresì da considerarsi soggetto “portatore di handicap” (comma 1 art. 3 della Legge 104/92) fin dall'epoca della domanda in sede amministrativa.”
La relazione della CTU appare ben motivata, dettagliatamente descrittiva delle condizioni della ricorrente quali riscontrate all'esame obiettivo, per nulla smentite dall'esito delle visite della Commissione medica.
L'elaborato appare motivato e non suscettibile di censure, per le anzidette motivazioni, e per queste non ritiene il giudicante di dovere effettuare ulteriori approfondimenti né avanzare richieste di chiarimenti né rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto cfr Cass Sez. 1, Sentenza n. 5277 del
10/03/2006; Cass Sez. L, Sentenza n. 23413 del 10/11/2011).
Al contrario, le censure avanzate dall'opponente appaiono certamente generiche e aprioristiche e comunque alle stesse ha già risposto il consulente nella parte finale dell'elaborato peritale.
È bene sul punto rilevare che secondo l'art. 445 bis c.VI c.p.c. la parte deve “specificare a pena di inammissibilità i motivi di contestazione” dalla disposizione, ne consegue che la parte non si può limitare ad una generica confutazione delle risultanze dell'elaborato peritale ma deve specificare le ragioni concrete, supportate dalla certificazione sanitaria, della contestazione altrimenti l'opposizione stessa è inammissibile.
Sul punto il ricorrente non si può limitare a sostenere di avere diritto alle prestazioni ma deve indicare le ragioni medico-legali su cui si fonda l'assunto.
L'opposizione va rigettata.
Diversamente, ai fini delle spese processuali, poi, mediante il d.l. n.
269/03, conv. nella legge n. 326/03, il legislatore ha introdotto la modifica dell'art. 152 disp.att. c.p.c. limitando l'esonero dal pagamento delle spese processuali per la parte privata soccombente, fuori dalle ipotesi di cui all'art. 96 c.p.c., ai soli casi in cui la stessa risulti titolare di un reddito imponibile ai fini Irpef non superiore ad un determinato ammontare, previa formulazione di apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione.
Nella specie, stante la dichiarazione di esenzione le spese sono irripetibili CP_ e quelle di c.t.u. vanno poste a carico dell'
P.Q.M.
ogni diversa domanda, eccezione, deduzione ed istanza disattesa, così provvede:
1) rigetta la domanda, e per l'effetto dichiara la Sig.ra Parte_1 soggetto “portatore di handicap” (comma 1 art. 3 della Legge 104/92) fin dall'epoca della domanda in sede amministrativa;
2) nulla sulle spese;
CP_
3) pone a carico dell' le spese di c.t.u. (liquidate nella misura di euro
280,00 a favore del Dott. . Persona_2
Palmi, 10/12/2025
Il giudice
Dr. Carlo Gabutti
TRIBUNALE DI PALMI
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO nella persona del dott. Carlo Gabutti ha pronunciato, a seguito di deposito di note scritte in sostituzione dell'udienza del 03/12/2025 in base all'art. 127 ter c.p.c., la seguente
TRA
, nata a [...] l'[...], Parte_1 residente in [...] c.da Santa Maria Inferiore n°8, c.f.
, rappresentata e difesa dagli avv.ti Raffaella C.F._1
Crocitti e , con procura in calce al presente atto ed Controparte_1 elettivamente domiciliata per questa procedura presso lo studio del primo sito in Taurianova, via De Amicis n°9; giusta procura in atti.
Ricorrente
E
con sede centrale Controparte_2 in Roma, Via Ciro il Grande n. 21, in persona del suo Presidente e legale rappresentante pro – tempore, domiciliato in Locri Via G. Matteotti n. 48,
Agenzia , presso l'avv. Rita Pisanu, (C.F. ), che CP_2 C.F._2 lo rappresenta e difende in forza di procura generale alle liti in data
22.03.2024, a rogito del notaio in Fiumicino;
Persona_1
Resistente
OGGETTO: Opposizione ATP
CONCLUSIONI: come in atti.
dando lettura dei seguenti: MOTIVI CONTESTUALI DELLA DECISIONE
A seguito dell'espletamento dell'Accertamento Tecnico Preventivo e dell'assegnazione dei termini per proporre eventuali contestazioni, parte istante depositava atto dissenso e quindi, nei termini dettati dall'art 445 bis
c.p.c., l'odierno ricorso, nel quale ha dedotto ed eccepito: che “rendono la ricorrente anche persona portatrice di handicap grave ex art. 3 comma 3 l.104/92”.
Concludeva quindi perché si accertasse che l'istante era persona invalida al 100% o quanto meno in quella inferiore del 74%, nonché accertare che risulta persona portatrice di handicap grave ai sensi della legge 104/92 art. 3 comma 3, con conseguente diritto a percepire le provvidenze come per legge, dal dì della presentazione della domanda.
Si costituiva l' per resistere alla domanda. CP_2
Nello specifico evidenziando che la perizia è stata correttamente motivata e che la patologia è stata correttamente accertata ha concluso chiedendo il rigetto.
All'esito della trattazione scritta sostitutiva dell'udienza in base all'art. 127 ter c.p.c. verificata la rituale comunicazione del decreto per la trattazione scritta a tutte le parti costituite, acquisito il procedimento di
Accertamento Tecnico Preventivo già espletato fra le parti, la causa veniva decisa in prima udienza in quanto documentalmente istruita, atteso che la perizia non necessita di rinnovo.
Nel merito, l'opposizione deve ritenersi infondata.
L'istante con il ricorso in opposizione aveva chiesto accertarsi il diritto a percepire le provvidenze come per legge.
Il CTU nominato in sede di ATP, Dott. nella relazione Persona_2 scritta depositata in data il 23.03.2025 a seguito dell'esame del ricorrente e l'esame dei documenti in atti, ha diagnosticato in capo all'istante “la
Sig.ra (11-07-1981) risulta invalida con riduzione Parte_1 permanente della capacità lavorativa nella misura del 63% (sessantatré per cento) fin dal 21-01-2025, epoca della visita psichiatrica;
in precedenza, fin dalla domanda amministrativa, era da ritenersi invalida con riduzione permanente della capacità lavorativa nella misura del 50%
(cinquanta per cento) stante l'assenza della infermità psichiatrica;
è altresì da considerarsi soggetto “portatore di handicap” (comma 1 art. 3 della Legge 104/92) fin dall'epoca della domanda in sede amministrativa.”
La relazione della CTU appare ben motivata, dettagliatamente descrittiva delle condizioni della ricorrente quali riscontrate all'esame obiettivo, per nulla smentite dall'esito delle visite della Commissione medica.
L'elaborato appare motivato e non suscettibile di censure, per le anzidette motivazioni, e per queste non ritiene il giudicante di dovere effettuare ulteriori approfondimenti né avanzare richieste di chiarimenti né rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto cfr Cass Sez. 1, Sentenza n. 5277 del
10/03/2006; Cass Sez. L, Sentenza n. 23413 del 10/11/2011).
Al contrario, le censure avanzate dall'opponente appaiono certamente generiche e aprioristiche e comunque alle stesse ha già risposto il consulente nella parte finale dell'elaborato peritale.
È bene sul punto rilevare che secondo l'art. 445 bis c.VI c.p.c. la parte deve “specificare a pena di inammissibilità i motivi di contestazione” dalla disposizione, ne consegue che la parte non si può limitare ad una generica confutazione delle risultanze dell'elaborato peritale ma deve specificare le ragioni concrete, supportate dalla certificazione sanitaria, della contestazione altrimenti l'opposizione stessa è inammissibile.
Sul punto il ricorrente non si può limitare a sostenere di avere diritto alle prestazioni ma deve indicare le ragioni medico-legali su cui si fonda l'assunto.
L'opposizione va rigettata.
Diversamente, ai fini delle spese processuali, poi, mediante il d.l. n.
269/03, conv. nella legge n. 326/03, il legislatore ha introdotto la modifica dell'art. 152 disp.att. c.p.c. limitando l'esonero dal pagamento delle spese processuali per la parte privata soccombente, fuori dalle ipotesi di cui all'art. 96 c.p.c., ai soli casi in cui la stessa risulti titolare di un reddito imponibile ai fini Irpef non superiore ad un determinato ammontare, previa formulazione di apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione.
Nella specie, stante la dichiarazione di esenzione le spese sono irripetibili CP_ e quelle di c.t.u. vanno poste a carico dell'
P.Q.M.
ogni diversa domanda, eccezione, deduzione ed istanza disattesa, così provvede:
1) rigetta la domanda, e per l'effetto dichiara la Sig.ra Parte_1 soggetto “portatore di handicap” (comma 1 art. 3 della Legge 104/92) fin dall'epoca della domanda in sede amministrativa;
2) nulla sulle spese;
CP_
3) pone a carico dell' le spese di c.t.u. (liquidate nella misura di euro
280,00 a favore del Dott. . Persona_2
Palmi, 10/12/2025
Il giudice
Dr. Carlo Gabutti